Street Lab, Confesercenti alza il muro: «Subito lo stop al progetto»

L’associazione di categoria punta il dito contro impatto sul commercio, logistica e mancato confronto con il territorio. Depositata anche una petizione con oltre 400 firme, mentre cinque aziende hanno presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale

Confesercenti torna all’attacco sul progetto Street Lab e chiede che venga fermato subito. A rilanciare la posizione dell’associazione è il vicepresidente Alessandro Simone, che in una nota mette in fila una serie di criticità emerse, secondo quanto riferito, dall’accesso agli atti e dalle interlocuzioni avute negli ultimi mesi con il Comune. Al centro della contestazione ci sono soprattutto gli effetti che l’intervento avrebbe avuto sulla vita economica della zona, tra accessibilità modificata, viabilità cambiata e nuove difficoltà nelle operazioni di carico e scarico.
Secondo Confesercenti, uno degli aspetti più delicati riguarda proprio l’assenza di una valutazione preventiva dell’impatto sul commercio e sulla logistica. Un passaggio che l’associazione considera decisivo, soprattutto quando si interviene in contesti dove operano molte attività e dove la regolarità delle consegne e degli approvvigionamenti rappresenta una parte essenziale del lavoro quotidiano. Nella lettura di Confesercenti, sarebbe mancato insomma un approfondimento concreto sulle ricadute che un simile cambiamento avrebbe potuto avere su negozi, imprese e operatori della zona.
Nel mirino finisce anche il percorso di confronto con il territorio. Confesercenti sostiene infatti che, dopo gli annunci di una fase di verifica con l’amministrazione, non ci sia stato uno spazio reale per portare all’attenzione del Comune dati, rilievi e segnalazioni legate al calo delle vendite che diverse imprese starebbero registrando. Un passaggio che, nella posizione espressa dall’associazione, avrebbe impedito un vero contraddittorio su ciò che sta accadendo dopo l’avvio del progetto.
A pesare, secondo Alessandro Simone, sono anche i numeri raccolti nelle ultime settimane. La petizione a favore della riapertura della strada avrebbe superato le 400 firme e tra queste ci sarebbero anche 70 aziende che si sono espresse in modo netto contro l’attuale assetto. Il documento è stato depositato in Municipio, ma Confesercenti lamenta di non avere ancora ricevuto alcun riscontro.
C’è poi un altro punto che l’associazione considera rilevante e che riguarda la realizzazione concreta dell’intervento. Sempre secondo quanto sostenuto nella nota, esisterebbe una difformità rispetto al progetto iniziale, che prevedeva un accesso da via Scaniglia e che, allo stato attuale, non risulterebbe attuato secondo quanto programmato. Un elemento che si aggiunge al ricorso al Tribunale amministrativo regionale già presentato da cinque aziende, indicato da Confesercenti come il segnale più evidente del disagio che sta attraversando il tessuto economico locale.
Nel ragionamento dell’associazione entra anche il precedente di un’altra porzione del progetto Street Lab, il cosiddetto Pedibus, nel frattempo archiviato. Un passaggio che, nella lettura di Confesercenti, confermerebbe i limiti di una progettazione ritenuta poco aderente alle caratteristiche concrete dell’area e alle esigenze di chi la vive e ci lavora ogni giorno.
Per questo la richiesta finale è netta: sospendere immediatamente anche questa parte del progetto, aprire una verifica approfondita sugli effetti prodotti fin qui e avviare un confronto vero con il territorio. L’obiettivo, sottolinea Alessandro Simone, dovrebbe essere quello di trovare un punto di equilibrio tra qualità urbana, organizzazione della logistica e tutela delle attività economiche che tengono vivo il quartiere ogni giorno.
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