Quarto, apre la Casa della Comunità H24. La Regione: «Il Levante avrà un presidio sempre attivo». Il Pd: «Inaugurazione di facciata»

Il presidente del Municipio Bogliolo: «il Municipio si farà anche centro di informazioni per aiutare i cittadini a orientarsi tra i nuovi servizi». Bucci e Nicolò parlano di un presidio strategico, mentre l’opposizioni in Regione chiede verifiche sulla piena funzionalità dei servizi

Un nuovo tassello della sanità territoriale ligure è stato presentato ieri a Genova, dove martedì 24 marzo è stata illustrata ufficialmente la Casa della Comunità di Quarto, struttura hub del Distretto sociosanitario 13 destinata a servire il Levante cittadino con un presidio sanitario sempre aperto, ventiquattr’ore su ventiquattro e sette giorni su sette. La presentazione si è svolta all’interno dell’ex complesso ospedaliero di Quarto alla presenza del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, dell’assessore alla Sanità Massimo Nicolò e del direttore generale di Azienda sanitaria territoriale Liguria Marco Damonte Prioli, insieme ai rappresentanti istituzionali e sanitari del territorio.

La struttura viene indicata come uno dei cardini della rete di prossimità prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e come un presidio pensato per intercettare i bisogni a bassa complessità, alleggerendo allo stesso tempo la pressione sugli ospedali e in particolare sui pronto soccorso. L’obiettivo dichiarato è concentrare in un unico punto servizi sanitari, attività ambulatoriali, presa in carico territoriale e collegamento con l’assistenza domiciliare, anche attraverso strumenti di gestione a distanza. In altre parole, la Casa della Comunità di Quarto dovrebbe diventare una porta di accesso ai servizi del territorio, con una risposta più continua e integrata rispetto alla tradizionale frammentazione tra sportelli, ambulatori e specialisti.

Nel corso della presentazione di ieri, Bucci ha sottolineato il carattere di hub della struttura, spiegando che il presidio sarà aperto senza interruzioni e rappresenterà un punto di riferimento per tutto il Levante genovese, soprattutto per i casi di minore complessità. Il presidente ha anche richiamato il lavoro di riqualificazione compiuto all’interno degli spazi dell’ex ospedale, rimodernati per renderli più funzionali e meglio organizzati, e ha collegato la Casa della Comunità all’altro tassello previsto nell’area, cioè l’Ospedale di Comunità con venti posti letto destinati a pazienti non gravi che, una volta dimessi dall’ospedale, abbiano ancora bisogno di assistenza qualificata prima del rientro a casa.
Sulla stessa linea Nicolò, che ieri ha inserito Quarto nel cronoprogramma delle nuove aperture già avviate a Genova dopo via Archimede e Struppa, ricordando anche che l’apertura della Casa della Comunità del Celesia era annunciata per oggi. Secondo l’assessore, il modello punta a costruire una sanità più vicina alle persone, capace di intervenire prima che un problema si trasformi in emergenza. Nicolò ha inoltre assicurato che la Liguria sta rispettando i tempi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e che entro la fine del mese tutte le strutture previste dovrebbero risultare aperte e funzionanti. Nelle sue dichiarazioni di ieri ha anche richiamato i riscontri positivi arrivati dagli ispettori ministeriali impegnati nelle verifiche sul programma.
La Casa della Comunità di Quarto si trova nel Municipio IX Levante, con accesso da largo F. Cattanei, e si sviluppa su tre padiglioni dell’ex ospedale psichiatrico. Al piano terra trovano spazio il punto prelievi, i servizi amministrativi collegati al Centro unico di prenotazione, il medico di distretto, le cure domiciliari, il Punto unico di accesso, l’ambulatorio di assistenza primaria e anche aree destinate alle associazioni del terzo settore. Al primo piano si concentra invece la parte specialistica, con ambulatori di otorinolaringoiatria, cardiologia, allergologia, pneumologia, medicina del lavoro, geriatria e diabetologia, oltre a oculistica, ginecologia, dermatologia, neurologia, urologia, andrologia, ortopedia, medicina dello sport e odontoiatria. Nello stesso livello sono presenti anche l’ambulatorio infermieristico, gli spazi per psicologia e neuropsicologia e le attività fisiche adattate. La struttura comprende inoltre diagnostica di base, attività di prevenzione come lo screening del colon retto e le campagne vaccinali, insieme a una forte integrazione dichiarata con i servizi sociali.
La giornata di ieri si è conclusa anche con la visita all’Ospedale di Comunità, la cui piena operatività resta prevista entro il 30 marzo, con i primi ingressi indicati nei giorni immediatamente successivi. Anche in questo caso la funzione annunciata è quella di fare da cerniera tra ospedale e domicilio, offrendo un periodo di assistenza intermedia a chi non ha più bisogno di un reparto per acuti ma non è ancora pronto per il rientro a casa. La struttura dispone di venti posti letto, ambulatori, spazi per la socialità e un giardino, e potrà essere raggiunta sia dal domicilio, su indicazione del medico di medicina generale, sia in dimissione dall’ospedale.
Soddisfazione è stata espressa ieri anche dal presidente del Municipio Levante e consigliere regionale di Vince Liguria, Federico Bogliolo, che ha parlato di un passaggio decisivo verso una sanità più vicina, accessibile ed efficiente. Bogliolo ha annunciato che il Municipio si farà anche centro di informazioni per aiutare i cittadini a orientarsi tra i nuovi servizi, sostenendo che Casa e Ospedale di Comunità potranno migliorare l’assistenza di bassa e media intensità, favorire il turnover nei reparti ospedalieri e ridurre il sovraccarico dei pronto soccorso.
Accanto al racconto istituzionale, però, già ieri si è accesa la contestazione politica. Il Partito Democratico ligure, con il segretario Davide Natale e il capogruppo in Regione Armando Sanna, ha attaccato l’operazione definendola una passerella utile alle telecamere ma non ai cittadini. Per il Pd il rischio è che le Case della Comunità restino “scatole vuote”, con personale insufficiente e servizi limitati, aperte solo grazie allo sforzo di medici e infermieri chiamati a colmare carenze strutturali. I due esponenti hanno citato anche il caso di Quarto, sostenendo che nei giorni scorsi la mancanza di personale medico avrebbe costretto decine di pazienti a tornare a casa, e hanno annunciato la richiesta di un monitoraggio puntuale, provincia per provincia, per verificare cosa ci sia davvero dietro i tagli del nastro.
La nuova Casa della Comunità di Quarto entra quindi oggi nel dibattito ligure sulla sanità territoriale con un doppio volto. Da una parte la Regione rivendica il rispetto dei tempi, l’attivazione progressiva della rete di prossimità e la presenza di un medico di medicina generale disponibile ogni giorno, a tutte le ore, anche senza appuntamento. Dall’altra le opposizioni chiedono di spostare l’attenzione dagli annunci alla tenuta concreta del servizio, a partire dagli organici, dall’integrazione tra sanitario e sociale e dalla reale capacità delle strutture di funzionare in modo pieno e continuativo. La partita vera, adesso, si giocherà tutta sulla prova dei fatti.
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