Referendum, Liguria sopra la media nazionale: affluenza al 41,95% alle 19, La Spezia e Genova trainano la partecipazione

Crescita netta rispetto a mezzogiorno e numeri più alti anche del precedente referendum costituzionale del 2020. La Liguria tiene il passo delle regioni più partecipative, mentre Imperia resta indietro

La partecipazione cresce con decisione e, almeno fino al dato delle 19, la Liguria si colloca sopra la media nazionale. Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno, l’affluenza al referendum costituzionale sulla giustizia ha raggiunto il 41,95% nella regione, segnando un netto balzo rispetto al 17,5% registrato a mezzogiorno. Un aumento consistente nel giro di poche ore che racconta di un flusso di votanti intensificatosi soprattutto nel pomeriggio.
Il confronto con il dato nazionale rafforza il quadro: in tutta Italia, alla stessa ora, l’affluenza si è fermata al 38,9%, circa tre punti in meno rispetto alla Liguria. Un margine non enorme, ma sufficiente a posizionare la regione tra quelle con una partecipazione più sostenuta, in linea con territori tradizionalmente più attivi come Emilia Romagna, Lombardia e Toscana, che guidano la classifica con percentuali superiori al 44%, rispettivamente al 46,29%, 44,99% e 44,70%.

Guardando dentro i numeri liguri, emerge un quadro abbastanza omogeneo ma con alcune differenze territoriali. La provincia della Spezia registra il dato più alto con il 43,07%, seguita da Genova con il 42,88% e da Savona con il 42,06%. Più distanziata Imperia, che si ferma al 36,83%, unica realtà sotto la soglia del 40%. Una forbice che evidenzia un andamento simile tra le principali aree urbane e costiere, con una partecipazione più debole nel ponente.
Il salto tra mezzogiorno e le 19 è particolarmente significativo: si passa da meno di un elettore su cinque a oltre quattro su dieci. In termini relativi, significa che nel pomeriggio si è concentrata la parte più consistente dell’afflusso alle urne, un andamento tipico ma che in questo caso appare particolarmente marcato. Segno che molti elettori hanno scelto le ore centrali e finali della giornata per recarsi ai seggi.
Il confronto con il passato offre un ulteriore elemento di lettura. A livello nazionale, il dato delle 19 supera di quasi dieci punti quello registrato nel 2020 per il referendum sul taglio dei parlamentari, che si attestava al 29,7% alla stessa ora. Anche allora si votava su due giorni e senza quorum, ma la partecipazione appare oggi sensibilmente più alta, almeno nella fase intermedia della consultazione. Un segnale che potrebbe indicare un maggiore coinvolgimento su questo tema, oppure una diversa mobilitazione dell’elettorato.
In Liguria sono 1.181.159 gli elettori chiamati al voto, distribuiti in 1.784 sezioni, pari a circa il 2,3% del corpo elettorale complessivo italiano, che conta oltre 51 milioni di aventi diritto tra Italia ed estero. Il voto proseguirà fino alle 23 di oggi e riprenderà domani dalle 7 alle 15, quando si chiuderanno definitivamente le urne.
Resta ora da capire se il dato ligure riuscirà a mantenersi sopra la media nazionale anche nel risultato finale e se il ritmo visto nel pomeriggio continuerà nelle ultime ore di apertura. Di certo, almeno fino a questo punto, la regione mostra una partecipazione solida, superiore al dato italiano e più vivace rispetto a esperienze referendarie recenti.
Immagine di copertina ritagliata con l’Ai
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