Economia 

Casa a Genova e provincia, la mappa dell’Osservatorio Fiaip dei prezzi quartiere per quartiere

Dalle punte altissime di Santa Margherita Ligure e Paraggi ai valori più accessibili dell’entroterra, il mercato immobiliare genovese si conferma spaccato in più realtà. In città guidano Albaro, Nervi, Foce e Carignano, mentre in provincia restano fortissime Chiavari, Camogli, Sestri Levante, Zoagli e Arenzano

Presentati questa mattina i dati del mercato immobiliare e l’analisi riguardante Genova e provincia di Fiap, la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali. A illustrare il report sono stati Rita Ogno, presidente provinciale Fiaip Genova e Massimo Segalerba, vice presidente regionale dell’associazione.

Il mercato immobiliare di Genova e della sua provincia continua a muoversi su binari molto diversi tra loro, con una geografia dei valori che conferma una netta distanza tra le zone più richieste del Levante cittadino e della riviera, i quartieri intermedi legati soprattutto alla domanda di prima casa e un entroterra che resta più fragile, con prezzi bassi e dinamiche meno brillanti. È questa la fotografia che emerge dall’analisi puntuale dei valori zona per zona, dove il dato più evidente è la forza delle aree costiere più prestigiose e, al tempo stesso, la tenuta di alcuni quartieri urbani che continuano a intercettare una domanda concreta, fatta di famiglie, lavoratori e piccoli investitori.

Nel capoluogo il baricentro del mercato resta spostato verso le zone di maggior pregio. Carignano si conferma una delle aree più forti della città, con quotazioni che salgono in modo sensibile sugli immobili ristrutturati e che mantengono una distanza netta rispetto agli appartamenti da sistemare. Anche Albaro, Nervi, Foce, Quinto, Quarto e Sturla mostrano una capacità di difendere il valore molto più marcata rispetto ad altre parti di Genova, grazie a un mix di qualità urbana, servizi, vicinanza al mare e appeal residenziale. In queste zone il mercato continua a premiare soprattutto il prodotto pronto, efficiente e ben posizionato, mentre gli immobili più datati o da rivedere subiscono un divario sempre più marcato.

Il centro cittadino conferma poi una forte selettività interna. Carignano resta il riferimento più alto, mentre Castelletto tiene bene ma con valori più articolati, e il centro storico continua a mostrare una doppia anima: da un lato immobili ristrutturati che conservano fascino e capacità attrattiva, dall’altro una fascia molto più debole sul da ristrutturare, dove il peso delle condizioni dell’edificio e del contesto si fa sentire di più. Il risultato è un mercato tutt’altro che uniforme, in cui contano moltissimo microzona, stato dell’immobile e qualità complessiva dell’offerta.

Nelle aree semicentrali e popolari il quadro cambia. San Martino, San Fruttuoso, Pegli e in parte Marassi mostrano una tenuta legata soprattutto alla domanda abitativa ordinaria, con valori mediamente più accessibili ma ancora sostenuti da servizi e collegamenti. Sampierdarena, Cornigliano, Bolzaneto, Rivarolo e alcune altre zone del Ponente e della Valpolcevera restano invece su livelli nettamente più bassi. Qui il mercato è più sensibile al rapporto qualità-prezzo e meno disposto a riconoscere premi significativi a immobili non immediatamente competitivi. In sostanza, Genova continua a essere una città di mercati paralleli: il Levante residenziale e il centro di pregio seguono logiche quasi da piazza alta, mentre i quartieri più periferici o popolari si muovono su un terreno completamente diverso.

Fuori città è la riviera a dettare il passo. Santa Margherita Ligure e Paraggi rappresentano il vertice assoluto della provincia, con valori che in alcune zone raggiungono livelli molto alti e che confermano una domanda di fascia superiore, legata non solo alla prima casa ma anche a seconde case di pregio, investimenti patrimoniali e ricerca di immobili rari. Anche Zoagli si colloca stabilmente nella parte alta del mercato, soprattutto nelle zone più panoramiche e vicine al mare, mentre Camogli mantiene quotazioni robuste grazie alla scarsità del prodotto disponibile e alla forza identitaria del contesto.

