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Cravasco, 81 anni dopo l’eccidio il ricordo dei 17 martiri fucilati dai nazifascisti

Cerimonia questa mattina a Campomorone per una delle pagine più drammatiche della Resistenza ligure. Presenti istituzioni, associazioni e cittadini nel nome della memoria e dei valori di libertà e democrazia

Una comunità raccolta nel silenzio, nella memoria e nel dovere del ricordo. Questa mattina a Cravasco, nel Comune di Campomorone, si è svolta la cerimonia per l’81esimo anniversario dell’Eccidio di Cravasco, una delle rappresaglie nazifasciste più feroci consumate in Liguria negli ultimi mesi della guerra.

L’iniziativa, promossa dal Comitato permanente della Resistenza della Provincia di Genova insieme al Comune di Campomorone, ha riportato al centro una ferita ancora viva nella memoria collettiva del territorio. A essere ricordati sono stati i 17 martiri fucilati il 23 marzo 1945 nei pressi del cimitero del paese, in una strage che resta uno dei simboli più duri della brutalità della repressione nazifascista.

L’eccidio maturò all’indomani di uno scontro tra la Brigata Balilla partigiana e un reparto di militari tedeschi, episodio nel quale persero la vita nove soldati dell’esercito occupante. La risposta fu la rappresaglia. Venti detenuti politici vennero prelevati dal carcere di Marassi e portati a Cravasco per essere uccisi. Di quei venti uomini, diciassette furono fucilati, due riuscirono a fuggire durante il trasferimento e uno, Arrigo Diodati, sopravvisse miracolosamente all’esecuzione.

La commemorazione si è aperta con la messa in suffragio dei caduti, seguita dalla deposizione delle corone d’alloro davanti al monumento commemorativo e quindi dagli interventi istituzionali. Alla cerimonia hanno preso parte il presidente dell’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea Mino Ronzitti, il sindaco di Campomorone e consigliere metropolitano delegato Giancarlo Campora e il vicesindaco del Comune di Genova Alessandro Terrile.

Presente anche la Città metropolitana di Genova con il gonfalone dell’ente, accompagnato dal presidente della Prima commissione consiliare metropolitana Claudio Chiarotti, che ha ricordato il significato profondo della ricorrenza: «La memoria di Cravasco appartiene a tutta la nostra comunità. Ricordare quei diciassette uomini significa rinnovare ogni giorno l’impegno per difendere i valori della libertà e della democrazia».

Cravasco, ancora oggi, non è soltanto un luogo della memoria. È una pagina di storia che continua a interrogare il presente e a chiedere responsabilità, coscienza e consapevolezza. Nel nome di quei diciassette uomini, la cerimonia di questa mattina ha rinnovato un messaggio netto: la memoria non è un rito vuoto, ma un passaggio essenziale per difendere ogni giorno la democrazia conquistata anche grazie al sacrificio di chi non tornò.


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