Gaslini, sparisce l’indennità di pronto soccorso: busta paga più leggera e sindacati all’attacco contro la Regione

Per Cgil e Uil si tratta di una scelta grave e incomprensibile che può costare circa 240 euro in meno in busta paga a chi svolge un servizio di emergenza delicatissimo sui neonati più fragili. E Infantino denuncia anche la chiusura della guardia medica a Cogoleto con trasferimento alla casa di comunità di Pegli

Al Gaslini esplode il caso dell’indennità di pronto soccorso sparita dalle buste paga di marzo e i sindacati alzano il livello dello scontro con la Regione Liguria e con l’istituto pediatrico genovese. Al centro della protesta c’è il personale che opera in reparti e servizi considerati essenziali, a partire da chi si occupa dei neonati molto prematuri e dei trasferimenti in emergenza con strumentazioni altamente specialistiche. Per i sindacati, togliere quell’indennità significa colpire lavoratori che garantiscono ogni giorno un’attività ad altissima complessità e responsabilità.

A denunciare con forza la situazione è Luca Infantino, segretario della Funzione pubblica Cgil, che parla di un accordo sindacale già sottoscritto e poi di fatto disatteso. Secondo quanto riferisce, nell’ultimo accordo del 2024 tra i beneficiari dell’indennità erano stati inseriti anche gli operatori del Gaslini impegnati nel servizio per i bambini nati molto prematuri, personale che interviene anche con l’elicottero dei vigili del fuoco o in ambulanza, utilizzando incubatrici e altre apparecchiature dedicate. Un servizio che, sottolinea il sindacalista, rappresenta a tutti gli effetti un’attività di emergenza e che può portare le équipe anche fuori regione.

Per Luca Infantino il punto è duplice. Da una parte c’è la contestazione politica e sindacale, perché quella scelta viene letta come una rottura di un’intesa già formalizzata. Dall’altra c’è una questione di merito: se l’indennità è stata riconosciuta per un anno, si chiede il sindacalista, come si può sostenere improvvisamente che da un giorno all’altro non sia più dovuta. Infantino riferisce di aver sentito anche Paolo Bordon, direttore generale del dipartimento Sanità e servizi sociali della Regione Liguria, dal quale avrebbe ricevuto rassicurazioni su una verifica della vicenda, ma al momento, sostiene, non sarebbero arrivate risposte concrete e intanto i lavoratori da marzo non trovano più la voce in busta paga.
Sulla stessa linea si colloca il comunicato della Uil Funzione pubblica di Genova, che parla apertamente di forte preoccupazione e sconcerto. Il sindacato segnala che il mancato pagamento avrebbe comportato una decurtazione di circa 240 euro nello stipendio del personale della patologia neonatale, dell’ostetricia e di alcuni poli del Gaslini. Secondo la Uil, durante la trattativa del 19 marzo l’amministrazione aveva inizialmente fatto pensare che il problema riguardasse solo la patologia neonatale, ma successivamente sarebbe emerso un quadro più ampio, con un numero maggiore di reparti coinvolti.
Per i sindacati non si tratta soltanto di una questione economica, ma del riconoscimento concreto di un lavoro che viene descritto come unico in tutta la Liguria. Chi svolge questo servizio, spiegano, è l’unico personale titolato a intervenire in situazioni di emergenza neonatale di quel tipo e, quando parte per i soccorsi, lascia scoperto il reparto, tanto che si rende necessario richiamare altri colleghi in reperibilità per garantire la continuità dell’assistenza in una terapia intensiva neonatale. Proprio per questo la decisione viene definita ancora più difficile da comprendere.
La Uil chiede ora l’apertura urgente di un tavolo istituzionale in Consiglio regionale, chiarimenti sull’interpretazione dell’accordo regionale e una soluzione che consenta di recuperare le somme non riconosciute. Nel frattempo il sindacato sollecita anche il Gaslini ad anticipare ai lavoratori quanto dovuto, in attesa di un confronto con la Regione. L’obiettivo dichiarato è ottenere il pieno ripristino dell’indennità per tutti coloro che ne hanno diritto e restituire rapidamente quanto perso nelle ultime buste paga.
Nella stessa giornata Luca Infantino ha inoltre sollevato un’altra criticità sul fronte sanitario territoriale, parlando della chiusura da domani della guardia medica di Cogoleto con trasferimento del servizio a Pegli, nonostante, sostiene, restino problemi sulla viabilità dell’Aurelia per i lavori collegati alla frana. Un ulteriore segnale, nella lettura del sindacalista, di una sanità che continua ad aprire strutture e servizi senza avere personale sufficiente per sostenerli davvero.
Ma il caso che oggi scuote il Gaslini resta soprattutto quello dell’indennità cancellata. E il messaggio che arriva dai sindacati è netto: non si può togliere una voce economica a chi opera ogni giorno in prima linea con i neonati più fragili, tanto più se quel riconoscimento era già stato messo nero su bianco.
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