Nivoi e Calp sulla flotilla per Cuba, parte la missione che sfida il blocco energetico Usa

A bordo del “Granma 2.0” anche José Nivoi, già nella Global Sumud Flotilla per gli aiuti alla Palestina. La spedizione porta pannelli solari, medicinali e materiali sanitari all’Avana

José Nivoi e il Calp tornano in mare dentro una nuova missione internazionale di solidarietà, stavolta diretta a Cuba. Il portuale genovese, già impegnato nella Global Sumud Flotilla organizzata per portare aiuti alla Palestina, è infatti tra gli italiani saliti a bordo della spedizione “Nuestra America”, la flottiglia che punta a raggiungere l’isola con aiuti umanitari e materiali destinati ad affrontare l’emergenza aggravata dal blocco energetico imposto negli ultimi mesi dagli Stati Uniti.
La partenza è avvenuta nelle scorse ore e tra i nomi della delegazione italiana compaiono, oltre a José Nivoi, anche Martina Steinwurzel, Umberto Cerutti e Paolo Tangari di Aicec, l’Agenzia di interscambio culturale ed economico con Cuba, che guida la sezione europea del convoglio. Nelle prossime ore le imbarcazioni dovrebbero arrivare all’Avana, dove è previsto il ricongiungimento con il resto della missione già giunta in parte per via aerea.
L’imbarcazione simbolo della traversata è stata ribattezzata “Granma 2.0”, un nome che richiama apertamente lo yacht con cui Fidel Castro, Ernesto Che Guevara e altri rivoluzionari sbarcarono a Cuba nel dicembre del 1956, in un passaggio poi diventato parte centrale della memoria politica dell’isola. Stavolta però non ci sono armi né rivoluzione, ma pannelli solari, medicinali e beni di prima necessità. A bordo, secondo quanto riferito dagli organizzatori, viaggiano cento pannelli solari e cinquanta tonnellate di aiuti destinati alla popolazione cubana.
A raccontare la partenza è stato lo stesso José Nivoi in un video diffuso oggi sulla pagina del Collettivo autonomo lavoratori portuali. «Stiamo partendo per Cuba. Finalmente siamo partiti, dopo un bel po’ di lavori, carico dei pannelli solari e fare un po’ tutto quello che serve per arrivare a Cuba. Ci vorranno circa 50 ore, quindi arriveremo sicuramente la notte del 22, a quanto pare, oltretutto ci scorterà la marina militare messicana, contrariamente da come era successo per la Flottiglia che l’Italia e altri paesi avevano millantato una scorta militare e le navi non si sono neanche viste. Quando arriveremo a Cuba, ovviamente abbiamo già organizzato insieme ai compagni cubani quella che sarà l’accoglienza».
Le parole di José Nivoi danno il tono politico della spedizione e richiamano apertamente anche la precedente esperienza della flottiglia diretta verso la Palestina, quando il tema della protezione e delle scorte internazionali era finito al centro delle polemiche. Stavolta, invece, il viaggio verso Cuba viene raccontato come una traversata già strutturata anche sotto il profilo logistico, con un arrivo previsto nella notte del 22 e una rete di accoglienza già organizzata sull’isola insieme ai referenti locali.
La missione si inserisce in una mobilitazione più ampia che coinvolge lo European Convoy to Cuba, segmento europeo della spedizione internazionale. Il convoglio riunisce diciannove Paesi, più di cinquanta associazioni e collettivi, tredici movimenti politici e sindacali e anche quattro europarlamentari. Una parte degli attivisti è già arrivata sull’isola e le prime iniziative hanno riguardato la distribuzione di oltre cinque tonnellate di medicinali e materiali sanitari alle strutture cubane.
Per José Nivoi, volto noto del Collettivo autonomo lavoratori portuali di Genova, non è la prima esperienza in una missione di questo tipo. La sua presenza a bordo salda idealmente la mobilitazione per Cuba a quella già vissuta nei mesi scorsi con la Global Sumud Flotilla diretta a sostenere la popolazione palestinese. Anche questa volta il messaggio politico e umanitario si tiene insieme: da una parte la denuncia dell’embargo e delle difficoltà energetiche che stanno colpendo l’isola, dall’altra il tentativo concreto di portare supporto materiale.
L’arrivo della flottiglia è atteso indicativamente nella giornata di domani. Per gli organizzatori non si tratta soltanto di una consegna di aiuti, ma di un gesto apertamente politico contro l’isolamento imposto a Cuba. Per Genova, invece, il nome che spicca è quello di José Nivoi, ancora una volta in prima linea in una missione internazionale che intreccia attivismo, solidarietà e mare.
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