Sanità 

Prevenzione, quasi 200 campanelli d’allarme su oltre 1.400 visite gratis: ora tocca al Galliera

I primi due fine settimana di “Donna in Salute – Open Week-end 2026” hanno fatto emergere quasi 200 casi clinici da approfondire, alcuni con possibili implicazioni oncologiche. Dopo il Policlinico San Martino e Villa Scassi, il prossimo appuntamento sarà sabato e domenica all’ospedale Galliera

Quasi duecento situazioni cliniche ritenute meritevoli di ulteriori accertamenti, su oltre 1.400 visite effettuate gratuitamente e senza prenotazione. È questo il dato che colpisce di più nei primi due appuntamenti di “Donna in Salute – Open Week-end 2026”, l’iniziativa dedicata alla prevenzione femminile che nelle ultime settimane ha coinvolto strutture sanitarie genovesi facendo emergere, in molti casi, condizioni che richiedono approfondimenti diagnostici e che in alcuni casi potrebbero avere anche possibili implicazioni oncologiche.

Il bilancio dei primi due weekend restituisce in modo molto concreto il peso della prevenzione, soprattutto quando viene resa più accessibile. Nel primo appuntamento, al Policlinico San Martino, sono state visitate 633 pazienti. Nel fine settimana del 21 e 22 marzo, invece, all’ospedale Villa Scassi sono state effettuate oltre 800 prestazioni tra visite ginecologiche, senologiche, oncologiche e di chirurgia plastica, alle quali si aggiungono altri controlli già programmati nei giorni successivi. Il dato complessivo racconta un’adesione molto alta, ma soprattutto mette in evidenza quante donne siano arrivate a questi appuntamenti senza essersi mai sottoposte in precedenza a controlli di prevenzione.

È proprio questo uno degli aspetti che gli organizzatori considerano più significativi. Una parte importante delle pazienti che si sono presentate agli screening non aveva mai effettuato prima visite o controlli periodici. Un elemento che conferma quanto il tema dell’accesso alla prevenzione resti centrale e quanto ci sia ancora da fare sul fronte dell’informazione e della consapevolezza.

L’assessore alla sanità Massimo Nicolò sottolinea come la grande adesione dimostri sì quanto il tema sia sentito, ma anche quanta strada ci sia ancora da percorrere. «Il fatto che molte donne accedano per la prima volta a questi controlli proprio in occasione di iniziative gratuite evidenzia la necessità di continuare a investire in informazione e accessibilità dei servizi. La prevenzione è uno strumento essenziale per individuare precocemente eventuali patologie e migliorare le possibilità di cura», osserva.

Sulla stessa linea anche Monica Calamai, direttore generale dell’azienda ospedaliera metropolitana, che legge i numeri registrati nei primi due fine settimana come una conferma dell’efficacia del progetto. «La prevenzione aiuta la cittadinanza ma anche noi, a capire dove e come intervenire», evidenzia, ringraziando i professionisti coinvolti per l’impegno messo in campo in un territorio caratterizzato da un’età media elevata e quindi ancora più esposto ai rischi di patologie che, se intercettate tardi, possono avere conseguenze molto più gravi.

Il calendario dell’iniziativa si chiuderà ora con l’ultimo appuntamento, in programma sabato 28 e domenica 29 marzo all’ospedale Galliera, dalle 9 alle 13. In quelle due giornate saranno offerte visite ginecologiche ed endocrinologiche gratuite, oltre a consulenze ostetriche dedicate alle diverse fasi della maternità. Un’occasione ulteriore per avvicinare le donne ai controlli e per trasformare lo screening in un’abitudine, non in un’eccezione.

Per il direttore generale Francesco Quaglia, i dati raccolti finora parlano da soli. «Intercettare precocemente situazioni cliniche a rischio consente di attivare percorsi diagnostici e terapeutici tempestivi», spiega, ribadendo la necessità di continuare a sensibilizzare la popolazione perché la tutela della salute diventi una pratica diffusa e consolidata. Ed è probabilmente questo il messaggio più forte lasciato dai primi due weekend: dietro ai numeri ci sono centinaia di donne che hanno trovato un’occasione concreta per controllarsi, e quasi 200 storie in cui un esame fatto in tempo potrebbe davvero cambiare il futuro.

In copertina: foto di repertorio


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