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I Portofino Days chiudono in crescita: la Liguria si prende la scena delle serie tra big internazionali, premi e nuovi affari

Terminata la terza edizione del festival internazionale dedicato alla lunga serialità: 16 panel, 350 presenze agli incontri tecnici, oltre 20 appuntamenti business to business e nuove sinergie per portare sempre più produzioni in Liguria

Si chiudono i Portofino Days e per la Liguria il bilancio è di quelli che pesano. La terza edizione dell’International Fiction Festival ha confermato il territorio come uno dei punti di riferimento più osservati dal mondo dell’audiovisivo, mettendo insieme formazione, confronto tra professionisti, promozione delle location e relazioni internazionali. La giornata finale di domenica 29 marzo ha tirato le somme di tre giorni intensi, nei quali Portofino, Santa Margherita Ligure e Genova hanno fatto sistema attorno a un obiettivo chiaro: rafforzare il ruolo della regione come casa naturale per le grandi produzioni e per i nuovi progetti legati alla lunga serialità.

L’edizione 2026 ha seguito la strada già tracciata negli anni precedenti, ma con un’accelerazione evidente sul terreno più concreto, quello della costruzione di opportunità. Non soltanto incontri pubblici e momenti celebrativi, quindi, ma soprattutto spazi di lavoro, relazioni professionali e occasioni per mettere in contatto il tessuto locale con i grandi protagonisti del settore. È questo, in fondo, il segnale più forte lasciato dal festival: la Liguria non vuole essere soltanto uno scenario suggestivo da cartolina, ma un territorio capace di proporsi come interlocutore stabile e credibile per chi produce contenuti destinati al piccolo schermo e alle piattaforme.

A Santa Margherita Ligure, tra Villa Durazzo e il convento dei Frati Cappuccini, gli appuntamenti tecnici hanno registrato 350 presenze complessive in tre giorni, un dato che racconta bene il livello di interesse attorno a una manifestazione sempre più specializzata. Al Teatrino di Strehler di Portofino si sono invece alternati 16 panel tematici, con la partecipazione di realtà centrali nel mercato come Rai Fiction, Disney e Prime Video, presenza che da sola basta a dare il senso del profilo assunto dall’evento.

Ma il cuore più strategico della manifestazione è stato probabilmente quello meno visibile al grande pubblico. I Portofino Days hanno infatti favorito oltre 20 incontri business to business tra operatori locali e interlocutori internazionali, aprendo un dialogo diretto che guarda alla nascita di nuove collaborazioni e alla possibilità di attrarre futuri investimenti produttivi. A questo si sono aggiunti i fam trip pensati appositamente per i produttori, con l’obiettivo di mostrare da vicino potenzialità, paesaggi, infrastrutture e opportunità offerte dal territorio ligure. Un lavoro di cucitura che punta a consolidare i rapporti con le grandi case di produzione e a trasformare la bellezza della regione in un fattore competitivo stabile.

La giornata conclusiva ha acceso i riflettori sul rapporto tra audiovisivo e mare, uno dei tratti più riconoscibili dell’identità ligure. Al Teatrino di Portofino si è svolto il panel “Cinematografia e mare: storie filmate nella Blue Economy”, che ha messo a confronto esperienze e visioni di Costa Crociere, Grandi Navi Veloci, Cantiere T. Mariotti e Cemar Agency Network. Al centro della discussione c’era l’evoluzione del racconto del territorio e il modo in cui il mare, oltre a essere una risorsa economica e produttiva, possa diventare elemento narrativo forte dentro serie, film e nuovi linguaggi visivi.

Subito dopo è stato proiettato “Coccinelle sul soffitto” di Luca Molteni, film sostenuto dal bando per l’audiovisivo della Regione. L’opera racconta una storia familiare delicata e intima, nella quale la Liguria non si limita a fare da sfondo, ma assume un ruolo pieno, quasi da coprotagonista. È proprio questa una delle chiavi su cui il festival ha insistito di più: il territorio non come semplice cornice, ma come parte viva del racconto, capace di entrare nella memoria dei personaggi e di lasciare un segno nella narrazione.

Accanto alla dimensione professionale, i Portofino Days hanno mantenuto anche una forte componente pubblica e celebrativa. Nelle serate di venerdì e sabato il festival ha reso omaggio ad alcune figure di spicco del panorama nazionale e internazionale con una serie di riconoscimenti che hanno ribadito l’ambizione della manifestazione. Tra i premiati figurano Martina Colombari, Carla Signoris, Cinzia TH Torrini, Beniamino Catena e l’attore statunitense Austin Stowell. Presenze diverse per percorsi e provenienza, ma accomunate dal fatto di aver dato ulteriore prestigio a un evento che punta sempre più in alto e che cerca di posizionarsi come crocevia autorevole per il mondo della serialità.

Il festival non è rimasto confinato al solo Tigullio. Anche Genova ha avuto il suo spazio dentro il programma, a conferma di una manifestazione pensata in ottica territoriale ampia. Prosegue infatti fino a martedì 31 marzo, alla Camera di Commercio, la mostra dedicata alla figura del banchiere italoamericano Amadeo Peter Giannini, mentre il Videoporto di Genova ha ospitato le visite guidate al set di “Sensualità a Corte”. Due appuntamenti molto diversi tra loro, ma legati dalla stessa idea di fondo: costruire una rete diffusa, capace di coinvolgere luoghi, istituzioni e pubblici differenti.

Dietro il risultato finale c’è una macchina organizzativa che ha messo insieme Regione Liguria, Genova Liguria Film Commission e Comune di Portofino, con il supporto del Comune di Genova, del Comune di Rapallo, del Comune di Santa Margherita Ligure e della Camera di Commercio di Genova. Una regia condivisa che prova a trasformare il festival in qualcosa di più di un appuntamento annuale, facendone uno strumento operativo di promozione e sviluppo.

Alla chiusura della terza edizione, il messaggio che arriva da Portofino è che la Liguria vuole smettere di essere solo una location che affascina e punta a diventare sempre di più una piattaforma in cui si progettano storie, si stringono accordi e si costruiscono relazioni internazionali. I Portofino Days, almeno per quest’anno, sembrano aver dato una risposta precisa: la strada è aperta e il territorio ha tutte le carte per giocare un ruolo da protagonista.


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