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Corso Quadrio si rifà il look, ma le rastrelliere fanno già discutere: «Non impediscono i furti, così le bici non le lega nessuno»

La Fiab boccia le nuove rastrelliere installate, “ordinate” da vedere, ma inutili per chi si muove davvero in bici ogni giorno perché si può assicurare solo la ruota lasciando ai potenziali ladri la possibilità di rubare la bici

La riqualificazione di Corso Quadrio convince per impatto visivo e qualità dello spazio urbano, ma finisce già nel mirino per un dettaglio che, secondo la Federazione italiana ambiente e bicicletta, dettaglio non è affatto. L’associazione punta il dito contro le nuove rastrelliere per biciclette installate nell’area, definite di fatto inutili per la sosta quotidiana delle due ruote. Il motivo è tecnico ma molto concreto: si tratta delle classiche strutture soprannominate “scolapiatti”, che consentono di bloccare solo la ruota e non il telaio, rendendo quindi la bici molto più esposta al rischio di furto e scoraggiandone l’utilizzo reale da parte dei ciclisti urbani.

Secondo l’associazione, il problema non riguarda gusti o preferenze personali, ma standard ormai noti a chi si occupa di mobilità ciclabile. A essere richiamati sono infatti il Biciplan della Città Metropolitana di Genova e le indicazioni considerate da anni più efficaci in materia di sosta sicura: le rastrelliere davvero funzionali, spiegano, sono quelle che permettono di ancorare insieme telaio e ruota, come i modelli “a U rovesciata” o a paletto. Soluzioni diverse, sostengono, risultano superate e poco utili nell’uso quotidiano.

Da qui la critica politica e progettuale: per la Fiab resta difficile capire come si possa continuare a installare infrastrutture giudicate inadeguate da tempo, proprio mentre la città prova a cambiare volto e a investire sulla qualità dello spazio pubblico. Per rendere ancora più evidente la contestazione, l’associazione ha scelto anche una provocazione ironica, utilizzando le rastrelliere come fossero davvero degli scolapiatti, cioè per ciò che, a loro giudizio, ricordano più da vicino.

Promossa, dunque, la trasformazione urbana, bene il recupero degli spazi e il maggiore ordine, ma proprio nei particolari si misura la qualità di un intervento. Ed è lì, secondo i ciclisti, che corso Quadrio rischia oggi di perdere una parte importante della sua promessa.


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