diritti e sociale 

Alla Fiumara nasce l’ambulatorio transculturale: visite pediatriche e supporto alle famiglie straniere con mediatori in più lingue

Alla Casa della Comunità Fiumara Ats-Asl3 è attivo un nuovo servizio pensato per le famiglie straniere con bambini fino a 12 mesi. L’obiettivo è ridurre le distanze linguistiche e culturali nell’accesso alle cure, grazie a visite pediatriche, colloqui psicologici e mediazione dedicata

Un nuovo presidio sanitario pensato per rendere più semplice, comprensibile e accessibile il rapporto tra famiglie straniere e servizi sanitari ha aperto alla Casa della Comunità Fiumara, dove è entrato in funzione il primo ambulatorio transculturale dedicato a superare le barriere linguistiche e culturali nell’assistenza ai più piccoli. Il servizio, curato dal Consultorio Ats-Asl3, si rivolge in particolare alle famiglie straniere con bambini da zero a dodici mesi e offre visite pediatriche e colloqui di sostegno psicologico per il nucleo familiare, con la presenza di mediatori culturali in diverse lingue, tra cui arabo, bengalese, wolof e francese, oltre all’albanese.

L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che, soprattutto nei primi mesi di vita di un bambino, la possibilità di comprendere pienamente indicazioni mediche, percorsi di cura e strumenti di supporto può fare la differenza. In una città come Genova, dove la presenza di bambini nati da genitori stranieri è ormai molto significativa, il tema dell’accessibilità ai servizi sanitari assume un peso sempre maggiore. In alcuni presidi ospedalieri, viene spiegato, i nuovi nati di famiglie straniere arrivano a rappresentare fino a due terzi del totale, mentre anche nei consultori il contatto con famiglie di origine straniera è ormai parte quotidiana dell’attività.

Il nuovo ambulatorio punta così a offrire non solo una risposta clinica, ma anche uno spazio di ascolto e accompagnamento, capace di tenere conto delle differenze culturali, sociali e linguistiche che possono complicare il rapporto con la sanità. L’idea è quella di costruire un contesto in cui le famiglie possano sentirsi accolte e comprese, evitando che la difficoltà nel comunicare si trasformi in un ostacolo alla prevenzione, alla cura o al sostegno nei momenti più delicati della crescita del bambino.

«Superare le barriere linguistiche e culturali non è solo una questione organizzativa, ma un principio di equità: significa garantire a ogni bambino e a ogni famiglia le stesse opportunità di cura e di assistenza», sottolinea l’assessore alla Sanità della Regione Liguria Massimo Nicolò. «La presenza di mediatori culturali qualificati consente di costruire un rapporto di fiducia tra operatori sanitari e utenti, migliorando la qualità complessiva dell’offerta. Questo servizio è una risposta efficace a una realtà in continua evoluzione, in cui sempre più famiglie di origine straniera si rivolgono ai nostri presidi sanitari».

Sulla stessa linea anche Alessandro Fasciani, direttore della struttura complessa Consultorio familiare Ats Asl3, che evidenzia come il progetto sia stato costruito proprio per rispondere a bisogni concreti e già presenti sul territorio. «L’ambulatorio nasce con l’obiettivo di offrire un’assistenza accessibile e inclusiva per rispondere alle esigenze di famiglie che ogni giorno affrontano barriere linguistiche, isolamento sociale e difficoltà di accesso ai servizi sanitari», spiega. «Questa presenza è parte integrante dell’attività del consultorio e richiede in alcune circostanze un approccio attento alle differenze culturali, linguistiche e sociali, al fine di garantire un’assistenza equa ed efficace. L’ambulatorio transculturale consultoriale si propone come uno spazio di cura, ascolto e accompagnamento, volto a favorire il benessere globale del bambino e della famiglia. La mediazione culturale in questo senso ricopre un ruolo fondamentale».

La sede del nuovo ambulatorio si trova al primo piano della Casa della Comunità Fiumara, in via Operai 80, stanza 33. Per accedere al servizio si può scrivere all’indirizzo segreteria.consultori@asl3.liguria.it oppure contattare i numeri 010 849 6272 e 010 849 7076 il lunedì e il venerdì dalle 8.30 alle 12.30. Il progetto è coordinato da Paola Sarni, referente della branca di Pediatria, insieme al pediatra Francesco Mori.


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