Centrostorico Quartieri 

Genova riscopre il suo volto più antico: restaurate le mura del Molo, da piazza Sarzano alla Marina

Si chiude uno dei più importanti interventi di recupero nel cuore storico della città: restaurate e riqualificate le mura della Marina, le mura delle Grazie, le mura di Malapaga e l’area di piazza Sarzano. Per l’assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni Massimo Ferrante è «un grande risultato», raggiunto nei tempi previsti e con il plauso della Soprintendenza

Genova si riprende un pezzo della sua storia più profonda, quella scritta nella pietra, nelle creuze, nei camminamenti e nelle antiche linee di difesa che per secoli hanno segnato il confine tra la città e il mare. Si sono conclusi gli interventi di restauro e riqualificazione nel sestiere del Molo, uno dei luoghi più identitari e stratificati del centro storico, dove oggi vengono riconsegnati alla città le mura della Marina, le mura delle Grazie, le mura di Malapaga e l’area di piazza Sarzano con il suo reticolo di salite e passaggi storici. È un’operazione ampia, sostenuta con i fondi del Programma innovativo della qualità dell’abitare, che non si è limitata a un recupero estetico ma ha riguardato anche aspetti strutturali, di accessibilità, illuminazione e qualità dello spazio urbano.

A sottolineare il peso dell’intervento è l’assessore ai lavori pubblici e alle manutenzioni Massimo Ferrante, che rivendica il valore di un’opera capace di restituire ai genovesi e ai visitatori una porzione altamente suggestiva della città. Per Massimo Ferrante questi cantieri hanno permesso non solo di recuperare un patrimonio storico e artistico di primissimo piano, ma anche di intervenire in modo concreto sulla sicurezza, sulla fruibilità e sul decoro, con un risultato finale che ha ricevuto il riconoscimento della Soprintendenza e che, sottolinea, è stato raggiunto entro i tempi fissati grazie al lavoro della direzione lavori pubblici.

Il primo grande capitolo riguarda le mura della Marina, oggetto di un intervento da oltre 2,3 milioni di euro. Qui il lavoro ha interessato il tratto compreso tra la rotonda della biblioteca Franzoniana e la scalinata Sant’Antonio, includendo anche l’area di Campopisano Inferiore. Il senso dell’operazione è stato quello di eliminare situazioni di degrado e di disordine che nel tempo avevano compromesso la leggibilità del complesso, riportando al centro il valore originario della struttura. Le superfici murarie sono state analizzate una per una, così da calibrare il restauro sul tipo di deterioramento presente, con la pulizia dell’antica pietra, il consolidamento degli intonaci e il rifacimento delle stuccature. In questo modo è stata riportata in primo piano la tessitura muraria, con tutte le sue disomogeneità e peculiarità, non nascondendole ma anzi valorizzandole come parte della storia stessa del manufatto.

A questa operazione di restauro è stato affiancato un riordino dell’illuminazione pubblica e la progettazione di una nuova luce architettonica, realizzata dal basso con proiettori a led ad alta potenza, pensata per esaltare il profilo delle mura e rendere più leggibili anche i percorsi verticali della zona. Un passaggio molto rilevante è stato poi quello sulle pavimentazioni. In più punti del percorso superiore delle mura, sotto uno spesso strato di asfalto, è riemersa la vecchia pavimentazione storica. Da qui la scelta di sostituire l’asfalto con un lastricato in arenaria, integrato localmente da ciottoli. I basoli e i materiali ritrovati durante gli scavi archeologici sono stati recuperati, puliti e riposizionati secondo schemi tradizionali, così da ristabilire un legame diretto con le pavimentazioni storiche che ancora caratterizzano gran parte del centro storico genovese.

Di grande portata anche l’intervento sulle mura delle Grazie, costato oltre 5 milioni di euro. Si tratta di una delle porzioni più significative della cinta storica cittadina, quella che fin dal dodicesimo secolo proteggeva la piana di Raibetta. In questo caso la progettazione ha interessato l’area che va da piazza delle Grazie alla scalinata Sant’Antonio, includendo anche gli spazi sottostanti di corso Quadrio. Anche qui il restauro architettonico vero e proprio si è intrecciato con una visione più ampia dello spazio urbano. L’obiettivo non era solo conservare le mura, ma restituire forza e coerenza all’immagine complessiva del complesso murario, che segnava il limite estremo della città verso il mare.

Nella parte sottostante, lungo corso Quadrio, la sistemazione ha portato alla creazione di un’area verde piantumata che richiama l’antico allineamento del viale ottocentesco. Le pavimentazioni sono state rifatte sostituendo l’asfalto con una combinazione di arenaria e ciottoli, mentre le vicine piazze delle Grazie e San Giacomo della Marina sono state ridisegnate anche attraverso una nuova configurazione dei marciapiedi, pensata per migliorare ordine e decoro. A completare il quadro è arrivata anche qui una nuova illuminazione architettonica, che accompagna il percorso sotto le mura e mette in risalto il paramento murario. È stato infine adeguato il marciapiede lato mare di corso Quadrio, chiudendo così un intervento che tiene insieme restauro, paesaggio urbano e vivibilità quotidiana.

