viabilità 

Sopraelevata paralizzata, il boom di visitatori manda in crisi il traffico: code choc tra nuovo mall, Porto Antico e palazzi dei Rolli

Domenica difficilissima per la viabilità genovese, con la polizia locale costretta a intervenire in corsa per alleggerire la pressione. Uscita obbligatoria in piazza Cavour. Il richiamo del nuovo centro commerciale, insieme all’afflusso verso Porto Antico e palazzi dei Rolli, ha finito per mandare in tilt la strada Aldo Moro

Genova si è ritrovata ancora una volta a fare i conti con una viabilità in forte sofferenza e il punto più critico della giornata è stato senza dubbio la sopraelevata, finita in tilt per il contemporaneo richiamo esercitato dal nuovo mall, dal Porto Antico e dalle visite ai palazzi dei Rolli. Un mix che ha finito per scaricare sulla rete stradale del centro una quantità di veicoli tale da provocare rallentamenti pesantissimi, code sempre più lunghe e una situazione di sostanziale paralisi in uno dei nodi più delicati della mobilità urbana.

A pesare è stato soprattutto l’effetto combinato di più attrattori concentrati nello stesso arco di tempo. Da una parte l’inaugurazione del nuovo centro commerciale, capace di richiamare un flusso massiccio di curiosi, famiglie e automobilisti diretti verso l’area portuale, dall’altra il tradizionale richiamo del Porto Antico e l’ulteriore afflusso legato ai palazzi dei Rolli, che hanno aumentato in modo sensibile la pressione sul traffico cittadino. Il risultato si è visto subito lungo la direttrice della sopraelevata, dove il traffico ha iniziato a rallentare fino quasi a fermarsi, con pesanti ripercussioni anche sulle zone limitrofe e sugli accessi al centro.

La coda si è progressivamente allungata fino a trasformare il tratto in un imbuto, con automobilisti bloccati per diversi minuti e una circolazione resa ancora più complessa dalla difficoltà di assorbire in tempi rapidi un numero così elevato di veicoli diretti nella stessa area. In casi come questo, la fragilità dell’assetto viario del centro torna a emergere in tutta evidenza: basta infatti la coincidenza di più eventi di forte richiamo per mettere sotto pressione l’intero sistema e trasformare una giornata di grande afflusso in un pomeriggio da incubo per chi si sposta in auto.

Per cercare di alleggerire la situazione, la polizia locale ha attivato una modifica della viabilità già sperimentata in passato in occasione del Salone Nautico, quando il carico di traffico verso la zona fieristica e il waterfront aveva imposto misure straordinarie. Anche stavolta si è scelto di intervenire con un bypass in piazza Cavour, accompagnato dalla chiusura temporanea della sopraelevata oltre quel punto e dalla deviazione del traffico verso corso Quadrio, con l’obiettivo di smaltire almeno una parte della coda e ridurre la pressione sul tratto ormai congestionato.

Si tratta di una soluzione tampone, utile soprattutto a evitare che il blocco diventi totale, ma che allo stesso tempo fotografa bene la portata del problema. Quando la città concentra nello stesso momento inaugurazioni, poli di attrazione turistica e grandi flussi di visitatori, la tenuta della viabilità diventa inevitabilmente un tema centrale. E la giornata di oggi lo ha mostrato in maniera plastica, con la sopraelevata trasformata per ore in una lunga linea di auto incolonnate e con la necessità di rivedere in corsa la circolazione per contenere i disagi.

Il nodo resta sempre lo stesso: Genova sa richiamare pubblico e riempire i suoi luoghi simbolo, ma ogni grande afflusso finisce per riproporre il problema di come gestire l’impatto sulla mobilità. L’apertura del nuovo mall, sommata alla spinta del Porto Antico e dei palazzi dei Rolli, ha acceso una domenica da pienone che per molti automobilisti si è tradotta soprattutto in attese, nervosismo e tempi di percorrenza dilatati. E mentre la polizia locale prova a contenere l’emergenza con deviazioni e correttivi, torna sul tavolo la domanda che si ripresenta a ogni giornata di forte richiamo: quanto è davvero pronta la città a reggere, senza andare in affanno, l’arrivo contemporaneo di migliaia di persone nelle sue aree più sensibili?


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