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Salis a Carrara per la Sampdoria, il centrodestra insorge. La sindaca replica con sarcasmo: «Udite, udite, hanno scoperto che vado allo stadio. Con la mia auto»

I capigruppo dell’opposizione chiedono conto della trasferta a Carrara della sindaca Silvia Salis e di alcuni membri del suo staff. La replica della prima cittadina è durissima e ironica: «Mi avete scoperto, sono sampdoriana» e punta l’accento sul rigore censorio a corrente alternata del centrodestra. Poi aggiunge: «Sono andata con la mia auto, nessun esborso per l’amministrazione»

La presenza della sindaca Silvia Salis a Carrara per seguire la Sampdoria ha acceso un nuovo scontro politico a Genova, con i capigruppo dell’opposizione che chiedono chiarimenti pubblici e la prima cittadina che risponde con toni duri, sarcastici e per nulla intenzionata a lasciar correre. Il caso nasce dopo che, come scrivono i consiglieri di minoranza, «apprendiamo con un certo stupore dagli organi di informazione che nel pomeriggio di ieri la Sindaco di Genova Silvia Salis, insieme al suo capo di Gabinetto e al suo staff di comunicazione, si è recata a Carrara per assistere alla partita della Sampdoria».

Da qui la richiesta di spiegazioni firmata da Alessandra Bianchi per Fratelli d’Italia, Paola Bordilli per la Lega, Ilaria Cavo per Noi Moderati, Sergio Gambino del Gruppo Misto, Mario Mascia per Fratelli d’Italia e Pietro Piciocchi per Vince Genova. I consiglieri attaccano osservando che «non ci risulta, fino a prova contraria, che una partita di calcio in trasferta rientri tra gli impegni istituzionali» e si domandano che cosa abbia spinto la sindaca «nel bel mezzo del pomeriggio di un giorno di lavoro, ad abbandonare i suoi gravosi uffici a Genova per spostarsi, insieme a tutto il suo staff, nella città toscana». Non solo. L’opposizione ricorda anche che, in parallelo, si stava svolgendo una commissione consiliare sul progetto dei quattro assi, appuntamento sul quale, secondo i firmatari, la sindaca avrebbe potuto dare il proprio contributo.

Il cuore politico della contestazione sta tutto nelle domande messe nero su bianco. I consiglieri chiedono infatti di sapere «se il Sindaco ha utilizzato l’auto di servizio per la trasferta e, in caso affermativo, quale fosse il motivo o l’impegno istituzionale che potesse giustificarlo». E insistono: «Chiediamo una risposta semplice e chiara, non per noi ma per i cittadini». Nella nota c’è poi un ulteriore passaggio polemico sulla presenza dei collaboratori della sindaca, definiti «pagati con i soldi dei contribuenti», con la domanda su quale fosse la necessità della loro partecipazione «a questo evento in pieno orario lavorativo». La chiusa è una dichiarazione d’intenti: «Non si tratta di tifo ma di rispetto per l’istituzione e per i soldi dei cittadini».

La risposta di Silvia Salis non è arrivata in punta di fioretto. Anzi. La sindaca ha scelto di replicare con una dichiarazione dal tono ironico e apertamente offensivo verso gli avversari, aprendo con un passaggio destinato a far discutere: «Udite, udite, la destra genovese ha scoperto che sono sampdoriana e che nel mio staff ci sono persone che condividono con me questa passione, ha anche scoperto che ogni tanto va dallo stadio, sacrilegio». Un attacco che prosegue subito dopo con un’altra stilettata: «La destra genovese è ossessionata dalla mia presenza, la loro azione ormai si limita a un grande fratello perenne sulla mia vita e su quella dei miei collaboratori».

La prima cittadina alza il tiro e parla di «dossieraggi e calunnie della campagna elettorale», sostenendo che gli avversari siano più interessati a seguirne gli spostamenti che ai dossier amministrativi. «Pensate che in consiglio comunale non posso neanche alzarmi per andare in bagno che subito qualcuno interviene e chiede dove sia andata la sindaca», afferma, in uno dei passaggi più taglienti della sua replica. Da lì, Silvia Salis prova anche a spostare il terreno dello scontro sui contenuti, accusando il centrodestra di avere lasciato problemi enormi da risolvere: «A loro interessa di più se vado alla prima della Scala o che ne so a una partita, però non gli interessa tanto di averci lasciata ad esempio a città metropolitana con oltre 200 milioni di debiti, oppure che Amiu non abbia costruito in anni di loro governo un impianto per chiudere il ciclo dei rifiuti».

Sul punto centrale della polemica, però, la sindaca entra nel merito e fornisce una versione precisa. «Ieri sera su invito della sindaca di Carrara sono andata a vedere la partita Carrarese-Sampdoria, sono partita dopo le 18, dopo aver ultimato alcuni incontri città metropolitana e sono andata con la mia auto, senza nessun esborso per questa amministrazione, non siamo certo noi quelli che sprecano i soldi dei contribuenti». Una risposta che punta a smontare in blocco i sospetti sull’uso di mezzi dell’amministrazione e sull’orario della trasferta, rivendicando il carattere personale dello spostamento, ma anche il suo contesto istituzionale, almeno nella fase iniziale dell’invito.

Non manca un’altra frecciata, stavolta con paragoni ben scelti. Silvia Salis osserva che «mi è sembrato normale, ad esempio, che il sindaco di Spezia (Pierluigi Peracchini, centrodestra n. d. r) sia venuto a Genova a vedere Sampdoria-Spezia qualche settimana fa», aggiungendo poi che non aveva visto la stessa indignazione quando «il passato presidente della Regione (Giovanni Toti n. d. r.) è andato a Singapore a vedere il Gran Premio». Insomma, il sottotesto è chiaro: l’opposizione si scandalizza a corrente alternata.

Poi la difesa dello staff, anche qui senza sfumature: «Volete verificare gli orari di servizio dei miei collaboratori? Fatelo pure, scoprirete che lavorano molto di più di quello che dovrebbero». E ancora: «Chiedete rispetto per le istituzioni? Forse sarebbe il caso che iniziaste a mostrarlo anche voi. Volete criticare la nostra attività amministrativa? Fatelo, ma fatelo sui contenuti». La parte finale della replica torna su un registro sprezzante e quasi canzonatorio nei confronti del centrodestra: «Per ora assegnatevi, Genova con noi è tornata ad avere un’appeal che quando governavate voi non aveva». Fino all’ultima stoccata, che suona come un invito ma anche come un avvertimento: «Non rosicate, ma gioite finalmente per l’interesse ritrovato per Genova, ma soprattutto lasciate stare la mia vita, quella dei miei collaboratori e quella dei miei amici».

Il risultato è uno scontro politico ormai senza freni, in cui il centrodestra, da Fratelli d’Italia a Forza Italia, passando per la Lega e gli altri gruppi di opposizione, insiste sul tema della trasparenza e dell’uso delle risorse pubbliche, mentre la sindaca Silvia Salis respinge tutto al mittente e trasforma la polemica in un contrattacco frontale. Più che una richiesta di chiarimenti, a questo punto, sembra l’ennesimo capitolo di una guerra politica che a Tursi si combatte ormai su tutto, perfino su una partita di calcio.


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