Liguria, allarme medici di famiglia: ne mancano 116 e altri 215 andranno in pensione entro il 2028

Il quadro tracciato dalla Fondazione Gimbe segnala una carenza già concreta e destinata a pesare ancora di più nei prossimi anni: in cinque anni i medici di medicina generale sono diminuiti del 15,1 per cento e i nuovi candidati non bastano a coprire i posti disponibili

La medicina di base in Liguria continua a perdere pezzi e il problema, anziché ridursi, rischia di allargarsi nel giro di pochi anni. A mettere in fila i numeri è la Fondazione Gimbe, che in un’analisi dedicata agli equilibri del servizio sanitario nazionale segnala come, al primo gennaio 2025, nella regione manchino 116 medici di medicina generale per arrivare al rapporto ritenuto ottimale di un professionista ogni 1.200 assistiti.
Il dato racconta una difficoltà che molti cittadini percepiscono già nella vita di tutti i giorni, tra studi sovraccarichi, liste di assistiti molto ampie e sempre maggiore fatica nel trovare un nuovo medico disponibile. In Liguria, infatti, ciascun medico di famiglia segue mediamente 1.345 persone. Il valore è più basso rispetto alla media italiana, che è di 1.383 assistiti per professionista, ma resta comunque sopra la soglia considerata più equilibrata per garantire una presa in carico efficace sul territorio.
A pesare è soprattutto la tendenza degli ultimi anni. Tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di famiglia liguri si è ridotto del 15,1 per cento, un calo leggermente più accentuato rispetto a quello registrato a livello nazionale, dove la flessione si è fermata al 14,1 per cento. Il punto, quindi, non è soltanto la carenza attuale, ma la progressiva contrazione di una figura centrale per la sanità di prossimità.
Lo scenario diventa ancora più delicato guardando avanti. Entro il 2028, infatti, in Liguria ben 215 medici raggiungeranno i 70 anni, età che coincide con l’uscita dal servizio. Questo significa che, senza un ricambio adeguato, il sistema potrebbe trovarsi davanti a una nuova e più severa riduzione degli organici.
Nemmeno la formazione, almeno per ora, sembra offrire segnali abbastanza incoraggianti. Nel 2025, sul territorio ligure, i candidati al concorso nazionale per il corso specifico in medicina generale sono stati meno delle borse disponibili: undici in meno, con uno scarto negativo del 18 per cento. Un risultato che contrasta con il quadro nazionale, dove invece le domande risultano superiori ai posti finanziati del 26 per cento.
Mettendo insieme questi elementi, emerge un quadro chiaro: la Liguria deve fare i conti con una presenza insufficiente di medici di famiglia, con un numero importante di pensionamenti alle porte e con una capacità di attrarre nuovi professionisti che oggi non basta a compensare le uscite. Ed è proprio qui che si gioca uno dei passaggi più delicati per il futuro dell’assistenza territoriale, soprattutto in una regione con una popolazione anziana e con un forte bisogno di continuità nelle cure.
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