Chiavari si conferma una delle piazze più complete e forti del Levante, con un centro capace di assorbire valori elevati e alcune zone collinari particolarmente ricercate. È un mercato che unisce qualità della vita, servizi, collegamenti ferroviari e attrattività per residenti e seconde case, riuscendo così a tenere insieme più tipologie di domanda. Anche Lavagna mostra un buon posizionamento, pur restando mediamente sotto Chiavari, mentre Rapallo si distingue per una struttura molto più frastagliata, con forti differenze tra il centro, le zone collinari e le microaree di maggior pregio come San Michele di Pagana.

Molto interessante anche il caso di Sestri Levante, che conferma una forte capacità attrattiva e una forbice di valori molto ampia, segno di un mercato in cui convivono immobili di fascia molto alta e segmenti più accessibili. Riva Trigoso e alcune altre aree mantengono quotazioni solide, mentre le zone più centrali e meglio posizionate continuano a spingere in alto la media. Arenzano, sul versante opposto della provincia, si muove anch’essa su livelli elevati, soprattutto in centro e nella Pineta, e resta una delle località più forti del Ponente grazie alla vicinanza con Genova, alla comodità dei collegamenti e al forte richiamo per chi cerca una seconda casa o una residenza di qualità vicino al mare.

Di tutt’altro segno, invece, la situazione dell’entroterra. Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Ronco Scrivia, Savignone e molte frazioni minori continuano a mostrare valori molto contenuti, spesso inferiori ai mille euro al metro quadrato anche per immobili ristrutturati. In diversi casi le rilevazioni risultano addirittura discontinue o assenti, a testimonianza di mercati poco liquidi, dove il numero di compravendite è limitato e il prezzo richiesto fatica a trasformarsi in prezzo reale di chiusura. Qui il tema non è soltanto il costo basso, ma la debolezza strutturale della domanda, legata a servizi, distanza dai poli principali e minore attrattività per investitori e seconde case rispetto alla costa.

Il punto chiave, guardando tutti i numeri insieme, è che non esiste un solo mercato immobiliare genovese. Esistono piuttosto una serie di mercati distinti, con logiche diverse. Il primo è quello premium, dove il valore è spinto da vista mare, prestigio, rarità del prodotto e forte componente di domanda esterna. Il secondo è quello urbano-residenziale, più concreto, fatto di acquisti per vivere e migliorare la propria condizione abitativa. Il terzo è quello dell’entroterra, dove il prezzo basso non basta ancora da solo a creare una domanda realmente forte.

Su tutto, pesa sempre di più la qualità dell’immobile. La distanza tra ristrutturato e da ristrutturare si allarga quasi ovunque, sia in città sia in provincia. Gli appartamenti pronti, efficienti dal punto di vista energetico e inseriti in contesti urbani vivibili sono quelli che riescono meglio a difendere il prezzo. Al contrario, il patrimonio più vecchio e bisognoso di interventi tende a perdere terreno soprattutto nelle aree meno forti, dove il mercato è diventato molto più selettivo.

La lettura finale è quindi quella di un territorio spaccato ma non immobile. Genova tiene, il Levante cittadino resta il motore urbano più forte, la riviera continua a esercitare una forte attrazione e l’entroterra prova lentamente a ritagliarsi un ruolo più autonomo, pur restando ancora distante dalle zone che oggi guidano davvero il mercato. Sopra la media restano in modo netto Santa Margherita Ligure, Paraggi, Camogli, Chiavari, Sestri Levante, Zoagli, Arenzano e i quartieri genovesi di Albaro, Nervi, Foce e Carignano. Più deboli, invece, i mercati interni e le aree periferiche meno richieste, dove la vera sfida continua a essere trasformare il basso prezzo in attrattività reale.

Il quadro complessivo conferma che il mercato immobiliare genovese e provinciale non si muove in modo uniforme, ma per blocchi molto distinti. Da una parte c’è la città, con quartieri che mantengono valori forti soprattutto nel Levante e nelle aree centrali più ricercate; dall’altra c’è la riviera, dove alcune località raggiungono quotazioni molto elevate; infine c’è l’entroterra, dove i prezzi restano bassi e in molti casi il mercato appare discontinuo, con numerose zone in cui non risultano rilevazioni significative.

