Liguria e Genova piangono Gino Paoli: dalle istituzioni il saluto a un simbolo della città e della canzone italiana

Dopo la morte del cantautore, il cordoglio di Regione e Comune. Il ricordo condiviso è quello di un artista capace di portare Genova e la Liguria in Italia e nel mondo, lasciando un’eredità destinata a restare


La scomparsa di Gino Paoli, morto oggi a 91 anni secondo quanto comunicato dalla famiglia, ha subito raccolto il cordoglio delle istituzioni liguri e genovesi, che lo ricordano come uno dei grandi protagonisti della musica italiana e come una figura profondamente legata all’identità culturale di Genova e della Liguria.

Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha parlato di «vuoto indelebile nel panorama musicale», definendo Paoli «uno dei più grandi cantautori italiani» e «un pilastro» capace di portare l’immagine di Genova e della Liguria in Italia e nel mondo. Nel messaggio di cordoglio, Bucci ha sottolineato come l’artista lasci «un’eredità immensa di arte, musica, poesia e cultura» e ha espresso vicinanza alla famiglia e agli amici. Il governatore ha anche ricordato che nel 2022 il cantautore era stato insignito della “Croce di San Giorgio”, onorificenza istituita da Regione Liguria.
Parole di grande partecipazione arrivano anche da Palazzo Tursi. La sindaca Silvia Salis ha ricordato Paoli come «uno tra i più grandi cantautori italiani» e come uno dei principali esponenti della scuola genovese. Nel messaggio diffuso dal Comune, la sindaca ha sottolineato che con la sua scomparsa Genova perde «una voce unica», capace di raccontare con straordinaria sensibilità l’animo umano e il suo tempo. Silvia Salis ha poi evidenziato il peso che le sue canzoni e la sua poesia hanno avuto nel rinnovare la canzone d’autore italiana e nell’ispirare generazioni di musicisti, concludendo che «il suo ricordo e la sua arte resteranno con noi per sempre, senza fine».
Accanto al presidente Bucci a lui è intervenuta anche la vicepresidente e assessora alla Cultura Simona Ferro, che ha definito Gino Paoli «un pezzo di storia della musica italiana», aggiungendo che con la sua musica «originale e autentica» ha incarnato l’anima più profonda del cantautorato italiano, apprezzato in patria e all’estero. Nel suo ricordo, Ferro ha insistito sul legame sincero che il cantautore ha mantenuto per tutta la vita con Genova e con la Liguria, terra alla quale era rimasto profondamente unito.
Nel corso della giornata è arrivato anche il ricordo di Ilaria Cavo, che ha voluto mettere l’accento non soltanto sulla voce «inconfondibile e immortale» del cantautore e sulle sue canzoni destinate a rimanere nel tempo, ma anche sulla disponibilità mostrata nei confronti dei più giovani. Nel suo messaggio, Cavo ha richiamato in particolare gli incontri con gli studenti e il sostegno dato a progetti culturali e museali, ricordando la generosità con cui Paoli aveva contribuito a iniziative legate ai cantautori e alla trasmissione della musica d’autore alle nuove generazioni.
Il tratto comune di tutti i messaggi è chiaro: nella morte di Gino Paoli non si legge soltanto l’addio a un artista amatissimo, ma anche la perdita di una figura che ha saputo rappresentare un’intera stagione della musica italiana e, insieme, una parte profonda dell’anima di Genova. Le istituzioni lo salutano come un maestro capace di attraversare i decenni senza perdere autenticità, lasciando alla città e alla regione un patrimonio culturale che continuerà a parlare ben oltre il tempo della sua vita.
“Gino Paoli è stato tra i poeti cantautori che ho più amato. Le sue canzoni sono poesie meravigliose. Ha rappresentato la grandezza e la specificità della scuola genovese dei cantautori. È stato deputato e parlamentare europeo come esponente della sinistra indipendente.Persona schietta e intelligentissima. La sua musica sarà senza fine”. Lo scrive sui social la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva.
Qui l’articolo sulla scomparsa di Paoli
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