Sanità 

Sanità, allarme nel Ponente: l’Evangelico lascia Voltri e il Partito Democratico chiede subito una commissione

Katia Piccardo e Matteo Frulio attaccano dopo l’annuncio sul futuro dell’ospedale Evangelico a Voltri: «Servizi a rischio, personale nel caos e cittadini preoccupati». Nel mirino anche il progressivo impoverimento dei presìdi sanitari territoriali

L’annuncio dell’uscita dell’ospedale Evangelico dal polo di Voltri riaccende la tensione sulla sanità nel Ponente genovese e spinge il Partito Democratico a chiedere una convocazione urgente di una commissione regionale dedicata. A sollecitarla sono la vicecapogruppo del PD in Regione Katia Piccardo e il presidente del Municipio Ponente Matteo Frulio, che parlano di un passaggio capace di generare forte incertezza tra gli operatori sanitari e crescente apprensione tra i cittadini di un’area che, da Voltri alle vallate fino a una parte consistente della riviera di Ponente, considera quel presidio un punto di riferimento essenziale.

Secondo Katia Piccardo e Matteo Frulio, il tema non può essere trattato come una semplice riorganizzazione amministrativa. Il timore espresso dai due esponenti del Partito Democratico è che dietro il trasferimento dell’Evangelico si nasconda un ulteriore indebolimento della rete sanitaria territoriale, proprio in una zona che già da tempo convive con criticità, riduzioni di servizi e forti difficoltà di accesso alle prestazioni. Per questo, spiegano, serve un confronto immediato in sede istituzionale, capace di chiarire quali siano le reali intenzioni della Giunta e quali garanzie possano essere offerte sia ai lavoratori sia all’utenza.

Nel loro intervento, Katia Piccardo e Matteo Frulio insistono sul fatto che il lavoro politico in Regione e quello sul territorio debbano muoversi insieme, soprattutto in una fase che giudicano delicatissima. Il punto centrale, nella loro lettura, è che la riforma del sistema sanitario stia mostrando limiti evidenti e che le incertezze organizzative rischino di tradursi in inefficienze concrete, scaricate ogni giorno su chi lavora nei reparti e su chi si rivolge alle strutture per ottenere cure, visite o esami. È qui che, secondo i due rappresentanti del PD, si misura la distanza tra gli annunci e la realtà: da una parte rassicurazioni pubbliche, dall’altra la sensazione sempre più diffusa che il territorio stia perdendo pezzi.

Il riferimento non è soltanto al futuro dell’ospedale Evangelico, ma a un quadro più ampio che riguarda l’intera tenuta della sanità pubblica nel Ponente. Katia Piccardo e Matteo Frulio ricordano infatti che in quell’area si sono consolidate negli anni professionalità e servizi riconosciuti come qualificanti, a partire dal punto nascite, più volte finito al centro di polemiche e allarmi. Difendere quelle esperienze, nella loro impostazione, non significa soltanto salvare una struttura o preservare un’organizzazione esistente, ma tutelare il diritto alla salute di una fascia di popolazione che non può essere considerata periferica soltanto perché lontana dal centro cittadino.

Nel ragionamento portato avanti dagli esponenti del Partito Democratico pesa anche il segnale arrivato da Pra’, dove la chiusura, anche se indicata come temporanea, del Centro unico di prenotazione viene letta come l’ennesimo campanello d’allarme di un progressivo depauperamento dei servizi di prossimità. È un elemento che, nella loro denuncia, si somma alla preoccupazione per il possibile disorientamento del personale e per il rischio di perdere operatori sanitari in un momento in cui medici, infermieri e addetti rappresentano il capitale più prezioso dell’intero sistema. La preoccupazione, insomma, non riguarda soltanto la geografia dei reparti o la destinazione di un immobile, ma il possibile svuotamento di competenze e funzioni in un’area già sotto pressione.

Da qui la richiesta di una risposta che venga definita «immediata, seria e concreta». Katia Piccardo e Matteo Fruliochiedono che la Giunta regionale spieghi in modo chiaro quali decisioni intenda assumere per garantire continuità assistenziale, tutela occupazionale e qualità dei servizi. Nelle loro parole c’è la convinzione che la sanità pubblica del Ponente non possa diventare terreno di sperimentazioni confuse, né essere lasciata in balia di un riassetto percepito come opaco da chi lavora sul campo e da chi, ogni giorno, ha bisogno di risposte rapide e accessibili.

Il messaggio politico: il territorio, sostengono, non può essere abbandonato. Ed è su questo passaggio che il Pd prova a incalzare la maggioranza, legando il destino dell’Evangelico a una questione più generale di visione e responsabilità istituzionale. Per Katia Piccardo e Matteo Frulio, la partita che si apre a Voltri non riguarda soltanto il futuro di un presidio, ma la credibilità stessa delle politiche sanitarie regionali in una parte della città e della Liguria che chiede di non essere lasciata indietro.


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