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Campasso, la scuola rinasce nell’ex mercato ovoavicolo: a Sampierdarena apre la nuova Gilberto Govi, senza barriere

Da settembre settanta bambini hanno una sede nuova, accessibile e pensata per l’inclusione. La sindaca Silvia Salis: «Un segnale concreto per il quartiere e per le famiglie»

Il Campasso ritrova la sua scuola e lo fa in uno degli spazi più simbolici della trasformazione urbana di Sampierdarena. Nell’ex mercato ovoavicolo ha infatti preso casa la nuova scuola dell’infanzia Gilberto Govi, visitata questa mattina dalla sindaca Silvia Salis, accompagnata dall’assessora comunale alla scuola Rita Bruzzone e dai presidenti dei Municipi II Centro Ovest e V Valpolcevera. Per i settanta bambini e bambine iscritti, trasferiti da un edificio ormai ritenuto inadeguato, si tratta di un cambiamento concreto: nuove aule, spazi comuni riorganizzati, accessibilità totale e ambienti progettati per accogliere anche bisogni educativi complessi.

La nuova sede occupa la palazzina dell’ex mercato del pollame, un edificio ottocentesco dismesso dagli anni Ottanta e riportato a nuova vita dopo un lungo intervento di demolizione, ricostruzione e trasformazione. Il risultato è una scuola dell’infanzia articolata in tre sezioni, con sei insegnanti e quattro collaboratori, in un contesto completamente ripensato per garantire sicurezza, funzionalità e inclusione. Il valore dell’intervento è di circa un milione di euro, finanziato nell’ambito del cosiddetto “Bando Periferie”, dentro un più ampio programma di riqualificazione che interessa l’area.

La sindaca Silvia Salis ha legato l’apertura della nuova struttura a un’idea precisa di città, fondata sul diritto all’istruzione e sulla qualità della vita nei quartieri. «Investire nella scuola dell’infanzia significa investire nel futuro della città e nella formazione dei cittadini di domani, partendo dai diritti, dall’uguaglianza delle opportunità e dalla qualità della vita nei territori» ha dichiarato, sottolineando come la nuova Gilberto Govi rappresenti «un luogo rinnovato, inclusivo, privo di barriere, dove bambine e bambini possono crescere, imparare e costruire relazioni in un ambiente adeguato, sicuro e accogliente». Per Silvia Salis, l’intervento è anche «un segnale concreto di attenzione verso le famiglie, il personale educativo e un quartiere che aspettava da tempo una risposta di questo livello».

Sulla stessa linea l’assessora Rita Bruzzone, che ha insistito sul valore sociale e pedagogico dell’operazione. «È uno spazio rinnovato e inclusivo che risponde ai diritti delle bambine e dei bambini e alla possibilità di esercitarli in pieno» ha detto, aggiungendo che l’accessibilità non riguarda soltanto l’assenza di ostacoli fisici, ma anche la possibilità di abbattere barriere culturali e linguistiche, favorendo integrazione e multiculturalismo. Nel suo intervento Rita Bruzzone ha anche ringraziato il personale della scuola, le insegnanti, le lavoratrici e la responsabile Caterina Costa, indicando proprio nella qualità quotidiana del servizio uno degli elementi più importanti della scuola comunale genovese.

Dal punto di vista degli spazi, la nuova sede è stata completamente riorganizzata all’interno, pur mantenendo all’esterno il rispetto per l’impianto originario dell’edificio. Sono state ricavate quattro aule per la didattica, due al piano terra e due al primo piano, queste ultime dotate anche di terrazzo praticabile. C’è poi una mensa affacciata su un giardino privato, insieme ai locali di servizio necessari per il personale e per la distribuzione dei pasti. I servizi igienici sono presenti su entrambi i piani, compresi quelli dedicati alle persone con disabilità, mentre un ascensore collega il piano terra e il primo piano rendendo davvero accessibili tutti gli ambienti.

L’intervento ha riguardato anche la struttura portante, completamente rinnovata all’interno dell’involucro esistente con travi e pilastri in cemento armato, il consolidamento dei muri perimetrali e la manutenzione straordinaria dei prospetti esterni, eseguita nel rispetto delle prescrizioni della soprintendenza. Accanto alla scuola, inoltre, una parte dell’area è destinata a diventare un giardino a servizio dell’asilo, mentre nella zona retrostante sono in corso lavori che porteranno alla realizzazione di nuovi campi sportivi. Un tassello in più in un comparto che, almeno nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà diventare sempre più vivibile e attrezzato.

