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A Staglieno, Genova celebra Mazzini e l’Unità nazionale: «La forza della democrazia sta nella pace, nel diritto e nei valori condivisi»

Alla cerimonia per il 165° anniversario dell’Unità d’Italia erano presenti istituzioni, studenti e autorità civili e militari. Con la sindaca Silvia Salis anche il ministro Paolo Zangrillo, nel segno della memoria di Giuseppe Mazzini e dei principi di libertà e giustizia

Genova ha celebrato a Staglieno la Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera scegliendo ancora una volta il luogo che custodisce le spoglie di Giuseppe Mazzini, figura centrale del Risorgimento e della storia politica italiana. La ricorrenza, inserita nel programma delle Giornate Mazziniane, ha coinciso con il 165° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia e ha richiamato rappresentanti delle istituzioni civili e militari, associazioni, cittadini e studenti dell’istituto Montesignano, trasformando la commemorazione in un momento pubblico di riflessione sul significato dell’unità del Paese e sull’eredità lasciata dal patriota genovese.

Alla cerimonia ha preso parte anche il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che nel suo intervento ha richiamato il valore della memoria storica in una fase internazionale segnata da tensioni e conflitti, sottolineando come il richiamo a Mazzini e all’idea di patria resti un riferimento importante per leggere il presente e guardare al futuro con responsabilità. Il ministro ha insistito anche sul dovere delle istituzioni di creare le condizioni perché i giovani possano contribuire alla crescita del Paese attraverso partecipazione, democrazia e impegno civile.

Nel corso della mattinata sono intervenuti anche la sindaca di Genova Silvia Salis, il consigliere delegato al Servizio idrico integrato della Città Metropolitana Giovanni Stagnaro e il presidente dell’Associazione mazziniana italiana Michele Finelli. Proprio la sindaca ha legato il significato della cerimonia non solo alla memoria nazionale, ma anche a una dimensione personale e concreta del senso di appartenenza. «Celebrare a Staglieno la Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera significa ricordare che l’unità del Paese è una responsabilità da rinnovare ogni giorno nei valori della libertà, della giustizia, della partecipazione e del rispetto delle istituzioni», ha dichiarato Silvia Salis.

La sindaca ha poi sottolineato il peso simbolico del luogo scelto per la commemorazione, spiegando che «farlo nel luogo che custodisce la memoria di Giuseppe Mazzini dà a questa ricorrenza un significato ancora più profondo. Mazzini ci ha lasciato un’idea alta ed esigente dell’Italia: una comunità fondata su coscienza civica, diritti e doveri condivisi». Nel suo intervento Silvia Salis ha voluto anche collegare il valore dell’inno e della bandiera alla propria esperienza personale, aggiungendo che «questa giornata ha anche un valore personale, perché da atleta della Nazionale e nel mio impegno istituzionale al Comitato olimpico nazionale italiano ho imparato che inno e bandiera sono simboli concreti di appartenenza, responsabilità e rispetto».

Il passaggio finale del discorso della sindaca si è concentrato sul tempo presente e sul contesto internazionale. «In un tempo segnato da guerre e tensioni internazionali, ricordare tutto questo significa ribadire che la forza di una democrazia sta nella pace, nel diritto e nella capacità di tenere insieme una comunità attorno ai suoi valori più profondi», ha detto Silvia Salis, riportando il senso più attuale di una ricorrenza nata per rafforzare il legame tra cittadini e simboli della Repubblica.

La giornata si è chiusa con l’esecuzione dell’Inno di Mameli da parte della Filarmonica Sestrese, in un’atmosfera che ha unito memoria civile e partecipazione pubblica. Il messaggio emerso dalla cerimonia è stato chiaro: il Risorgimento non va custodito soltanto come ricordo, ma come patrimonio vivo da trasmettere alle nuove generazioni, perché l’idea di un’Italia fondata su libertà, giustizia e responsabilità continui a parlare anche al presente.


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