Bonjour si ferma, l’allarme di Flai Cgil: «Genova rischia di perdere un altro pezzo della sua storia»

La sospensione della produzione nello stabilimento del Campasso riaccende i timori sul futuro del polo dolciario cittadino: al centro ci sono i posti di lavoro, le professionalità costruite negli anni e il destino di un marchio storico

La sospensione della produzione nello stabilimento Bonjour del Campasso non viene letta da Flai Cgil come una semplice vicenda aziendale, ma come un campanello d’allarme che riguarda l’intero tessuto produttivo genovese e, in particolare, il comparto dolciario cittadino. Per il sindacato, il silenzio calato sulla storica fabbrica di Sampierdarena rischia di trasformarsi nell’ennesima perdita di competenze, professionalità e valore umano per il territorio, con conseguenze che andrebbero ben oltre i cancelli dell’azienda.
A rilanciare la preoccupazione è Laura Tosetti, segretaria generale di Flai Cgil Genova, che ricorda come già nel luglio del 2024 il sindacato avesse acceso i riflettori sulla situazione vissuta dalle lavoratrici di Buffa, chiedendo un intervento delle istituzioni a tutela dei posti di lavoro e della presenza industriale. Secondo quanto ricostruito da Flai Cgil, Bonjour, alla fine del 2024, aveva assorbito soltanto una lavoratrice di Buffa, destinandola allo storico negozio di via Frugoni, un passaggio che non aveva certo risolto le criticità aperte nel settore.
Il sindacato sottolinea che al centro di questa nuova fase di incertezza ci sono прежде di tutto le lavoratrici e i lavoratori Bonjour, cioè le persone che negli anni hanno contribuito a costruire la qualità e la reputazione di un marchio che ha accompagnato tre generazioni di genovesi. Per Flai Cgil, la stabilità occupazionale e la tutela della professionalità di chi lavora nello stabilimento devono restare il punto fermo di qualsiasi ipotesi di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale. Da qui nasce la forte preoccupazione per il destino della fabbrica, anche alla luce della recente acquisizione della cioccolateria Buffa di via Frugoni, che aveva alimentato aspettative di rilancio e di consolidamento produttivo.
Flai Cgil chiede ora con forza un incontro urgente con le associazioni di categoria e con le istituzioni locali, per avere un quadro chiaro della situazione e per evitare che il marchio Bonjour venga progressivamente svuotato del suo valore produttivo. L’obiettivo dichiarato è aprire un confronto vero che metta al centro la continuità aziendale e la salvaguardia dei livelli occupazionali, nella convinzione che la fabbrica del Campasso rappresenti anche un presidio sociale fondamentale per il quartiere e per la città.
Nel ragionamento del sindacato, un’eventuale chiusura non sarebbe soltanto la fine di una produzione storica, ma un impoverimento ulteriore e inaccettabile per Genova. «Genova non può assistere passivamente alla scomparsa delle sue eccellenze. Difendere la Bonjour significa difendere il lavoro, la storia e il futuro produttivo della nostra città», afferma Laura Tosetti, ribadendo la necessità di una risposta immediata e coordinata per impedire che un altro pezzo di identità industriale genovese venga disperso.
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