Cultura - Sindacale 

Musei al limite, i sindacati alzano il livello dello scontro: presidio a Palazzo Reale e rischio sciopero

Fp Cgil Genova e Usb Pi Liguria: «Dopo oltre un mese di silenzio, nuova mobilitazione dei lavoratori della cultura». Nel mirino carenze di personale, appalti esterni, carichi di lavoro pesanti e sedi giudicate non adeguate

Nessun passo avanti, nessuna risposta concreta e una tensione che ora rischia di trasformarsi in stato di agitazione e perfino in sciopero. È il quadro tracciato da Funzione pubblica Cgil Genova e Unione sindacale di base pubblico impiego Liguria, che annunciano per martedì 17 marzo 2026 alle 12.30 un nuovo presidio davanti a Palazzo Reale, all’ingresso principale di via Balbi 10, per riportare al centro dell’attenzione la situazione dei luoghi della cultura genovesi e liguri.

Secondo le sigle sindacali, a oltre un mese dal presidio del primo febbraio l’amministrazione non avrebbe fornito risposte alle richieste avanzate dal personale. La situazione, spiegano, resterebbe pesante in molti siti culturali del territorio, dove gli organici risultano ridotti in misura compresa tra il 35 e il 50 per cento, mentre continuano a pesare esternalizzazioni, carichi di lavoro ritenuti non più sostenibili e infrastrutture considerate inadeguate. Un quadro che, sempre secondo i sindacati, starebbe mettendo sotto pressione i lavoratori e rendendo sempre più difficile garantire aperture regolari dei musei e adeguati livelli di tutela del patrimonio.

Per questo motivo Funzione pubblica Cgil e Unione sindacale di base pubblico impiego spiegano di essere al lavoro per valutare l’avvio delle procedure che potrebbero portare allo stato di agitazione e, in un secondo momento, anche allo sciopero. Il presidio di oggi viene presentato come un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori, pensata per sensibilizzare la cittadinanza e fare il punto sulla mobilitazione, con un appello rivolto anche alle Rappresentanze sindacali unitarie dei luoghi della cultura genovesi e liguri perché sostengano questa fase della vertenza.

Tra le richieste avanzate dai sindacati ci sono assunzioni rapide e numericamente adeguate per affrontare la cronica carenza di personale, lo stop alle esternalizzazioni e al ricorso ai volontari in sostituzione del lavoro pubblico, il rispetto degli istituti contrattuali a partire da turnazioni, diritto alle 35 ore, riposi, ferie e lavoro agile, oltre a investimenti su infrastrutture, sicurezza e condizioni di lavoro. «Il 17 marzo torniamo davanti a Palazzo Reale. Il patrimonio culturale pubblico si difende con il lavoro stabile, dignitoso e sicuro. Se l’Amministrazione continua a ignorare le nostre istanze, siamo pronti ad attivare tutte le procedure previste, a partire dallo stato di agitazione fino allo sciopero», affermano Funzione pubblica Cgil Genova e Unione sindacale di base pubblico impiego Liguria.


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