Commercio Economia 

Palasport, Confcommercio e Civ del centro dicono no all’ipotesi Primark: «Niente cambi di rotta sulle destinazioni d’uso»

Dura presa di posizione dell’associazione dopo le indiscrezioni sull’arrivo del marchio al Waterfront: nel mirino l’eventuale apertura a grandi superfici dell’abbigliamento, giudicata un rischio per il centro, le botteghe e l’equilibrio commerciale cittadino

Sull’ipotesi di un possibile arrivo di Primark nel nuovo Palasport si alza il muro di Confcommercio Genova e dei Civ del centro città, che chiedono all’amministrazione di non cambiare in corsa l’impianto originario del progetto e di non aprire a deroghe sulle destinazioni d’uso. La presa di posizione arriva dopo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore e mette al centro un punto preciso: il recupero del Palasport e l’intero disegno del Waterfront, sostengono i firmatari del comunicato, erano stati concepiti con una vocazione specifica, legata allo sport e ai servizi, e non come nuovo polo generalista dedicato alla grande distribuzione dell’abbigliamento.

A parlare per prima è Manuela Carena, presidente del Civ Colombo Galata, che contesta l’idea stessa di modificare il quadro iniziale per favorire l’ingresso di un grande marchio del retail. «Il progetto del Waterfront e il recupero del Palasport sono stati pensati con una missione precisa: creare un polo di attrazione fondato su una chiara vocazione tematica, legata allo sport e ai servizi», osserva Manuela Carena. «Chiedere oggi un cambio di regole per consentire l’apertura di grandi superfici di vendita nel settore dell’abbigliamento significa tradire quell’impostazione originaria. Le regole non possono essere piegate alle esigenze del grande player di turno: la pianificazione urbanistica deve restare uno strumento di garanzia per l’equilibrio complessivo della città».

Sulla stessa linea anche Ilaria Natoli, presidente del Civ di via XX Settembre, che lega la discussione sul Palasport agli effetti che un nuovo grande attrattore commerciale potrebbe avere sul cuore dello shopping cittadino e sul centro storico. «I negozi del centro rappresentano il cuore pulsante dell’economia locale e un presidio fondamentale di socialità e sicurezza», afferma Ilaria Natoli. «Il tessuto commerciale tradizionale sarà già messo alla prova dall’impatto del nuovo polo previsto al Palasport. L’ingresso di grandi operatori del fast fashion o della distribuzione generalista rischierebbe di drenare flussi vitali dalle vie dello shopping e dal centro storico, innescando un processo di desertificazione commerciale che Genova non può permettersi».

Nel comunicato, la posizione viene rafforzata anche da Confcommercio Genova, guidata da Alessandro Cavo, insieme ai rappresentanti dei Civ del centro, che parlano di una visione sbilanciata a favore della grande distribuzione e dannosa per il commercio di prossimità. «È il momento di dire basta a una visione che continua a privilegiare la grande distribuzione a scapito del commercio di prossimità», sostengono congiuntamente i rappresentanti dei Civ del centro e Confcommercio Genova. «Il centro cittadino ha bisogno di investimenti capaci di attrarre persone e valorizzare il tessuto esistente, non di nuove polarità commerciali che spostino altrove i flussi saturando un mercato già fragile. Chiediamo che l’amministrazione mantenga una linea chiara e coerente: il Palasport resti fedele alla sua destinazione a servizi e sport, senza trasformarsi in un’ulteriore minaccia per i piccoli imprenditori locali».

La richiesta finale è quella di aprire subito un confronto con le istituzioni, nella convinzione che lo sviluppo della città debba passare dalla valorizzazione di ciò che già esiste e non dalla sua sostituzione. In altre parole, per Confcommercio e Civ del centro l’eventuale approdo di un colosso come Primark al Palasport non sarebbe soltanto una novità commerciale, ma un cambio di impostazione urbana che rischierebbe di spostare equilibri, flussi e consumi in una città dove il commercio tradizionale chiede invece stabilità e tutele.


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