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Genova cambia il bike sharing: addio a Zena by Bike, arrivano e-bike e scooter con il nuovo modello regolamentato

Dal 30 aprile 2026 si chiude il servizio Zena by Bike e il Comune apre a una nuova fase dello sharing cittadino basata sulla libera iniziativa regolamentata. L’obiettivo è avere più mezzi, meglio distribuiti e con regole più rigide per operatori, sicurezza e decoro urbano

Genova volta pagina sul fronte della mobilità condivisa e prepara un riassetto profondo del servizio a due ruote in città. Dal 30 aprile 2026 verrà infatti dismesso il bike sharing Zena by Bike, gestito da Genova Parcheggi, per lasciare spazio a un nuovo sistema fondato sulla libera iniziativa regolamentata, formula con cui l’amministrazione punta a tenere insieme apertura al mercato, controllo pubblico e maggiore qualità del servizio.

La scelta nasce dalla volontà di superare un modello ritenuto ormai non più adeguato rispetto alle esigenze attuali della città. L’idea del Comune è quella di favorire un’offerta più ampia, moderna e flessibile, con mezzi tecnologicamente più avanzati, meglio distribuiti sul territorio e capaci di garantire standard qualitativi più alti rispetto al passato. In questa nuova fase si sono già fatti avanti alcuni operatori interessati a entrare nel mercato genovese con servizi di condivisione dedicati sia alle biciclette elettriche sia agli scooter elettrici.

Il progetto si inserisce in una strategia più ampia con cui Palazzo Tursi intende continuare a sostenere la mobilità sostenibile, ma allo stesso tempo anche definire regole più chiare per chi vorrà operare in città. La liberalizzazione del settore, infatti, non significa assenza di controllo. Al contrario, il Comune ha deciso di accompagnare il nuovo assetto con linee guida appena approvate, pensate per fissare criteri precisi e paletti organizzativi per i gestori.

«L’approvazione delle Linee guida e questa fase di rinnovo del servizio rappresentano due passaggi molto importanti», afferma l’assessore alla mobilità, trasporti e rapporti sindacali Emilio Robotti. «Come amministrazione puntiamo molto sullo sharing quale modalità di trasporto poiché si tratta di una metodologia efficiente e sostenibile, a basso impatto ambientale. Valutiamo quindi positivamente l’ampliamento dell’offerta di bike e scooter sharing alla cittadinanza».

Il nuovo impianto punta a evitare gli effetti distorsivi che in altre città hanno accompagnato l’arrivo disordinato di molti operatori. Per questo le linee guida limitano il numero massimo dei soggetti ammessi, così da scongiurare fenomeni di sovraffollamento di mezzi nello spazio urbano. L’obiettivo dichiarato è duplice: da una parte rendere il servizio realmente più capillare ed efficiente, dall’altra tutelare il decoro urbano e la sicurezza dei cittadini.

Le nuove regole intervengono anche sugli aspetti pratici dell’utilizzo. Sia per il noleggio delle biciclette sia per quello degli scooter elettrici vengono introdotti limiti di velocità improntati al buon senso, oltre a prescrizioni specifiche sul sistema d’uso. Il Comune vuole così incidere non solo sull’offerta, ma anche sulle abitudini di spostamento dei genovesi, nel tentativo di consolidare lo sharing come alternativa reale all’auto privata in almeno una parte degli spostamenti urbani.

Dal punto di vista amministrativo, gli operatori interessati potranno avviare il servizio presentando una Segnalazione certificata di inizio attività, accompagnata da un Atto unilaterale d’obbligo, il cui schema è stato approvato con determinazione dirigenziale della Direzione mobilità urbana. È proprio questo documento ad aggiungere un ulteriore livello di garanzia, perché vincola i gestori al rispetto dei criteri fissati dall’amministrazione in materia di efficienza, copertura del territorio e standard organizzativi.

La transizione, dunque, non sarà solo un cambio di marchio o di gestione. Per il Comune si tratta di un passaggio strutturale, con cui Genova prova a ridisegnare il proprio sistema di sharing urbano seguendo una logica più contemporanea, nella convinzione che la mobilità condivisa possa diventare una componente più stabile del trasporto cittadino. Resta ora da capire quanti operatori entreranno effettivamente in campo e quanto rapidamente il nuovo modello riuscirà a diventare visibile nelle strade genovesi.

Il modello editabile dell’Atto unilaterale d’obbligo è disponibile all’indirizzo https://www.comune.genova.it/amministrazione/documenti-e-dati/modulistiche/atto-unilaterale-dobbligo-il-bike-sharing.


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