Il terzo tassello è quello delle mura di Malapaga, con un investimento di 2,455 milioni di euro. Il tratto interessato si estende da Porta Siberia fino all’area della caserma San Giorgio della guardia di Finanza in piazza Cavour, in una zona che, nonostante la vicinanza al Porto Antico, resta poco conosciuta da molti genovesi e visitatori. Qui il restauro ha dovuto confrontarsi con il degrado causato dallo scadimento del calcare marnoso che costituisce la matrice della muratura. Anche in questo caso, però, l’intervento non si è limitato al recupero materiale. L’obiettivo era restituire riconoscibilità storica e architettonica a una struttura poderosa ma spesso percepita come marginale. Il restauro e la nuova illuminazione, integrata nella balaustra di protezione, serviranno proprio a evidenziare l’imponenza della struttura e il camminamento di ronda che la sovrasta, ricucendo idealmente questo tratto di mura al sistema di valorizzazione del Molo.

Molto ampio anche il lavoro su piazza Sarzano e sulle sue creuze, per un importo complessivo di 3,6 milioni di euro. Qui gli interventi hanno toccato uno spazio urbano molto diverso, dove il restauro delle mura si intreccia strettamente con la vita quotidiana del quartiere, con i percorsi pedonali, gli affacci, la socialità e il paesaggio urbano. Piazza Sarzano è stata ripavimentata con materiali di maggiore pregio, sono stati collocati nuovi arredi urbani e sono stati inseriti filari di ulivi per delimitare e qualificare lo spazio. Un ruolo importante lo gioca anche la nuova illuminazione scenografica della facciata della chiesa di San Salvatore, progettata con una sfumatura luminosa dal centro verso i bordi e con la possibilità di gestire diversi scenari da remoto a seconda degli utilizzi.

Dentro questo stesso comparto rientrano anche il restauro e il consolidamento di una porzione delle mura del Barbarossa e una diffusa manutenzione straordinaria in via del Colle, verso i giardini Baltimora. In vico Sotto le Murette è stata realizzata una nuova pavimentazione in pietra e mattoni, recuperando il tracciato della creuza originaria al posto dell’asfalto esistente. Contestualmente si è completato il restauro delle mura del Barbarossa, con la rimozione della vegetazione infestante e il consolidamento del paramento mediante iniezioni di malta. Si tratta di un intervento di particolare rilievo perché ha interessato due tratti delle storiche mura erette tra il 1155 e il 1160. Il primo, lungo vico Sotto le Murette, è uno dei più significativi dal punto di vista storico e monumentale, anche per la presenza di grandi conci ciclopici; il secondo si trova in via Ravasco verso vico Chiuso San Salvatore.

Anche le pavimentazioni delle altre creuze e dei vicoli del comparto sono state oggetto di un lavoro capillare. In vico Campo Pisano e in vico Superiore di Campo Pisano si è intervenuti sostituendo gli elementi deteriorati e ristuccando i giunti con calce. In salita Montagnola della Marina, oltre alla manutenzione del selciato, è stato affrontato un problema strutturale legato a un muro spanciato, consolidato con una soluzione su micropali studiata per salvaguardare il castagno retrostante, in accordo con la Soprintendenza. In vico Chiuso San Salvatore l’asfalto ha lasciato il posto a una nuova pavimentazione in arenaria. In via Ravasco si è lavorato sia sulla sede stradale sia sui marciapiedi, con rifacimenti in arenaria e asfalto albino a seconda dei tratti, mentre in via del Colle è stata sistemata la pavimentazione del belvedere, creati nuovi percorsi in mattoni e restaurato il timpano dei lavatoi del Carlo Barabino, da tempo in condizioni precarie. In via Ravecca, infine, nel tratto verso piazza Sarzano, è stata rifatta la pavimentazione in pietra, sostituendo quella cementizia con una in arenaria.

Nel complesso, ciò che emerge da questo intervento è l’idea di una riqualificazione che non tratta il centro storico come semplice scenografia da cartolina, ma come spazio vivo che deve tornare a essere leggibile, percorribile e abitabile. Le nuove luci, i selciati ritrovati sotto l’asfalto, il restauro delle murature, gli elementi di arredo e gli interventi sul verde non sono episodi scollegati, ma parti di una stessa strategia: far riemergere il carattere profondo del sestiere del Molo e renderlo di nuovo riconoscibile, anche per chi ogni giorno lo attraversa senza più coglierne la stratificazione.

È un lavoro che parla di memoria, ma anche di uso contemporaneo della città. Perché nelle mura, nelle creuze e nei percorsi che salgono da piazza Sarzano alla Marina non c’è soltanto il passato di Genova, ma anche una possibile idea di presente: una città che recupera la propria complessità, la mostra meglio e la rende più accessibile. Ed è proprio questo, alla fine, il risultato più importante dei cantieri appena conclusi nel sestiere del Molo.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts