Gronda, la piccola impresa alza la voce: «Basta attese, Genova ha bisogno di un progetto davvero realizzabile»

Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti chiedono di archiviare le incertezze sulla Gronda di Ponente e di puntare su una variante tecnicamente fattibile, sostenibile e con tempi certi. Nel mirino anche i vincoli sulle aree espropriate, che secondo le associazioni vanno restituite alla città

La Gronda di Ponente torna al centro del confronto cittadino e questa volta a intervenire con toni netti è il Tavolo della Piccola Impresa di Genova, che riunisce Matteo Moretti per Cna Genova, Ciro Negri per Confartigianato Genova, Massimiliano Spigno per Confesercenti Genova e Alessandro Cavo per Confcommercio Genova. Le quattro associazioni chiedono alle istituzioni di abbandonare le incertezze e di scegliere una linea di puro realismo: smettere di inseguire progetti rimasti bloccati e lavorare invece su una variante che sia davvero cantierabile, economicamente sostenibile e soprattutto realizzabile in tempi certi.

Nel documento diffuso oggi, il Tavolo parla apertamente di un’opera che rischia di restare “prigioniera di se stessa”, mentre le imprese continuano a pagare il prezzo di una mobilità fragile e di una logistica che non riesce a offrire risposte adeguate a un territorio strategico come quello genovese. Il punto politico sollevato dalle associazioni è semplice: non si può più rimanere appesi a un’infrastruttura considerata vitale ma incapace, allo stato attuale, di tradursi in un cantiere concreto. Per questo il mondo della piccola impresa chiede un progetto pragmatico, capace di sbloccare la mobilità e insieme di restituire valore al territorio.
Matteo Moretti, presidente di Cna Genova, insiste proprio su questo aspetto e parla della necessità di ripensare il progetto per renderlo davvero realizzabile, con cronoprogrammi compatibili con le esigenze del sistema produttivo. Nelle sue parole, continuare a insistere su un tracciato che non trova sbocchi operativi significherebbe condannare la Liguria all’immobilismo. Una posizione che fotografa bene la linea del Tavolo: il problema non è mettere in discussione l’utilità strategica della Gronda, ma prendere atto che senza una soluzione concreta il rischio è quello di restare fermi ancora per anni.
Sulla stessa linea si colloca Ciro Negri, presidente di Confartigianato Genova, che richiama il peso quotidiano di una logistica inefficiente sulle micro e piccole imprese. Per Negri, l’attuale tracciato non sarebbe più percorribile e servirebbe il coraggio di avviare un nuovo percorso progettuale, tecnicamente solido ma anche rapido nella realizzazione. Il messaggio che arriva dal mondo artigiano è netto: le imprese non chiedono più promesse decennali, ma certezze.
Uno dei passaggi più forti del documento riguarda poi il destino delle aree espropriate. Massimiliano Spigno, presidente di Confesercenti Genova, sottolinea che commercio e servizi non possono restare ostaggio di vincoli privi di prospettiva. Da qui la richiesta di liberare e restituire alla città tutte le aree espropriate per il vecchio tracciato, in modo da rimetterle a disposizione di nuovi insediamenti produttivi e della collettività. Nella visione del Tavolo, quei terreni oggi bloccati potrebbero trasformarsi da elemento di freno a occasione di rilancio urbano ed economico.
A chiudere il ragionamento è Alessandro Cavo, presidente di Confcommercio Genova, che invita le istituzioni a riportare la Gronda nella dimensione del “possibile”. La richiesta è quella di una decisione definitiva e di un impegno chiaro per definire una nuova variante accompagnata da un cronoprogramma credibile. Solo così, sostiene, si potranno garantire alle imprese le condizioni necessarie per muovere merci, accogliere turisti e attrarre nuovi investimenti.
Nel complesso, il documento del Tavolo della Piccola Impresa segna un passaggio politico rilevante perché mette insieme le quattro principali associazioni di categoria rappresentate nel Consiglio della Camera di Commercio di Genova e rilancia una posizione comune su una delle opere più discusse degli ultimi anni. Il messaggio è che il tempo delle attese indefinite è finito: per il sistema economico genovese la priorità non è più difendere un progetto in astratto, ma ottenere un’infrastruttura possibile, tempi credibili e la liberazione di spazi oggi congelati da espropri senza sbocco.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.