Facce de Zena 

Da Roccatagliata al tetto del mondo: Carla Pensa è la nuova regina del pesto al mortaio

La proclamazione è arrivata alle 16.30 per mano della sindaca Silvia Salis. La vincitrice, classe 1940, ex “besagnina” della Valfontanabuona, ha superato cento concorrenti arrivati da tutto il mondo

Alla fine l’ha spuntata una donna dell’entroterra genovese, con una storia semplice e fortissima, e un mortaio capace di mettere tutti d’accordo. La nuova campionessa del mondo di pesto genovese al mortaio è Carla Pensa, classe 1940, fruttivendola in pensione di Roccatagliata, piccola frazione di 53 abitanti nel Comune di Neirone. A proclamarla, alle 16.30, è stata la sindaca di Genova Silvia Salis, al termine di una giornata intensa che ha visto sfidarsi cento concorrenti arrivati da tutto il mondo.

Il verdetto finale ha incoronato Carla Pensa davanti agli applausi del pubblico e dei giudici, che l’hanno scelta come migliore in assoluto nella fase conclusiva della competizione. Dopo la selezione del mattino, i trenta giudici avevano ristretto il campo a dieci superfinalisti, poi chiamati all’ultimo assalto. Insieme a lei erano arrivati fino in fondo Francesca Grasso, Alberto Imparato, Alfio Baudino, Riccardo Bizzarri, Renata Merlo, Giovanni Baghino, Roberto Mercati, Alberto Ghezzi e Nadia Gherardelli.

A rendere ancora più speciale il successo c’è anche il retroscena della sua partecipazione: Carla Pensa era infatti entrata nell’elenco dei cento concorrenti soltanto all’ultimo momento. E da lì, invece di limitarsi a esserci, ha finito per prendersi tutto, fino al tradizionale “pestello d’oro”, il riconoscimento simbolico riservato a chi riesce a portare il pesto più in alto di tutti.

La gara, come da tradizione, si è svolta con gli stessi ingredienti per tutti: pinoli italiani, aglio di Vessalico, basilico genovese a denominazione di origine protetta, olio extravergine “Riviera Ligure” a denominazione di origine protetta, Parmigiano Reggiano stravecchio, Pecorino sardo stagionato e sale grosso delle saline di Trapani. A fare la differenza non è stata quindi la materia prima, identica per ogni concorrente, ma la mano. I giudici hanno valutato la manualità e la gestione dello spazio di lavoro, la finezza del pestato, la cremosità, il colore e soprattutto l’armonia dei sapori.

È proprio su quest’ultimo terreno che Carla Pensa ha convinto tutti, firmando un pesto capace di imporsi su una platea internazionale e di riportare il titolo nel cuore del territorio genovese più autentico. La sua vittoria ha il sapore di una rivincita dell’esperienza, della tradizione e di quel saper fare che non ha bisogno di effetti speciali.

La cerimonia finale ha avuto anche un altro momento significativo con la consegna del premio letterario Pietro Cheli, alla sua prima edizione, assegnato all’autrice senegalese Mareme Cisse per il libro “Sogni di Zenzero”, pubblicato da Slow Food Editore. La tradizionale targa dell’associazione culturale A Compagna, destinata al concorrente arrivato da più lontano, è andata invece a Craig Stanley Wales, originario delle Hawaii.

Ma il nome che resta in cima alla giornata è quello di Carla Pensa, partita da una piccolissima frazione della Valfontanabuona e arrivata fino al gradino più alto di una delle competizioni gastronomiche più identitarie di Genova. Una vittoria che sa di basilico, mortaio e orgoglio ligure.


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