Salita della Liggia troppo ripida e scivolosa, il Comune ammette il problema che risale a 25 anni fa, promessa soluzione tampone, poi il ritorno alla crêuza originale

In consiglio comunale Francesca Ghio ha portato il caso della salita di Molassana segnalato dai residenti. L’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante ha riconosciuto le criticità nate dopo i lavori post alluvione del 2011 e ha annunciato un intervento temporaneo contro la scivolosità, in attesa del ripristino con la tipica pavimentazione genovese


La salita della Liggia, a Molassana, finisce al centro del dibattito in consiglio comunale dopo l’interrogazione presentata dalla capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Francesca Ghio, che ha raccolto le segnalazioni di cittadini e cittadine, in particolare persone con difficoltà a deambulare, esasperati da una situazione che da anni rende il passaggio sempre più complicato e, quando piove, anche pericoloso.
Nel suo intervento Francesca Ghio ha ricostruito la vicenda partendo dall’alluvione del 2011 e dai lavori eseguiti l’anno successivo per sistemare la salita danneggiata. Secondo la consigliera, proprio quell’intervento avrebbe però peggiorato in modo evidente la percorribilità della crêuza, rendendola più pendente e più viscida rispetto al passato. Prima, ha spiegato, la presenza del ciottolato garantiva maggiore aderenza, mentre oggi la conformazione del tracciato espone i residenti a cadute e difficoltà quotidiane, al punto che qualcuno preferirebbe passare dal boschetto vicino piuttosto che affrontare la salita. Da qui la richiesta di chiarire perché siano stati scelti quel materiale e quella pendenza e, soprattutto, di dare finalmente una risposta concreta a chi quella strada la usa ogni giorno.

Nella replica, l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante ha sostanzialmente confermato il quadro descritto in aula. Ha riferito che, alla fine di gennaio 2025, gli uffici comunali insieme all’area tecnica municipale avevano effettuato un sopralluogo proprio dopo le segnalazioni dei residenti, accertando come l’estrema pendenza della crêuza pedonale e il piano di calpestio in cemento battuto rendessero effettivamente difficoltoso il transito. Dalle verifiche della direzione Strade, ha aggiunto, è emerso che il percorso era stato rifatto dopo i danni causati dall’alluvione del 2011, con un intervento in somma urgenza pensato per ripristinare nel più breve tempo possibile l’accessibilità alle abitazioni.
Proprio quella ricostruzione spiega, secondo il Comune, perché allora si sia scelto di realizzare lunghi gradoni in cemento, finendo però per aumentare la pendenza rispetto alla vecchia mattonata con ciottoli laterali. Massimo Ferrante ha ipotizzato che quella soluzione fosse stata pensata per agevolare il transito di mezzi agricoli o motocarriole, gli unici utilizzabili per raggiungere le case, dato che non si tratta di una strada carrabile ma di un percorso a uso agricolo.
Il punto politico e tecnico più rilevante, però, è che il Comune oggi riconosce la fondatezza delle lamentele. Dopo il sopralluogo, ha spiegato l’assessore, gli uffici hanno valutato le possibili soluzioni per ridurre la pendenza del tracciato. L’ipotesi su cui si ragiona è quella di una riprofilatura della scalinata con un numero maggiore di gradini, così da abbassare il dislivello delle pedate e rendere meno duro il percorso lungo un tratto di circa cento metri.
Su questa prospettiva pesa però anche il vincolo storico della crêuza. Ferrante ha spiegato che, trattandosi di un percorso assoggettato a tutela, il Comune ha già aperto interlocuzioni informali con la Soprintendenza, che non era stata coinvolta nel rifacimento eseguito in emergenza dopo l’alluvione. L’indicazione arrivata sarebbe chiara: in caso di modifica del sedime, bisognerà tornare alla sistemazione tipica delle crêuze genovesi, quindi con il ripristino della precedente mattonata e del ciottolato.
I tempi, però, non saranno immediati. L’assessore ha ammesso che al momento non esiste ancora il titolo per intervenire subito dentro il piano triennale delle opere. Proprio per questo, in attesa di una soluzione definitiva, il Comune intende muoversi con una misura tampone. Gli uffici, ha annunciato Massimo Ferrante, verificheranno subito con i tecnici di Aster la possibilità di adottare interventi temporanei per ridurre la scivolosità del fondo, utilizzando materiali adatti a migliorare l’aderenza del manto stradale fino a quando non sarà possibile rifare l’intera crêuza.
Quel rifacimento nato nell’urgenza dopo l’alluvione ha lasciato in eredità un problema serio di sicurezza e accessibilità. E ora il Comune promette almeno un primo correttivo, mentre sullo sfondo resta la prospettiva, più complessa ma ormai indicata come necessaria, di riportare salita della Liggia alla sua configurazione storica.
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