I librai non vogliono tornare nella sede storica di Galleria Mazzini e minacciano di non allestire la Fiera del Libro

Finiti i lavori nella galleria a causa dei quali erano stati spostati, già per l’appuntamento di Natale erano tornati nel luogo in cui la fiera è nata nel 1926. L’obiettivo dei commercianti, ora, è quello di restare in piazza Matteotti per ragioni “di cassa” e per sfruttare l’attrazione che eserciterà la mostra dedicata a Van Dyck. Nonostante gli sia stato significativamente ridotto dal Comune il tributo di occupazione suolo, vogliono tornare a coprire con due enormi capannoni (in passato sempre pagati dal Comune) la facciata di Palazzo Ducale (con l’accesso alle sale del Sottoporticato del Munizioniere) e non accettano sistemazioni alternative


I librai parlano di «ragioni che ancora nessuno ha capito» per le quali, il Comune non vuole concedere «il tradizionale spazio in piazza Matteotti». Lo spazio, in realtà, non è “tradizionale”, è la sistemazione momentanea concessa dal Comune negli ultimi anni, quando nella sede storica e veramente tradizionale, quella di Galleria Mazzini, c’erano i lavori di restauro. Le ragioni sono quelle del decoro urbano e delle vive contestazioni di tanti genovesi all’intensa occupazione della piazza concessa dalla precedente amministrazione, quella di mille chioschi oltre ai veri e propri capannoni dei librai e che, insieme alle auto che l’hanno trasformata in un parcheggio, le hanno tolto il decoro che spetterebbe a uno scenario storico e urbanistico di grande valore e che in altre città è da sempre garantito.

Per quanto riguarda i mercati, allo stato attuale vi si svolgono solo quelli delle concessioni “lunghe” firmate dalla passata amministrazione, come quello dei produttori agricoli. Negli ultimi anni si era arrivati ad allestire anche tre fiere alla volta, tutte con chioschi diversi. Col risultato che lo scenario offerto da Palazzo Ducale e dalla Chiesa del Gesù (dove sono custoditi anche preziosi Rubens) risultava costantemente coperto da bancarelle soprattutto, ma non solo, nei fine settimana. Per essere chiari, davanti al Palazzo Ducale di Venezia non sono concessi banchi commerciali e l’area è protetta e dedicata alla visita monumentale. Qui a Genova, invece, l’area analoga è stata trasformata dall’amministrazione Bucci in un’eterna fiera.
L’orientamento di questa amministrazione è quello di ascoltare l’ondata di richieste giunte dai tanti genovesi che criticano la trasformazione della piazza effettuata dalla passata amministrazione in un parcheggio e in una eterna e disordinata area destinata al commercio ambulante.
Negli anni scorsi la storica piazza Matteotti ha ospitato ogni genere di fiera e mercato, arrivando anche ad ospitarne tre alla volta, tutte con allestimenti differenti. Piazza Matteotti è una piazza monumentale, con una grandiosa scena architettonica alle spalle. E lì gli allestimenti della Fiera del libro non sono mai stati le graziose bancarelle di Galleria Mazzini, ma veri e propri capannoni coperti da teloni di plastica che, tra l’altro, dalla strada, in prospettiva, coprono buona parte della vista della facciata, compresi gli accessi alle mostre di Palazzo Ducale che si svolgono nel Munizioniere e nel Sottoporticato. Tra l’altro, i capannoni sono sempre stati pagati dal Comune, quindi dalla collettività.
I librai minacciano che o verranno soddisfatti o rinunceranno all’evento. Non accettano Galleria Mazzini (appunto, la sede storica in occasione del centenario che cade proprio quest’anno) e nemmeno, secondo l’assessora Tiziana Beghin, vogliono valutare le piazze che il Comune sta lavorando per proporre. «Le ultime mediazioni e tentativi di convincere il Comune interlocutore sono andati a vuoto», dicono. Ma è evidente che difficilmente può esserci mediazione di fronte al rifiuto di ogni alternativa proposta.
L’assessora al Commercio, Tiziana Beghin, spiega di aver «ridotto significativamente il tributo di occupazione del suolo pubblico» in Galleria Mazzini e che i librai non solo «non voglio andarci», ma non sono disposti a «valutare alternative ai capannoni in piazza Matteotti».
Ora i librai provano a forzare con un comunicato ai media che punta a sollecitare la pancia dell’opinione pubblica, parlano di iniziative benefiche effettuate e di altre di animazione culturale e pongono l’aut aut: o piazza Mattotti o niente. L’unica alternativa proposta è quella di Largo Pertini, ugualmente monumentale e inibita per lo stesso motivo di Matteotti.
AGGIORNAMENTO – A scanso di equivoci, pubblichiamo per intero qui sotto il comunicato dei librai e ribadiamo che l’assessora Tiziana Beghin ha dichiarato che è stata «ridotta significativamente l’occupazione suolo pubblico (per Galleria Mazzini n. d. r.). Ma i librai non vogliono andare e nemmeno valutare alternative a quel capannone di plastica bianca», capannone che, per le passate edizioni, «pagava il Comune». Inoltre aggiunge che «Ora stiamo provando a sondare piazze alternative e i librai lo sanno».
Sotto: il comunicato dei librai sulla base del quale è stato scritto l’articolo.

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