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Frane e alluvioni, il Comune stanzia 500mila euro: pronto il piano per mettere in sicurezza i versanti

Massimo Ferrante annuncia il via libera della giunta alla seconda annualità dell’accordo quadro: fondi per interventi urgenti dopo smottamenti e maltempo, con priorità a soluzioni meno invasive e più sostenibili

Genova mette sul piatto mezzo milione di euro per intervenire sui versanti a rischio idrogeologico e accelerare le opere di messa in sicurezza in caso di frane, smottamenti o danni provocati dal maltempo. La giunta comunale ha approvato la documentazione tecnica della seconda annualità dell’Accordo Quadro dedicato proprio ai versanti in frana, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici, Massimo Ferrante, d’intesa con il consigliere delegato alle vallate.

Il provvedimento sblocca un investimento da 500mila euro per il 2026 e servirà a finanziare interventi di manutenzione straordinaria non programmabili, pensati per consentire al Comune di reagire rapidamente agli effetti di eventuali eventi alluvionali sul territorio cittadino. Il punto centrale dell’operazione è proprio questo: evitare ogni volta i tempi lunghi di una nuova gara d’appalto e rendere più veloce l’apertura dei cantieri nelle situazioni di emergenza.

Nel commentare il via libera, Massimo Ferrante ha spiegato che con questa seconda annualità viene consolidato uno strumento operativo ritenuto fondamentale per aumentare la resilienza del territorio. «L’Accordo Quadro ci permette di intervenire in tempo reale sulle criticità idrogeologiche senza i tempi morti delle singole gare d’appalto. In questa fase abbiamo voluto porre un accento particolare sull’utilizzo dell’ingegneria naturalistica. Laddove le condizioni geotecniche lo consentono, privilegiamo terre armate, palificate in legname e il recupero del materiale lapideo locale. È un approccio che coniuga l’efficacia strutturale, necessaria per la pubblica incolumità, con il massimo rispetto per l’ecosistema delle nostre vallate, riducendo l’uso del cemento a favore di soluzioni a basso impatto ma ad alta resistenza».

La strategia scelta da Palazzo Tursi punta infatti su tecniche considerate più leggere sul piano ambientale. Nella delibera si prevede che, dove possibile, i lavori vengano realizzati soprattutto con opere di ingegneria naturalistica, come terre armate e palificate in legname per consolidare i terreni, gabbioni e canalette per regolare correttamente il deflusso delle acque piovane e il riutilizzo del materiale lapideo già presente sul posto, così da ridurre l’impatto degli interventi sul paesaggio e sull’ecosistema.

L’obiettivo dichiarato è quello di privilegiare sistemazioni armonizzate con l’ambiente delle vallate genovesi, lasciando alle opere più pesanti, come muri in cemento armato o micropali, un ruolo residuale e limitato ai casi in cui siano davvero indispensabili per garantire la pubblica incolumità.

Dal punto di vista economico, l’investimento complessivo da 500mila euro per il 2026 sarà coperto quasi interamente attraverso l’accensione di mutui dedicati, per circa 492mila euro, mentre la parte restante arriverà da risorse proprie dell’ente. Il provvedimento si inserisce nel Programma triennale dei lavori pubblici e conferma la centralità che l’amministrazione attribuisce alla difesa del suolo, alla sicurezza delle vallate e alla capacità di risposta rapida davanti alle emergenze legate al dissesto idrogeologico.


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