Tutti i valori

Partendo da Genova, nel centro i valori più alti si concentrano a Carignano, dove per il ristrutturato o ottimo si va da 3.000 a 3.900 euro al metro quadrato, per l’abitabile o buono da 2.500 a 3.200 euro e per il da ristrutturare da 2.000 a 2.400 euro. Castelletto si colloca un gradino sotto, con ristrutturato tra 2.000 e 3.300 euro, abitabile tra 1.200 e 2.000 e da ristrutturare tra 1.200 e 1.500. Il Centro in senso stretto presenta anche quotazioni sul nuovo, da 3.200 a 4.000 euro, mentre il ristrutturato oscilla tra 2.400 e 3.000, l’abitabile tra 1.400 e 2.200 e il da ristrutturare tra 1.300 e 1.500. Il Centro Storico non segnala valori sul nuovo, ma sul ristrutturato va da 2.500 a 3.300 euro, sull’abitabile da 1.500 a 2.100 e sul da ristrutturare da 800 a 1.300. È quindi evidente che l’area più forte del cuore cittadino resta Carignano, mentre il Centro Storico tiene bene nel ristrutturato ma perde sensibilmente sugli immobili meno pronti.

Nel semicentro genovese il quartiere più solido resta Albaro, con nuovo tra 4.000 e 4.900 euro al metro quadrato, ristrutturato tra 3.000 e 3.900, abitabile tra 2.500 e 3.000 e da ristrutturare tra 2.000 e 2.500. Anche la Foce si conferma molto forte, con nuovo tra 3.400 e 4.900 euro, ristrutturato tra 2.500 e 3.200, abitabile tra 1.600 e 2.300 e da ristrutturare tra 1.200 e 1.600. Nervi resta su valori elevati pur senza quotazioni sul nuovo: il ristrutturato va da 3.400 a 4.500 euro, l’abitabile da 2.500 a 3.200 e il da ristrutturare da 2.000 a 2.500. Quarto si colloca su una fascia alta ma meno estrema, con ristrutturato tra 2.800 e 3.400, abitabile tra 2.300 e 2.800 e da ristrutturare tra 1.600 e 2.100. Quinto è leggermente sopra, con ristrutturato tra 3.000 e 3.600, abitabile tra 2.400 e 2.900 e da ristrutturare tra 1.600 e 2.100. Sturla mostra valori robusti, con ristrutturato tra 2.600 e 3.100, abitabile tra 1.900 e 2.400 e da ristrutturare tra 1.400 e 1.600. San Martino è più accessibile ma comunque ben tenuto, con ristrutturato tra 2.100 e 2.800, abitabile tra 1.600 e 2.000 e da ristrutturare tra 1.200 e 1.500.

Scendendo di fascia, Marassi presenta ristrutturato tra 1.500 e 1.900 euro, abitabile tra 1.100 e 1.400 e da ristrutturare tra 800 e 1.000. Pegli ha un profilo intermedio abbastanza solido, con ristrutturato tra 2.200 e 2.900, abitabile tra 1.700 e 2.200 e da ristrutturare tra 1.000 e 1.500. Principe si colloca tra 1.500 e 2.000 nel ristrutturato, tra 1.100 e 1.400 nell’abitabile e tra 800 e 1.000 nel da ristrutturare. Sampierdarena resta più debole, con ristrutturato tra 1.100 e 1.350, abitabile tra 800 e 1.100 e da ristrutturare tra 600 e 800. San Fruttuoso si muove tra 1.600 e 2.100 nel ristrutturato, tra 1.100 e 1.500 nell’abitabile e tra 900 e 1.000 nel da ristrutturare. San Teodoro è ancora più basso, con ristrutturato tra 1.300 e 1.600, abitabile tra 900 e 1.200 e da ristrutturare tra 600 e 800. Sestri Ponente presenta ristrutturato tra 1.500 e 1.900, abitabile tra 900 e 1.400 e da ristrutturare tra 600 e 900. Il semicentro genovese, insomma, continua a premiare il Levante e le zone più residenziali, mentre le aree più popolari mantengono valori molto più contenuti.

In periferia, Acquasanta si attesta tra 1.000 e 1.300 euro nel ristrutturato, tra 700 e 1.000 nell’abitabile e tra 570 e 700 nel da ristrutturare. Bolzaneto si muove tra 1.000 e 1.200, tra 700 e 1.000 e tra 500 e 700. Borgoratti è leggermente migliore, con ristrutturato tra 1.300 e 1.900, abitabile tra 1.000 e 1.200 e da ristrutturare tra 800 e 1.100. Cornigliano resta basso, con ristrutturato tra 900 e 1.200, abitabile tra 700 e 900 e da ristrutturare tra 500 e 700. Molassana è una delle poche periferie con valori sul nuovo, da 1.900 a 2.400 euro, mentre il ristrutturato va da 1.100 a 1.600, l’abitabile da 900 a 1.200 e il da ristrutturare da 600 a 800. Pontedecimo oscilla tra 1.100 e 1.300 nel ristrutturato, tra 800 e 1.000 nell’abitabile e tra 600 e 800 nel da ristrutturare. Pra’ va da 1.300 a 1.600 nel ristrutturato, da 1.000 a 1.200 nell’abitabile e da 600 a 900 nel da ristrutturare. Rivarolo è tra le zone più economiche della città, con ristrutturato tra 800 e 1.000, abitabile tra 600 e 800 e da ristrutturare tra 400 e 600. Vesima invece si distingue perché resta sopra la media periferica, con ristrutturato tra 2.000 e 2.500, abitabile tra 1.300 e 2.100 e da ristrutturare tra 900 e 1.100. Voltri presenta ristrutturato tra 1.400 e 1.900, abitabile tra 1.000 e 1.300 e da ristrutturare tra 800 e 1.000. Qui il dato più chiaro è che la periferia genovese non è un blocco omogeneo: Vesima e in parte Borgoratti o Voltri stanno su livelli diversi rispetto a Rivarolo, Cornigliano o Bolzaneto.

Arenzano è una delle piazze più forti del Ponente. Il Centro mostra valori sul nuovo tra 4.200 e 5.000 euro al metro quadrato, sul ristrutturato tra 3.800 e 4.200, sull’abitabile tra 2.800 e 3.800 e sul da ristrutturare tra 2.500 e 3.200. La Pineta di Arenzano si conferma di altissimo profilo, con nuovo tra 4.100 e 5.000, ristrutturato tra 3.100 e 4.400, abitabile tra 2.700 e 3.400 e da ristrutturare tra 2.000 e 2.700. Gasca si colloca poco sotto, con nuovo tra 3.400 e 4.100, ristrutturato tra 3.300 e 3.800, abitabile tra 2.700 e 3.300 e da ristrutturare tra 2.300 e 2.700. Terralba scende ancora, con nuovo tra 2.800 e 3.500, ristrutturato tra 2.200 e 3.300, abitabile tra 2.000 e 2.500 e da ristrutturare tra 1.800 e 2.200. Terrarossa è intermedia, con nuovo tra 3.200 e 3.700, ristrutturato tra 2.900 e 3.600, abitabile tra 2.400 e 3.100 e da ristrutturare tra 1.800 e 2.500. Arenzano mostra quindi un mercato molto più compatto e alto della media provinciale.

Busalla racconta l’opposto. In Centro il ristrutturato va da 600 a 800 euro, l’abitabile da 500 a 700 e il da ristrutturare da 400 a 500. Sarissola si muove tra 600 e 900 nel ristrutturato, tra 500 e 700 nell’abitabile e tra 400 e 500 nel da ristrutturare. Bastia, Camarza, Case Olivieri, Case Vidoni, Costa, Imagea, Salvarezza, Semino e Serra Grosso non presentano invece rilevazioni utili. È il segnale di un mercato debole e poco continuo.

Camogli si muove invece su una fascia alta. In Centro il ristrutturato o ottimo va da 4.500 a 8.500 euro al metro quadrato, l’abitabile da 2.600 a 4.000 e il da ristrutturare da 2.000 a 2.500. Ruta va da 3.000 a 6.000 nel ristrutturato, da 2.800 a 4.500 nell’abitabile e da 1.500 a 3.000 nel da ristrutturare. San Rocco si colloca ancora più in alto, con ristrutturato tra 3.500 e 6.800, abitabile tra 2.500 e 4.500 e da ristrutturare tra 1.500 e 2.800. Portofino Vetta, Punta Chiappa e San Fruttuoso non riportano valori significativi. Il dato di Camogli è netto: nelle zone più ambite la forza del paesaggio tiene i prezzi molto in alto.

Casella resta su una fascia molto bassa. Il Centro, leggendo il prospetto, si muove intorno a 700-800 euro al metro quadrato nel ristrutturato, 600-700 nell’abitabile e 400-600 nel da ristrutturare. Avosso va da 800 a 900 nel ristrutturato, da 300 a 400 nell’abitabile e da 200 a 300 nel da ristrutturare. Crocetta Dorero si colloca tra 700 e 800 nel ristrutturato, tra 600 e 700 nell’abitabile e tra 400 e 600 nel da ristrutturare. Cortino, Salvega, Stabbio, Carpeneta, Cascinetta, Niusci, Pratopriore e Regiosi risultano senza quotazioni apprezzabili.

Chiavari è una delle piazze forti del Levante. Il Centro segna nuovo tra 5.000 e 10.000 euro al metro quadrato, ristrutturato tra 3.000 e 4.500, abitabile tra 2.500 e 3.500 e da ristrutturare tra 1.300 e 2.500. Maxena si muove tra 3.000 e 3.700 nel ristrutturato, tra 2.500 e 3.200 nell’abitabile e tra 1.000 e 2.000 nel da ristrutturare. Ri Alto va da 3.000 a 4.500 nel ristrutturato, da 2.500 a 3.500 nell’abitabile e da 2.000 a 2.500 nel da ristrutturare. Sant’Andrea di Rovereto è addirittura più prestigiosa sul ristrutturato, con valori tra 5.000 e 6.000, mentre l’abitabile va da 3.200 a 4.500 e il da ristrutturare da 2.500 a 3.000. Campodonico, Frazione Campodonico, Frazione Maxena, Frazione Sanguineto, Rostio e Sanguineto non riportano dati apprezzabili. Chiavari conferma quindi una struttura molto forte, soprattutto nel centro e nelle zone collinari più ricercate.

Crocefieschi è invece tra i mercati più deboli del dossier. Il Centro si colloca grossomodo intorno a 600 euro nel ristrutturato, con valori inferiori nelle altre categorie. Strassera è l’unica località periferica in cui si legge qualcosa di utile, con il da ristrutturare tra 300 e 500 euro. Crebaia, Crosi, Martellona, Preria, Vallegge e Vallemara non mostrano quotazioni significative. È un mercato quasi residuale.

Isola del Cantone si muove su livelli ancora più bassi. In Centro il ristrutturato va da 300 a 600 euro, l’abitabile da 200 a 400 e il da ristrutturare da 100 a 400. Borlasca è una delle poche frazioni con mercato leggibile, con ristrutturato tra 800 e 1.000, abitabile tra 400 e 500 e da ristrutturare tra 100 e 200. Cassine presenta soltanto 100 euro nel da ristrutturare, Creverina mostra 300 euro nell’abitabile e 100-200 nel da ristrutturare, Pietrabissara si colloca tra 300 e 400 nell’abitabile e tra 100 e 200 nel da ristrutturare. Borgo di Montessoro, Cafforenga, Griffoglieto, Marmassana, Mereta, Montecanne, Montessoro, Noceto, Piazzo, Pinceto, Prarolo e Vobbietta non hanno dati significativi. Qui il mercato è estremamente frammentato e sottile.

Lavagna mostra un buon posizionamento soprattutto nelle zone migliori. Cavi ha nuovo tra 5.000 e 6.000 euro al metro quadrato, ristrutturato tra 3.500 e 3.900, abitabile tra 2.000 e 3.000 e da ristrutturare tra 1.500 e 2.000. Il Centro si colloca con nuovo tra 4.000 e 6.000, ristrutturato tra 3.400 e 4.400, abitabile tra 3.000 e 3.900 e da ristrutturare tra 2.000 e 3.000. Santa Giulia scende, ma resta viva, con ristrutturato tra 3.000 e 4.000, abitabile tra 2.100 e 3.000 e da ristrutturare tra 1.000 e 2.000. Barassi, San Giulia Centaura e Sorlana non presentano quotazioni utili. Lavagna, insomma, resta su livelli robusti ma meno aggressivi rispetto a Chiavari o Santa Margherita Ligure.

Rapallo è una piazza molto articolata. Il Centro va da 2.800 a 4.200 euro nel ristrutturato, da 2.200 a 3.300 nell’abitabile e da 1.800 a 2.700 nel da ristrutturare. Chignero si muove tra 1.800 e 2.200 nel ristrutturato, tra 1.300 e 1.600 nell’abitabile e tra 800 e 1.200 nel da ristrutturare. San Martino di Noceto va da 2.200 a 3.000 nel ristrutturato, da 1.750 a 2.500 nell’abitabile e da 1.300 a 2.000 nel da ristrutturare. San Massimo si colloca tra 2.200 e 2.800, tra 1.750 e 2.300 e tra 1.300 e 1.800. San Maurizio di Monti è leggermente più basso, con ristrutturato tra 2.000 e 2.200, abitabile tra 1.300 e 1.600 e da ristrutturare tra 800 e 1.300. San Michele di Pagana è invece una delle zone più pregiate, con ristrutturato tra 4.000 e 6.500, abitabile tra 3.300 e 5.800 e da ristrutturare tra 2.800 e 5.200. San Pietro di Novella si attesta tra 2.200 e 2.700 nel ristrutturato, tra 1.600 e 2.200 nell’abitabile e tra 1.000 e 1.600 nel da ristrutturare. Santa Maria del Campo ha gli stessi valori del ristrutturato, 2.200-2.700, e dell’abitabile, 1.600-2.200, con da ristrutturare tra 1.100 e 1.600. Santuario di Montallegro non presenta dati. Rapallo conferma dunque un mercato molto stratificato, dove il vero scarto lo fanno le microzone.

Ronco Scrivia resta su valori contenuti. Il Centro va da 500 a 800 euro nel ristrutturato, da 400 a 500 nell’abitabile e da 200 a 300 nel da ristrutturare. Borgo Fornari si colloca tra 400 e 700 nel ristrutturato, tra 400 e 500 nell’abitabile e tra 200 e 300 nel da ristrutturare. Pietrafraccia mostra ristrutturato tra 500 e 600, abitabile tra 300 e 500 e da ristrutturare tra 200 e 300. Isolabuona, Banchetta, Cascine, Chiappari, Cipollina, Costa Lazzari, Curlo, Giacoboni, Malvasi, Minceto, Sant’Anna e Vallecalda non hanno rilevazioni significative.

Santa Margherita Ligure è tra i mercati più costosi di tutto il report. In Centro il ristrutturato va da 4.200 a 14.000 euro al metro quadrato, l’abitabile da 2.700 a 10.000 e il da ristrutturare da 2.100 a 9.000. Paraggi sale ancora, con ristrutturato tra 7.500 e 16.500, abitabile tra 5.800 e 14.000 e da ristrutturare tra 4.300 e 10.000. San Lorenzo della Costa, classificata in semicentro, va da 3.300 a 10.000 nel ristrutturato, da 2.200 a 7.500 nell’abitabile e da 1.500 a 5.500 nel da ristrutturare. Nozarego, in periferia, mantiene comunque quotazioni altissime, con ristrutturato tra 5.500 e 11.000, abitabile tra 4.000 e 9.000 e da ristrutturare tra 3.000 e 7.000. Qui il mercato è chiaramente di fascia alta, con logiche molto diverse da quelle della prima casa ordinaria.

Savignone presenta valori modesti. Il Centro va da 1.000 a 1.100 euro nel ristrutturato, da 700 a 900 nell’abitabile e da 200 a 400 nel da ristrutturare. Isorelle si muove tra 600 e 800 nel ristrutturato, tra 500 e 600 nell’abitabile e tra 200 e 300 nel da ristrutturare. Costa di Montemaggio presenta ristrutturato tra 600 e 700, abitabile tra 500 e 700 e da ristrutturare tra 300 e 400. Aschiera, Besolagno, Castellorosso, Ponte, San Bartolomeo, Bosco, Canalbolzone, Cereta, Cerisola, Chioso, Costalovaia, Gabbie, Gualdra, Inastra, Moglia, Olmi, Renesso, Ronchetto, Scaldasole, Sementella, Sorrivi, Vaccarezza e Vallecalda non mostrano valori utili.

Sestri Levante è una delle località più interessanti del dossier. Il Centro presenta nuovo tra 5.500 e 7.500 euro al metro quadrato, ristrutturato tra 4.500 e 15.900, abitabile tra 3.000 e 14.900 e da ristrutturare tra 2.800 e 9.900. Sono valori molto alti e molto ampi, che indicano una forte polarizzazione interna. Pila sul Gromolo va da 2.800 a 3.300 nel ristrutturato, da 2.100 a 2.600 nell’abitabile e da 1.500 a 2.000 nel da ristrutturare. Riva Trigoso conferma un mercato solido, con ristrutturato tra 4.000 e 5.000, abitabile tra 2.500 e 3.200 e da ristrutturare tra 2.000 e 2.500. Santo Stefano del Ponte va da 3.000 a 3.500 nel ristrutturato, da 2.500 a 3.000 nell’abitabile e da 2.000 a 2.500 nel da ristrutturare. Santa Vittoria si colloca tra 2.000 e 2.300 nel ristrutturato, tra 1.800 e 2.000 nell’abitabile e tra 1.300 e 1.700 nel da ristrutturare. San Bernardo si muove tra 2.100 e 3.000 nel ristrutturato, tra 2.000 e 2.600 nell’abitabile e tra 1.000 e 2.000 nel da ristrutturare. Villa Tassani presenta ristrutturato tra 1.800 e 2.000, abitabile tra 1.300 e 1.800 e da ristrutturare tra 1.000 e 1.200. Cascine di Sotto, San Bartolomeo della Ginestra, Santa Margherita di Fossa Lupara e Trigoso non hanno rilevazioni utili. Nel prospetto di San Bartolomeo compaiono invece valori evidentemente anomali nelle ultime colonne, verosimilmente dovuti a un refuso grafico; la parte chiaramente leggibile indica nuovo tra 3.000 e 3.400 euro e ristrutturato tra 2.800 e 3.000, mentre i numeri successivi non appaiono attendibili così come stampati.

Zoagli chiude il quadro con un mercato piccolo ma di fascia medio-alta. Il Centro va da 4.200 a 6.000 euro nel ristrutturato, da 3.300 a 5.000 nell’abitabile e da 2.200 a 4.000 nel da ristrutturare. San Pietro di Rovereto sale a 4.500-6.500 nel ristrutturato, 3.500-5.500 nell’abitabile e 2.800-4.500 nel da ristrutturare. Sant’Ambrogio è ancora più forte, con ristrutturato tra 4.500 e 7.000, abitabile tra 3.500 e 6.000 e da ristrutturare tra 2.500 e 5.000. Semorile è la zona più accessibile, con ristrutturato tra 2.500 e 4.000, abitabile tra 2.000 e 3.500 e da ristrutturare tra 1.500 e 3.000.

In sintesi, se si guarda zona per zona, i mercati più forti risultano Santa Margherita Ligure, Paraggi, alcune aree di Sestri Levante, il centro di Chiavari, Camogli, Arenzano e i quartieri più pregiati del Levante genovese, come Albaro, Nervi e la Foce. Genova centro resta selettiva, con Carignano in testa. Le zone intermedie come Pegli, San Martino, Quarto, Quinto e Sturla tengono bene grazie a una domanda residenziale concreta. L’entroterra, invece, continua a muoversi su valori molto bassi, spesso inferiori ai mille euro al metro quadrato anche nel ristrutturato, e in molte frazioni non esprime nemmeno una base statistica sufficiente per una quotazione.


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