Oggi a Genova 

Maxi blitz della Gdf nel centro storico: scoperta una “fabbrica del falso” con oltre 300mila articoli sequestrati

La guardia di Finanza smantella un magazzino e un laboratorio clandestino nel cuore della città vecchia: dieci denunciati, sequestrate griffe false, macchinari e attrezzature per la produzione su larga scala

Una vera “fabbrica del falso” nascosta tra i vicoli del centro storico di Genova, con un magazzino per lo stoccaggio della merce, un laboratorio clandestino per produrre capi contraffatti e una vetrina social usata per promuovere e vendere gli articoli. È quanto ha scoperto la guardia di Finanza di Genova nel corso di un’operazione scattata nella serata di ieri e culminata con il sequestro di oltre 300mila pezzi falsi tra orologi, borse, cinture, portafogli, pelletteria e abbigliamento di marchi di lusso e molto richiesti sul mercato.

L’indagine, spiegano gli investigatori, è partita dal monitoraggio dei social network. Da lì i finanzieri sono riusciti a individuare un profilo Instagram che sarebbe stato utilizzato come una vera e propria vetrina commerciale online, completo di catalogo prodotti, listino prezzi e brevi video promozionali nei quali venivano mostrati consegne e pagamenti in contanti. Secondo la ricostruzione, parte della merce veniva consegnata a mano tra Genova e provincia, mentre per i clienti fuori regione si sarebbe fatto ricorso a spedizioni postali.

Seguendo il flusso delle vendite e approfondendo gli accertamenti, la guardia di Finanza è arrivata prima al luogo di stoccaggio della merce, individuato in un locale nel pieno centro storico, e poi al laboratorio tessile clandestino ritenuto il cuore della produzione, allestito in vico delle Monachette. È lì che, secondo l’ipotesi investigativa, venivano realizzati su larga scala i capi contraffatti destinati al mercato illecito.

L’intervento ha coinvolto 54 militari della guardia di Finanza, con il supporto delle unità cinofile e di 26 operatori tra polizia di Stato, carabinieri, polizia locale e vigili del fuoco, impiegati per rafforzare la cornice di sicurezza. Il bilancio del blitz è pesante: sequestrati oltre 300mila articoli contraffatti, tra cui orologi falsamente riconducibili a marchi di alta gamma, etichette, accessori, pelletteria, maglioni, giacche a vento, magliette, felpe e pantaloni con brand notissimi. Insieme alla merce sono finite sotto sequestro anche attrezzature e strumenti utilizzati per la produzione, come matrici digitali per la stampa, presse, ricamatrici e macchine da cucire.

Nel mirino degli investigatori è finito anche l’immobile attenzionato durante l’operazione. Secondo quanto emerso, la struttura sarebbe composta da 13 appartamenti, tre dei quali occupati pur in assenza di un contratto di locazione valido. Gli altri dieci risultavano affittati a diversi soggetti, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine per vari precedenti. Su questo fronte sono stati sviluppati ulteriori approfondimenti anche in relazione agli obblighi di comunicazione previsti dalla legge per chi ospita cittadini stranieri. Durante i controlli nel palazzo, un trentacinquenne ha tentato di sottrarsi gettandosi dalla finestra ed è finito in ospedale in codice rosso, il più grave.

In totale sono dieci le persone denunciate all’autorità giudiziaria per reati legati alla contraffazione. Al termine dell’attività sono state inoltre contestate 15 sanzioni amministrative per violazioni dell’articolo 7 del Testo unico sull’immigrazione, per un totale di 45mila euro.

L’operazione si inserisce in un’attività investigativa più ampia che la guardia di Finanza sta portando avanti da tempo sul fronte dei contratti di locazione, delle utenze domestiche e delle residenze riconducibili ad alcuni immobili ritenuti sensibili. Negli ultimi due anni, viene spiegato, l’attenzione si è concentrata anche sull’eventuale mancata comunicazione dell’ospitalità fornita a cittadini stranieri. Da questi controlli sarebbero emersi 83 proprietari di immobili che avrebbero dato ospitalità, a vario titolo, a 373 cittadini stranieri senza effettuare le comunicazioni previste. Le sanzioni amministrative già contestate e irrogate dalla Prefettura di Genova ai locatori superano al momento i 239.400 euro.

Secondo la guardia di Finanza, il blitz rientra in un dispositivo più ampio di controllo e presidio del centro storico, con l’obiettivo non solo di colpire la filiera della contraffazione ma anche di intervenire in una delle aree più delicate della città, segnata da criticità come spaccio, reati predatori, commercio abusivo, vendita di merce falsa, ubriachezza molesta e risse. Il dato degli ultimi sei mesi restituisce la misura del fenomeno: la Compagnia Pronto Impiego ha denunciato 38 persone e sequestrato oltre un milione di prodotti contraffatti o non sicuri.


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