Magliette e gadget sequestrati, arriva la replica del Genoa Calcio Femminile 1999: «Accuse infamanti, difenderemo nome e marchio»

Dopo il maxi sequestro della Guardia di Finanza annunciato ieri, interviene la società di calcio femminile con una nota firmata dal legale: il club rivendica la piena legittimità del proprio marchio storico e annuncia battaglia per tutelare la propria immagine

Si aggiunge dunque un nuovo capitolo alla vicenda pubblicata ieri, quella del sequestro di presunto materiale contraffatto legato al Genoa Cricket and Football Club e al Genoa Calcio Femminile. Dopo la notizia dell’inchiesta e delle due denunce, infatti, è arrivata una nota stampa per conto del Genoa Calcio Femminile 1999 Associazione sportiva dilettantistica, nella quale la società prende posizione e respinge con forza il quadro emerso nelle ultime ore.
Ieri la guardia di Finanza aveva reso noto di aver denunciato due imprenditori genovesi nell’ambito di un’indagine su presunta contraffazione legata al mondo rossoblù. Secondo gli investigatori, i due avrebbero riprodotto senza autorizzazione i marchi del Genoa Cricket and Football Club mettendo in vendita etichette, gadget e capi di abbigliamento con il grifone. Durante le perquisizioni erano stati sequestrati migliaia di prodotti ed etichette ritenuti falsi, oltre a macchinari e altro materiale pronto per essere marchiato.
Nel documento, firmato dall’avvocata Rachele Selvaggia De Stefanis, viene precisato che il Genoa Calcio Femminile 1999 utilizza il proprio storico marchio rossoblù con il grifone sin dalla fondazione dell’associazione, avvenuta nel 1999. La società sostiene che quel segno distintivo sia stato regolarmente depositato presso la Federazione italiana giuoco calcio e il Comitato olimpico nazionale italiano per lo svolgimento dell’attività sportiva agonistica e aggiunge che il marchio sarebbe stato anche registrato, senza che nel corso del tempo siano state presentate opposizioni o contestazioni.
Nella nota interviene anche il presidente Raffaele Macrì, che rivendica la storia della società e il radicamento costruito in oltre venticinque anni di attività nel calcio femminile giovanile genovese. Il presidente parla apertamente di accuse “infamanti” e assicura che la società farà tutto il possibile per difendersi e per tutelare ciò che è stato costruito in ventisette anni di attività. Nello stesso passaggio viene anche ricordata la collaborazione avuta negli anni con il Genoa Cricket and Football Club, anche attraverso cessioni o prestiti di tesserini di atlete e l’organizzazione di partite amichevoli tra le due realtà.
La posizione dell’avvocata Rachele Selvaggia De Stefanis è altrettanto netta. Nella nota la legale spiega di conoscere bene la realtà sportiva del Genoa Calcio Femminile 1999, anche per averne vestito la maglia in passato, e si dice convinta che in breve tempo potrà essere dimostrata l’infondatezza delle accuse. Sottolinea inoltre che il nome e il marchio del club sarebbero noti da tempo in città e distinti da quelli del Genoa Cricket and Football Club, aggiungendo che la società avrebbe sempre prestato attenzione all’utilizzo dei propri segni distintivi nella promozione dell’attività.
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