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Casella, Comac: volantini abusivi contro la puzza. Tre cittadini convocati dalla polizia locale

Una ventina le affissioni irregolari contro i cattivi odori della fabbrica su pali e arredi pubblici. Indagine della PL per identificare i responsabili. Se saranno individuati sarà loro comminata la sanzione che è di 100 euro per ogni volantino. Stefano Giordano attacca la Regione e rilancia la richiesta di una commissione pubblica

A Casella la protesta dei residenti contro i cattivi odori attribuiti da tempo alla Comac finisce con tre cittadini chiamati nella sede del Comando della polizia locale, che sta indagando sull’affissione abusiva. Una ventina i volantini che sono stati affissi con la colla ai pali stradali e agli arredi urbani.

Dietro il gesto non c’è una protesta estemporanea. La vicenda affonda le radici in una mobilitazione che va avanti da tempo in Valle Scrivia e che ruota attorno ai disagi lamentati da molti abitanti per gli odori provenienti dalla fabbrica. L’inquinamento è stato escluso, quindi non si può obbligare l’azienda a cessare la produzione, ma resta il nodo delle emissioni odorigene, considerate dai residenti una conseguenza innegabile di alcune lavorazioni dell’impresa che produce conglomerati bituminosi. Un problema che, secondo chi vive nella zona, continua a pesare sulla qualità della vita quotidiana senza che si sia arrivati finora a una soluzione definitiva per la quale la gente della zona sperava in un’intervento di mediazione efficace di Comune e Regione.

In questo quadro l’azienda si sarebbe anche detta disponibile a collaborare (non si può obbligarla a prendere contromisure risolutive proprio perché non c’è inquinamento), ma il disagio non sarebbe mai stato risolto. Ed è proprio qui che si innesta la rabbia dei residenti, convinti che né la Regione né il Comune abbiano fatto abbastanza per arrivare a un esito concreto su una questione che si trascina da anni. Alcuni di loro potrebbero aver attaccato i volantini, nel tentativo di riportare il problema sotto i riflettori e ottenere finalmente quell’attenzione che chiedono da molto tempo.

Sulla vicenda è intervenuto con toni duri Stefano Giordano, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, che parla di cittadini esasperati e punta il dito contro la mancata risposta istituzionale. «Da mesi i cittadini della Valle Scrivia convivono con disagi ambientali legati alle notorie emissioni odorigene della Comac. Una situazione che incide sulla qualità della vita e sulla salute dei residenti, soprattutto delle persone più fragili. Oggi, paradossalmente, viene colpito chi si è mobilitato per difendere il proprio territorio e il diritto alla salute: alcuni cittadini esasperati, infatti, sono stati invitati a presentarsi presso la polizia locale di Casella con l’accusa di affissioni abusive», dichiara. In realtà, come si è detto, le analisi hanno messo in chiaro che non c’è alcun pericolo per la salute, anche se sicuramente la puzza pesa parecchio sulla vivibilità della zona e persino sulla valutazione degli immobili. Le indagini sull’identificazione non sono ancora state concluse e al momento non sono state comminate multe.

Nel suo intervento Stefano Giordano collega direttamente la protesta alla mancata convocazione di una commissione regionale chiesta mesi fa dal suo gruppo. «Come M5S Liguria esprimiamo piena solidarietà ai cittadini e alle organizzazioni che stanno portando avanti una battaglia legittima. Il problema è noto ed è sotto gli occhi di tutti da anni. Per questo, in parallelo a una nostra interrogazione portata in Consiglio regionale a settembre 2025, avevamo chiesto alla Regione Liguria di calendarizzare una commissione ad hoc, coinvolgendo tutti gli enti competenti, per affrontare in modo serio e pubblico la situazione. Una richiesta rimasta purtroppo inascoltata. Il risultato è un territorio esasperato e senza certezze sui controlli effettuati. Possiamo rimediare? Certamente: rinnoviamo la nostra richiesta di convocare un tavolo dedicato e di dare finalmente risposte ai cittadini».

Il punto politico, adesso, è tutto qui: da una parte i cittadini che, se verranno identificati a seguito delle indagini della PL, saranno sanzionati per le affissioni abusive (nemmeno l’esasperazione concede a chicchessia di mettere in atto comportamenti vietati), dall’altra un malessere che da anni continua a serpeggiare nel territorio e che ogni volta torna a galla con la stessa domanda di fondo, rimasta finora senza una risposta capace di chiudere davvero il caso.


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