Guardia medica via da Cogoleto, Italia Viva accusa: «Ponente lasciato più solo»

Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal la Fp Cgil, anche Annamaria Furlan e Raffaella Paita vanno all’attacco contro il trasferimento del servizio a Pegli e parlano di una scelta pesante per tutto il Ponente

Si allarga il fronte delle proteste contro lo spostamento della guardia medica da Cogoleto a Pegli. Dopo la denuncia sollevata il 26 marzo da Luca Infantino, segretario della Funzione pubblica Cgil, ora a puntare il dito sono anche la senatrice Annamaria Furlan e la capogruppo al Senato Raffaella Paita, esponenti di Italia Viva. Per le due parlamentari la decisione rischia di trasformarsi in un colpo durissimo per il Ponente ligure, già alle prese con una rete sanitaria territoriale sotto pressione e con collegamenti stradali resi più complicati dai problemi sulla viabilità dell’Aurelia.

Nella loro presa di posizione, Furlan e Paita parlano apertamente di un errore grave, sostenendo che il trasferimento del presidio verso Genova finisca ancora una volta per far pagare ai cittadini del Ponente il prezzo di una riorganizzazione sanitaria senza una reale visione del territorio. Il nodo, spiegano, non è soltanto sanitario ma anche logistico, perché con la statale ridotta a una corsia e il senso unico alternato gli spostamenti diventano più lunghi e incerti proprio quando la rapidità dell’assistenza può fare la differenza.
Le due esponenti di IV inseriscono poi questa scelta dentro un quadro più ampio che, a loro giudizio, sta impoverendo progressivamente l’offerta sanitaria della zona. Nel mirino finiscono lo smantellamento della Colletta e l’uscita ormai imminente dell’Evangelico dalla gestione dell’ospedale di Voltri, elementi che secondo loro, messi insieme, rischiano di far saltare l’equilibrio dell’intero sistema sanitario del Ponente.
Un allarme che si aggiunge a quello già lanciato da Luca Infantino, che nei giorni scorsi aveva denunciato la chiusura della guardia medica di Cogoleto a partire dal 27 marzo con contestuale trasferimento del servizio a Pegli, nonostante restassero irrisolte le criticità legate alla frana e ai cantieri sull’Aurelia. Per il sindacalista si trattava dell’ennesimo segnale di una sanità che continua ad aprire strutture e servizi senza avere personale sufficiente per sostenerli davvero, con il risultato di spostare i problemi invece di risolverli.
Il punto politico sollevato da Annamaria Furlan e Raffaella Paita è netto: non si possono depotenziare i servizi di prossimità senza mettere sul tavolo alternative concrete. Nella loro lettura, allontanare la guardia medica da Cogoleto significa aumentare le disuguaglianze tra i territori, rendere più fragile l’assistenza di base e mettere ulteriormente sotto stress un’area già segnata da tagli, trasformazioni e carenza di personale.
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