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Accoltellamento in centro, scontro politico tra Silvia Salis e Ilaria Cavo sul tema sicurezza

Dopo il ferimento del sedicenne in piazza Renato Negri, la deputata di Noi Moderati contesta la linea della sindaca. Al centro del confronto ci sono le parole con cui Silvia Salis ha chiesto più interventi dello Stato, parlando di episodi troppo frequenti, disagio giovanile e necessità di un cambio di passo

Sul nuovo episodio di violenza che ha visto un ragazzo di 16 anni finire accoltellato nel centro storico di Genova si accende anche lo scontro politico. A intervenire contro la sindaca Silvia Salis è Ilaria Cavo, deputata ligure, presidente del Consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo di NM-Orgoglio Genova in consiglio comunale, che contesta alla prima cittadina di continuare a spostare altrove il peso delle responsabilità invece di affrontare il tema della sicurezza come questione pienamente cittadina.

Nel mirino dell’esponente di Noi Moderati c’è soprattutto la linea espressa dalla sindaca dopo l’accoltellamento avvenuto nella notte in piazza Renato Negri, davanti al teatro della Tosse, dove il giovane è stato colpito alla schiena con diversi fendenti ed è stato poi trasportato in codice rosso all’ospedale San Martino. Proprio commentando questo episodio, Silvia Salis aveva spiegato che il Comune stava seguendo con estrema attenzione gli sviluppi fin dalle prime ore del mattino e aveva parlato di fatti che si stanno verificando con una frequenza allarmante.

La sindaca aveva anche ricordato che la polizia locale ha già rafforzato la propria azione grazie al nuovo piano per la sicurezza urbana in fase di attuazione, ma aveva aggiunto che i Comuni non possono essere lasciati soli. Nel suo ragionamento, il nodo non è soltanto repressivo. Silvia Salis sostiene infatti che dietro episodi come questo emerga un disagio giovanile sempre più profondo, capace di coinvolgere fasce d’età sempre più basse, e che servano quindi risposte più ampie della sola emergenza. Per questo aveva chiesto «un cambio di passo dello Stato» e «interventi strutturati che uniscano educazione e prevenzione a un controllo capillare e al presidio costante di tutto il territorio».

È proprio questa impostazione che Ilaria Cavo contesta frontalmente. La deputata afferma che Silvia Salis, di fronte ai problemi che emergono in città, cercherebbe sempre colpevoli esterni, addossando responsabilità ad altri e indicando soluzioni che dovrebbero essere applicate da soggetti diversi dal Comune. Secondo Cavo, Genova starebbe scivolando in una situazione di insicurezza sempre più grave, denunciata da cittadini e commercianti, e anche davanti all’ennesimo fatto di sangue che coinvolge giovanissimi la sindaca continuerebbe a chiamare in causa lo Stato invece di interrogarsi sull’efficacia delle proprie scelte.

L’esponente di NM-Orgoglio Genova entra poi nel merito delle parole che in passato la sindaca avrebbe speso su integrazione, prevenzione, confronto ed educazione come strumenti per contrastare la violenza, soprattutto tra i più giovani. Da qui la domanda politica che rivolge a Silvia Salis: quali misure concrete starebbe mettendo in campo il Comune per raggiungere questi obiettivi, senza limitarsi, secondo la sua lettura, a evocare competenze altrui o a chiamare in causa “quelli di prima”.

Le dichiarazioni di Cavo aggiungono così un nuovo tassello allo scontro già aperto attorno al tema sicurezza, diventato uno dei fronti più sensibili del dibattito politico genovese. Dopo l’accoltellamento del sedicenne, il confronto non riguarda più soltanto la ricostruzione dei fatti e la ricerca del responsabile, ma investe direttamente il ruolo dell’amministrazione comunale, la distribuzione delle competenze e la strategia con cui affrontare una violenza che, nel centro storico, continua ad alimentare allarme e tensione politica.


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