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Cabinovia in Val Bisagno, il fronte del no esplode: «È uno skymetro alleggerito, ma i problemi restano tutti»

Il comitato “Opposizione Skymetro – Val Bisagno Sostenibile” boccia la soluzione presentata per la mobilità in vallata e accusa il Comune di avere escluso i cittadini da ogni vero confronto

La proposta della cabinovia per la Val Bisagno non convince affatto il comitato Opposizione Skymetro – Val Bisagno Sostenibile, che dopo la presentazione dello studio ai media avvenuta sabato 28 marzo parla di un impatto politico e pubblico fortemente negativo. Nel giudizio del gruppo, la soluzione illustrata non rappresenta una vera svolta rispetto alle ipotesi già discusse in passato, ma assomiglia piuttosto a una versione più leggera dello skymetro, con qualche elemento ritenuto migliore e altri considerati peggiori, senza però superare i difetti di fondo che da tempo vengono contestati.

Secondo il comitato, anche la reazione registrata sui social e nel dibattito pubblico andrebbe nella stessa direzione, con molte perplessità emerse sia tra i cittadini sia nel racconto della stampa. Il nodo centrale, però, non sarebbe soltanto tecnico. A pesare, nella lettura dei contrari all’opera, sarebbe soprattutto il metodo con cui si è arrivati a questa proposta, che viene descritto come privo di un reale percorso di ascolto e condivisione con chi vive ogni giorno il territorio.

Il gruppo sostiene infatti di chiedere un confronto vero fin dalla campagna elettorale del 2025, ma denuncia di non avere mai ottenuto un incontro diretto né con la sindaca Silvia Salis durante l’estate scorsa, né con il professor Coppola in autunno, né con la giunta nei mesi successivi. Per questo motivo il comitato contesta apertamente l’idea che ci sia stata una disponibilità concreta al dialogo con residenti e associazioni, spiegando di non avere mai preso parte ad alcun confronto e di non sapere con chi, eventualmente, questo confronto sarebbe avvenuto.

Nel post si legge anche una delusione politica molto marcata. I componenti del gruppo spiegano di avere sperato che la nuova amministrazione potesse individuare una soluzione migliore per la vallata, ma di ritenere oggi che quella aspettativa sia andata delusa. Il giudizio diventa ancora più severo sul tema della partecipazione, perché secondo il comitato anche questa amministrazione non avrebbe mostrato una reale idea di cosa significhi costruire un percorso condiviso. Nel calendario annunciato per i prossimi mesi, osservano, ci sarebbe spazio per il confronto politico, prima dentro la coalizione, poi in consiglio comunale e successivamente nei Municipi, ma non per un coinvolgimento diretto dei cittadini se non nelle fasi finali e in modo considerato marginale.

Da qui nasce il sentimento di amarezza che attraversa tutto il documento. Il comitato parla di sconcerto e di sgomento per una proposta che ritiene calata dall’alto e per un metodo che continua a lasciare ai residenti un ruolo secondario. Allo stesso tempo, però, non chiude la porta all’analisi di merito dello studio presentato. Il gruppo annuncia infatti che ci sarà il tempo per esaminare con attenzione il progetto illustrato dal professor Coppola e che le prossime decisioni verranno assunte, come sempre, in sede plenaria. Per ora, però, prevale una bocciatura netta, sia sul contenuto della cabinovia sia sul modo in cui il percorso è stato portato avanti.


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