Cento pestaioli da tutto il mondo tornano a Genova: il Campionato mondiale di pesto prepara l’edizione della svolta

Sabato 21 marzo 2026 Palazzo Ducale ospiterà l’undicesima edizione del Campionato mondiale di pesto genovese al mortaio. Iscrizioni aperte dal 10 dicembre, cento concorrenti in gara, eventi collaterali, iniziative per famiglie e una nuova attenzione anche alla cultura del cibo con il debutto del Premio Pietro Cheli

Genova si prepara ad accogliere una delle manifestazioni più identitarie e spettacolari legate alla sua tradizione gastronomica. Sabato 21 marzo 2026, nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, andrà in scena l’undicesima edizione del Campionato mondiale di pesto genovese al mortaio, appuntamento che da anni richiama in città concorrenti, appassionati e curiosi da ogni parte del mondo e che, edizione dopo edizione, si è trasformato in uno dei grandi strumenti di promozione dell’immagine della Liguria e della sua cucina.
La formula resta quella che ha reso celebre il campionato ben oltre i confini regionali: saranno cento i “pestaioli” ammessi alla sfida, con concorrenti in arrivo da mezzo mondo per contendersi il titolo di campione del mondo di pesto genovese al mortaio. Ventotto parteciperanno di diritto, forti della vittoria nelle selezioni organizzate negli ultimi due anni in Italia e all’estero, tra Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti e Canada. Tutti gli altri potranno iscriversi attraverso il modulo online sul sito ufficiale della manifestazione, con apertura fissata alla mezzanotte del 10 dicembre 2025.
La competizione si svilupperà secondo il format ormai consolidato. Al mattino i partecipanti saranno suddivisi in batterie da dieci e valutati da una giuria composta da trenta esperti tra gourmet, operatori e opinion leader del settore. Nel pomeriggio arriverà il momento più atteso, la sfida finale che porterà all’incoronazione del nuovo campione del mondo. Una gara, ma anche una celebrazione collettiva del pesto fatto secondo tradizione, preparato nel mortaio e legato a una precisa idea di cultura materiale, memoria e valorizzazione delle materie prime.
Il campionato, del resto, viene presentato come una grande festa prima ancora che come una semplice competizione. Attorno alla gara ruota infatti un fitto programma di iniziative collaterali che da quasi vent’anni accompagna la manifestazione e ne allarga il significato ben oltre il gesto tecnico della preparazione del pesto. Sul versante culturale torna “Pesto da leggere”, il premio letterario dedicato alle pubblicazioni sulla cucina italiana e internazionale e alla saggistica enogastronomica, nato in memoria di Pietro Cheli, giornalista culturale genovese e storico giudice del campionato. Accanto a questo spazio troveranno posto anche “Fumetti al Pesto”, concorso rivolto ai giovani illustratori organizzato da Genoa Comics Academy, la tradizionale mostra degli antichi mortai delle famiglie genovesi, i “mortai della pace”, le visite alle botteghe dell’artigianato artistico del centro storico curate da Confartigianato e il percorso tematico “Pesto&Rolli” in alcuni palazzi storici.
Ampio spazio sarà riservato anche ai bambini e alle famiglie. È già previsto infatti il campionato non competitivo dedicato ai più piccoli, curato dal Consorzio del Basilico Genovese a denominazione di origine protetta, mentre il Coro Lollipop accompagnerà con l’inno del campionato l’avvio ufficiale della manifestazione. Nel Minor Consiglio saranno invece allestiti gli angoli informativi dedicati alle denominazioni di origine protetta liguri e lo scaffale aggiornato dei “pesti sbagliati”, uno spazio ormai diventato una piccola curiosità dentro il programma del campionato.
Tra le novità di questa edizione c’è anche una spinta sempre più evidente verso ricerca, innovazione e contaminazione culturale, senza però perdere il legame con la tradizione. Tra i progetti in studio vengono citati una ricerca scientifica dell’Istituto italiano di tecnologia per portare il pesto nello spazio, dal titolo “Odissea del Basilico”, e un originale abbinamento tra pesto e tè, ribattezzato “Beato Tè”. Innovativo anche il gadget dell’edizione 2026, una confezione di biscotti salati al basilico battezzati “I pestelli genovesi”, messi a punto con il contributo di esperti nutrizionisti. Fuori campionato si muoveranno invece la “settimana dei ristoratori liguri” e il concorso per la miglior vetrina dedicata alla tradizione del pesto al mortaio, promosso dai commercianti genovesi.
