Leonardo, un miliardo di sterline per 23 AW149, Roberto Cingolani rilancia la sfida nel Regno Unito

Dopo l’assegnazione del contratto per 23 elicotteri da trasporto medio AW149, l’amministratore delegato di Leonardo rivendica il valore strategico del Regno Unito e annuncia un rafforzamento del sito di Yeovil, con nuovi investimenti e ricerca e sviluppo anche sugli elicotteri senza pilota

Il Regno Unito torna al centro della strategia industriale di Leonardo e lo fa con un ordine che pesa, in valore e in prospettiva, sul futuro del comparto elicotteristico. In un videomessaggio l’amministratore delegato e direttore generale Roberto Cingolani ha commentato l’assegnazione da parte del governo britannico di un contratto da 1 miliardo di sterline per la realizzazione di 23 elicotteri da trasporto medio AW149 destinati a essere prodotti a Yeovil, (cittadina del Somerset, nel Regno Unito) sottolineando come la commessa rappresenti un passaggio chiave per consolidare la presenza del gruppo nel Paese e rafforzare una partnership che viene definita storica.
Secondo Roberto Cingolani, il rinnovato impegno di Londra non è soltanto un investimento in mezzi e tecnologie, ma un segnale che incrocia più piani: l’occupazione sul territorio, la filiera industriale e la sicurezza nazionale, con l’obiettivo di dotare il Regno Unito di una capacità di elicotteri da trasporto medio “di livello mondiale” basata sulla piattaforma AW149. Il manager ha inoltre collegato il contratto alla volontà di ampliare le attività a Yeovil, indicando come la prospettiva non si esaurisca nella produzione dei velivoli ma includa un rafforzamento dell’innovazione e dell’ingegneria avanzata.
Nel videomessaggio, Roberto Cingolani entra nel dettaglio e scandisce i punti che, dal punto di vista aziendale, rendono la partita strategica: «Voglio quindi ringraziare il governo del Regno Unito per aver chiuso la gara per il nuovo elicottero medio, effettuando l’ordine di 23 macchine NMH basate sulla piattaforma AW149. È un’iniziativa molto importante per Leonardo. Rilancerò lo stabilimento di Yeovil, che è uno dei più importanti della nostra azienda, e non solo per la piattaforma 149, che è una delle migliori al mondo, ma anche perché a questa iniziativa affiancheremo una nuova attività di ricerca e sviluppo basata sullo sviluppo di elicotteri senza pilota, creando lì un centro di eccellenza per potenziare non solo la produzione, ma anche la ricerca e sviluppo e l’innovazione. Il Regno Unito è il più importante mercato domestico di Leonardo al di fuori dell’Italia e, quindi, siamo fortemente impegnati a rendere questo progetto molto efficace in futuro. Spero davvero che avremo una prospettiva di successo a livello industriale e vi ringrazio per l’impegno e il lavoro che farete per un futuro luminoso per Leonardo, Leonardo nel Regno Unito, Leonardo in Italia e per l’intera galassia multinazionale di Leonardo».
Il messaggio, nella sostanza, prova a tenere insieme il presente e il dopo. Da una parte c’è l’urgenza di dare concretezza alla commessa e al salto produttivo richiesto, dall’altra l’ambizione di usare Yeovil come leva per spingere anche la frontiera tecnologica, con un capitolo esplicito dedicato agli elicotteri senza pilota e alla costruzione di un centro di eccellenza che, nelle intenzioni, dovrà rafforzare non soltanto le capacità manifatturiere ma anche la capacità di progettare, sperimentare e innovare. È qui che si gioca l’idea di “rilancio” evocata da Roberto Cingolani, perché lega l’impatto industriale immediato a una traiettoria di medio periodo in cui ricerca e sviluppo diventano parte integrante del peso strategico dello stabilimento.
Dentro questa cornice, il riferimento al Regno Unito come mercato domestico più importante per Leonardo fuori dall’Italia suona come un’indicazione di priorità: il progetto sugli AW149 viene presentato come una scommessa da rendere “molto efficace” nel tempo, un test di capacità industriale e insieme un investimento politico-industriale, capace di rafforzare la presenza del gruppo nel Paese e di alimentare la dimensione multinazionale dell’azienda. In altre parole, la partita non riguarda soltanto 23 elicotteri, ma il posizionamento di Leonardo in un’area che, per produzione, ricerca e relazioni istituzionali, viene indicata come decisiva per il futuro del gruppo.
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