Tra i settanta iscritti ci sono anche undici bambini con disabilità certificata, seguiti da cinque insegnanti di sostegno. Un dato che rende ancora più evidente il significato dell’operazione: non soltanto il trasferimento in una sede nuova, ma la costruzione di una scuola pensata davvero per tutti. In un quartiere che per anni ha aspettato interventi concreti, la nuova Gilberto Govi diventa così qualcosa di più di un edificio scolastico: una risposta attesa, visibile e finalmente utilizzabile.

Campasso, il Partito Democratico rivendica la nuova Govi: «Ora vanno completati campo e area commerciale»

Dopo l’inaugurazione della scuola dell’infanzia nell’ex mercato ovoavicolo, il gruppo del Partito Democratico in Municipio Centro Ovest rivendica le origini del progetto e chiede alla nuova giunta di trovare le risorse per chiudere tutta la riqualificazione dell’area.

Sull’inaugurazione della nuova scuola dell’infanzia Gilberto Govi al Campasso arriva anche l’intervento del gruppo del Partito Democratico in Municipio Centro Ovest, che legge l’apertura della struttura come il risultato di un percorso nato da lontano e collegato agli investimenti del “Bando Periferie” e alle precedenti amministrazioni di centrosinistra. Per il Pd del municipio, la nuova scuola rappresenta una «luce di speranza» per il quartiere, visibile già «dalla luminosità e dai molti colori che accolgono l’ingresso», ma allo stesso tempo resta il simbolo di una riqualificazione ancora incompleta.

Nella nota diffusa oggi, il gruppo dem sottolinea che il vuoto urbano dell’ex mercato ovoavicolo starebbe finalmente iniziando a riempirsi di funzioni qualificate grazie ai finanziamenti da 18 milioni di euro del bando periferie dei governi Renzi e Gentiloni e ai 6 milioni della giunta Marco Doria. In questo quadro, il nuovo asilo al Campasso e il futuro trasferimento dell’Accademia Ligustica a Palazzo della Fortezza vengono indicati come i primi risultati concreti di un disegno di rigenerazione più ampio.

Secondo il Partito Democratico, il progetto sarebbe nato dal lavoro congiunto delle amministrazioni comunali di centrosinistra, con il contributo dell’allora assessore Gianni Crivello, e di quelle municipali guidate dalla presidenza Marenco. Ma nella lettura del gruppo consiliare resta aperto il nodo di ciò che non è stato ancora realizzato. Il Pd Centro Ovest sostiene infatti che dalla precedente amministrazione di centrodestra sia stato ereditato un intervento lasciato a metà, dal momento che nell’area mancherebbero ancora il campo da calcio a sette e la parte commerciale previsti nel progetto originario.

Per questo il gruppo municipale dem spiega di avere già chiesto alla nuova amministrazione comunale di reperire i fondi necessari per completare l’intera operazione. Nella nota viene citato anche l’assessore ai lavori pubblici Massimo Ferrante, con l’auspicio di una collaborazione istituzionale che consenta di dare una risposta attesa da tempo dai residenti del Campasso.

«Soddisfatti per la realizzazione del nuovo asilo e della riqualificazione che parte da lontano con le nostre precedenti amministrazioni di centrosinistra, adesso occorre mettere mano agli errori della giunta di centrodestra e rimediare lavorando in sinergia con la nuova amministrazione per completare l’opera di riqualificazione del quartiere» afferma il capogruppo Amedeo Lucia. Alla richiesta di completare gli interventi si aggiunge anche quella di non limitarsi alle sole aree rigenerate. «Inoltre, è importante l’attenzione che si deve dare al tessuto urbano limitrofo alle zone rigenerate puntando ad un buon livello nei servizi al cittadino, cosa necessaria ad un quartiere come il Campasso» aggiunge il consigliere Fabrizio Maranini.

Il messaggio politico è chiaro: per il Partito Democratico la nuova Gilberto Govi è un risultato importante, ma non può essere considerata il punto finale della trasformazione del Campasso. La scuola, insomma, viene salutata come un passo avanti concreto, ma anche come il promemoria di tutto ciò che nell’ex mercato ovoavicolo resta ancora da fare.


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