Il programma comincerà già il giorno prima della gara. Nel pomeriggio di venerdì 20 marzo, nella sala conferenze della Regione Liguria in piazza De Ferrari, sono in calendario letture, conversazioni e lezioni last minute di pesto al mortaio rivolte ai concorrenti arrivati da fuori città e ai giovani che vogliono imparare. La chiusura, come da tradizione, arriverà la sera di sabato 21 marzo dopo la proclamazione del vincitore e l’assegnazione della targa al concorrente giunto da più lontano, riconoscimento curato dall’associazione culturale “A Compagna”. A suggellare la manifestazione sarà il tradizionale “Pesto Party”, con piatti e interpretazioni della cucina ligure preparati dai ristoratori di “Genova Gourmet”.
Dietro l’evento c’è anche una precisa strategia di promozione del territorio. Il Campionato di pesto è infatti un marchio della Camera di commercio di Genova e viene indicato come uno dei tasselli fondamentali di quel racconto che lega la Liguria, nell’immaginario di chi arriva da fuori, alla qualità della vita, alla bellezza dei palazzi e soprattutto alla raffinatezza della cucina. In questo quadro il campionato, nato nel 2007, viene descritto come uno strumento capace di difendere l’identità ligure e di esaltare qualità e origine dei prodotti impiegati, facendo del pesto un vero ambasciatore internazionale della città e della regione.
A sottolineare il valore della manifestazione è il presidente della Camera di commercio di Genova, Luigi Attanasio, che rivendica la continuità di un appuntamento capace di portare il nome di Genova in tutto il mondo e di rafforzarne l’identità, ma anche di internazionalizzare uno dei punti di forza dell’export del territorio. Luigi Attanasio mette l’accento soprattutto sulla novità del concorso letterario, spiegando che il racconto del cibo è ormai parte della quotidianità e che l’idea del premio è valorizzare autori che scelgono di studiare e raccontare, più che promuovere prodotti o orientare consumi.
Anche il consigliere delegato allo Sviluppo economico della Regione Liguria, Alessio Piana, conferma il sostegno dell’ente alla manifestazione, inserita nel piano delle iniziative promozionali regionali, e parla del pesto come di un autentico ambasciatore della Liguria, capace di attirare attenzione internazionale non solo sulla cucina ma anche sull’innovazione collegata alle tipicità locali. Sulla stessa linea l’assessora al commercio del Comune di Genova Tiziana Beghin, che descrive il campionato come uno degli eventi più attesi dell’anno e come un momento di incontro, scambio, sperimentazione e rilancio della tradizione capace di dare lustro alla città.
A tirare le fila è poi Roberto Panizza, presidente dell’Associazione culturale Palatifini e direttore del Campionato mondiale di pesto genovese al mortaio, che definisce questa undicesima edizione “quella della svolta, della maturità”. Per Roberto Panizza il campionato è ormai diventato un punto di riferimento nazionale e internazionale nella comunicazione del cibo, con numerose filiazioni nate in tutto il territorio, un successo che da un lato onora gli organizzatori e dall’altro li responsabilizza ancora di più nel compito di promuovere la cultura materiale legata al cibo.
Premio Cheli
Accanto al campionato debutta quest’anno il Premio letterario Pietro Cheli – Pesto da leggere, dedicato alla saggistica food e intitolato al giornalista genovese Pietro Cheli. Alla prima edizione hanno partecipato 17 case editrici con 29 titoli e la giuria ha selezionato cinque finalisti: “Sogni di zenzero. Storie e ricette fra il Senegal e la Sicilia” di Mareme Cisse e Lidia Tilotta, “L’Integrale Sacro” del collettivo, “Cucina aperta” di Tommaso Melilli, “Geografia del gusto. Un viaggio in Italia tra i paesaggi del cibo” di Massimo Montanari e “Made in Korea. Dalle origini al K-pop” di Noemi Pelagalli. La presentazione del premio e della shortlist è in programma venerdì 20 marzo alle 16.45 nella sala della Trasparenza della Regione Liguria, mentre la premiazione si terrà il 21 marzo durante la finale del campionato. Al vincitore andranno un mortaio e mille euro, ai secondi e terzi classificati un mortaio e 500 euro ciascuno, mentre quarto e quinto riceveranno un mortaio.
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