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Ex Ilva, Luca Pastorino contro il ministro Urso: «Cinque interrogazioni, cinque versioni diverse nelle risposte»

Alla Camera nuovo attacco del deputato ligure del Partito Democratico sul futuro di Acciaierie d’Italia. Nel mirino i rinvii sul tavolo annunciato dal ministro e i continui slittamenti sulla ripartenza produttiva

Sul futuro dell’ex Ilva torna a salire la tensione politica e stavolta è Luca Pastorino a puntare il dito contro il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, accusandolo di continuare a cambiare versione senza offrire certezze né ai lavoratori né ai territori coinvolti. Il deputato ligure del Pd è intervenuto in aula alla Camera con una nuova interrogazione, la quinta in otto mesi sullo stesso tema, parlando apertamente di una situazione sempre più confusa e di risposte che, una dopo l’altra, finirebbero per smentire quelle precedenti.

Secondo Pastorino, il punto più grave è che anche nelle ultime settimane dal Governo sarebbero arrivate rassicurazioni poi rimaste senza seguito. A inizio marzo, ricorda il parlamentare, era stato indicato come imminente un passaggio decisivo: i commissari avrebbero dovuto trovare una soluzione per consentire l’acquisto di Acciaierie d’Italia entro la fine del mese, accompagnando questo percorso con la convocazione di un tavolo entro il 31 marzo. Ma, sottolinea l’esponente dem, con l’arrivo di aprile di quel tavolo non ci sarebbe ancora traccia, mentre anche il traguardo della produzione dei 4 milioni di tonnellate verrebbe nuovamente spostato più avanti.

Nella lettura di Luca Pastorino, il problema non è solo il ritardo, ma il fatto che questo schema si ripeta da mesi. A dicembre, poi a febbraio, quindi a marzo, sarebbero state prospettate scadenze e sviluppi che non si sono poi concretizzati, alimentando così una preoccupazione crescente. Per il deputato, il ministro continuerebbe a pronunciare formule che, messe una accanto all’altra, finiscono per contraddirsi e per restituire l’immagine di una gestione incapace di dare una direzione chiara alla vertenza.

Al centro della critica c’è anche il clima di incertezza che continua a pesare sui lavoratori. Pastorino osserva che era stato promesso un momento di confronto, ma da allora non sarebbero arrivate novità concrete, con il risultato di lasciare ancora una volta senza risposte chi aspetta indicazioni precise sul destino industriale e occupazionale del gruppo.

Il parlamentare ligure del Partito Democratico annuncia che la pressione non si fermerà qui. La questione, fa sapere, tornerà in aula ai primi di maggio con una nuova interrogazione, la sesta, segno che l’opposizione intende continuare a incalzare il Governo su una delle crisi industriali più delicate e simboliche del Paese.


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