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Genova mette mezzo milione sui festival: via libera al bando 2026 per rassegne storiche e nuovi progetti

La giunta approva le linee guida per i contributi destinati agli eventi culturali in città. Due fasce di finanziamento, nuove regole e tempi anticipati per aiutare chi programma

Genova prova a blindare il suo calendario culturale del prossimo anno con un investimento da 500 mila euro destinato a festival e rassegne da realizzare nel 2026 sul territorio cittadino. La giunta comunale ha infatti approvato le linee guida per la pubblicazione del nuovo avviso pubblico legato al progetto “Genova Città dei Festival”, con l’obiettivo dichiarato di dare più forza sia agli appuntamenti ormai consolidati sia alle nuove iniziative capaci di intercettare pubblici diversi e linguaggi contemporanei.

Il provvedimento, proposto dall’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, punta a mettere ordine e continuità in un comparto che per la città pesa sempre di più, non soltanto sul piano artistico ma anche su quello sociale ed economico. Nelle intenzioni dell’amministrazione, il bando dovrà sostenere una rete culturale diffusa, premiando qualità progettuale, capacità organizzativa, apertura a nuovi pubblici, accessibilità e sostenibilità economica.

«Con questo provvedimento rafforziamo in modo concreto il progetto Genova Città dei Festival, sostenendo la vitalità culturale diffusa della città» spiega l’assessore Giacomo Montanari, che rivendica anche la scelta di avere anticipato i tempi dell’intervento, così da permettere agli organizzatori di pianificare con maggiore solidità l’intera annualità. Nella lettura dell’amministrazione, il nuovo impianto dovrebbe garantire un sostegno più chiaro e più strutturale al comparto, oltre a introdurre elementi ritenuti più equi e trasparenti nella procedura di selezione.

Tra le novità messe in evidenza dal Comune ci sono infatti la nuova composizione delle commissioni, che comprenderanno membri interni ed esterni all’ente, e la suddivisione delle domande in due categorie distinte. La prima riguarderà le iniziative con almeno otto giornate di spettacolo e prevede un contributo massimo di 20 mila euro. La seconda sarà invece dedicata ai progetti con almeno tre giornate di spettacolo, per i quali il tetto del contributo sarà di 5 mila euro. Dei 500 mila euro complessivi stanziati, 400 mila saranno riservati alla prima categoria e 100 mila alla seconda.

Potranno partecipare soggetti pubblici e privati costituiti in qualsiasi forma giuridica, mentre resteranno escluse le persone fisiche e le imprese individuali. I progetti selezionati dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2026 all’interno del territorio comunale.

La valutazione terrà conto di più fattori e proverà a tenere insieme la tenuta artistica e quella organizzativa. Il Comune annuncia che saranno premiate la qualità complessiva delle proposte, la coerenza progettuale, il curriculum dei soggetti promotori e la capacità di inserirsi nel tema identitario dell’anno. Avranno peso anche la storicità delle rassegne e i risultati raggiunti nelle edizioni precedenti, ma senza escludere l’attenzione verso l’innovazione dei linguaggi, il coinvolgimento di pubblici eterogenei, le misure di accessibilità, le iniziative gratuite e inclusive, la capacità di fare rete con altri operatori culturali e la sostenibilità economica dell’intervento.

Il messaggio politico che esce da Palazzo Tursi è chiaro: la cultura viene presentata come una leva di crescita urbana e non come un semplice capitolo accessorio di spesa. E il bando 2026, almeno nelle intenzioni, dovrà servire proprio a questo: consolidare le rassegne che funzionano, aprire spazio a progettualità nuove e dare al sistema culturale genovese regole più leggibili e tempi meno improvvisati.

In copertina: foto di repertorio


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