Garmin sequestrato per ricostruire lo schianto in riviera: la polizia locale cerca risposte sulla morte di Marcello Venanti

L’orologio sportivo del ciclista potrebbe aiutare a chiarire velocità e ultimi istanti dell’impatto con un mezzo pesante sulla strada provinciale 333, nell’entroterra di Recco. Sequestrati anche bici, camion e telefoni. Il conducente è risultato negativo ai test e nei prossimi giorni verrà disposta l’autopsia

Un possibile “testimone” silenzioso potrebbe essere rimasto al polso di Marcello Venanti fino all’ultimo: lo smartwatch Garmin che gli investigatori della polizia locale hanno sequestrato per provare a ricostruire con maggiore precisione la dinamica dello scontro tra la sua bicicletta e un mezzo pesante, costato la vita al ciclista di 48 anni lungo la strada provinciale 333 nel territorio di Recco. La speranza è che i dati registrati dal dispositivo, a partire dalla velocità e dalla traccia del movimento, consentano di aggiungere un elemento oggettivo a un quadro che, al momento, resta delicato da definire con certezza.
La tragedia si è consumata nella mattinata, con l’allarme scattato il 3 marzo scorso poco dopo le 12 e i soccorsi partiti in codice rosso: sul posto sono intervenute automedica e ambulanza, ma per Marcello Venanti non c’è stato nulla da fare. Le pattuglie hanno operato sul tratto interessato con la strada chiusa per permettere i rilievi e poi riaperta dopo le operazioni più urgenti, mentre la viabilità ha subito pesanti ripercussioni.
Gli accertamenti, coordinati dalla pubblica ministero Valentina Grosso, puntano ora a chiarire tempi, posizioni e manovre dei veicoli. Da una prima ricostruzione emersa nelle ore successive, il conducente del camion non avrebbe invaso la corsia opposta ed è risultato negativo ai test alcolemici e tossicologici; elementi che non chiudono l’inchiesta, ma la orientano verso una ricostruzione ancora più puntuale dei secondi che hanno preceduto l’impatto. Proprio per questo, oltre al Garmin, sono stati sequestrati anche il camion e la bicicletta, insieme ai telefoni del conducente del camion e del ciclista, per verificare eventuali fattori esterni e ricostruire in modo completo la sequenza.
Il punto in cui è avvenuto lo scontro rende il lavoro investigativo ancora più complesso: in quel tratto viene segnalata l’assenza della linea di mezzeria e non risulterebbero telecamere puntate direttamente sulla carreggiata, circostanza che aumenta il peso delle testimonianze e dei rilievi tecnici. In questo contesto l’analisi del dispositivo al polso di Marcello Venanti potrebbe diventare decisiva, perché capace di restituire parametri che non dipendono dalla memoria di chi ha visto o dal solo segno lasciato sull’asfalto.
Nei prossimi giorni verrà disposta l’autopsia e l’iscrizione del camionista nel registro degli indagati, come avviene in questi casi, servirà anche a garantirgli la possibilità di nominare un proprio consulente. Intanto, la famiglia e gli amici fanno i conti con una morte che ha colpito una persona descritta come un cicloamatore esperto, abituato a quel percorso. Marcello Venanti lascia la compagna e due figlie.
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