Begato, parte il bando per i primi 20 alloggi: assegnazioni promesse entro giugno nel quartiere “nuovo” dopo le dighe

Da giovedì 5 marzo si apre il bando di Arte Genova per 20 case di edilizia residenziale sociale nel maxi intervento da 17 milioni che ha portato all’abbattimento delle “dighe” e alla costruzione di tre nuove palazzine ad alta efficienza energetica. Requisiti: residenza o lavoro nell’area metropolitana, indicatore della situazione economica equivalente fino a 37 mila euro, 40 mila per chi vive da solo. Canoni tra 186 e 440 euro al mese, con tetto del 30% sul reddito annuo del nucleo

Nel quartiere di Begato si apre una fase concreta della rigenerazione attesa da anni: da domani, giovedì 5 marzo, prende il via il bando per l’assegnazione dei primi 20 alloggi di edilizia residenziale sociale realizzati nell’ambito del maxi cantiere che ha riscritto l’assetto dell’area dopo l’abbattimento delle cosiddette “dighe”. L’annuncio arriva dall’assessore regionale all’edilizia e alle politiche abitative Marco Scajola, che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo sul cantiere insieme all’amministratore unico di Arte Genova Paolo Gallo e ai tecnici regionali, indicando come obiettivo l’assegnazione entro il mese di giugno.
I venti appartamenti che finiscono subito a bando rientrano in un intervento complessivo da 17 milioni di euro che, secondo la ricostruzione regionale, ha permesso di demolire gli edifici storicamente identificati come “dighe” e di costruire tre nuove palazzine Nearly Zero Energy Building, cioè strutture progettate per garantire consumi energetici quasi nulli e standard elevati su efficienza e sicurezza. Nei tre edifici troveranno posto complessivamente 60 alloggi: 40 destinati all’edilizia residenziale pubblica, che saranno messi a disposizione dal Comune, e 20 riservati all’edilizia residenziale sociale, quelli che da domani saranno disponibili per le domande per un periodo di 30 giorni e con destinazione alla locazione permanente.
Nel racconto dell’assessore regionale, la pubblicazione del bando rappresenta un passaggio di arrivo di un percorso avviato nel 2019 e segnato dallo spostamento di 374 nuclei familiari e dalla successiva demolizione di 476 alloggi sui 523 complessivi delle due dighe. Marco Scajola definisce l’operazione un intervento di rigenerazione urbana di dimensioni nazionali e insiste sull’idea di un quartiere “inclusivo e non ghettizzante”, con servizi e spazi adeguati. Nel progetto, oltre alle nuove palazzine, viene indicato anche il recupero di 55 alloggi ristrutturati nella vicina via Cechov e la realizzazione di aree comuni con verde e spazi dedicati ad attività sportive e culturali, insieme a una nuova stazione dei carabinieri.
Sul piano pratico, gli alloggi messi a bando sono pensati per nuclei da una a cinque persone. La platea dei potenziali partecipanti è limitata a chi risiede o lavora nell’area metropolitana genovese e ha un indicatore della situazione economica equivalente massimo di 37 mila euro, che sale a 40 mila per i nuclei monocomponente. I canoni mensili annunciati oscillano tra 186 e 440 euro e, secondo le indicazioni fornite, non dovranno superare il 30% del reddito annuo complessivo del nucleo assegnatario, con un’impostazione che mira a mantenere l’affitto sostenibile rispetto alle disponibilità economiche.
Per presentare domanda, gli interessati dovranno utilizzare la modulistica resa disponibile da Arte Genova e trasmettere l’istanza all’ente; in seguito verrà predisposta una graduatoria sulla base della quale saranno assegnati i venti alloggi. Tutte le informazioni operative, comprese modalità e criteri, sono indicate sul sito di Arte Genova, dove è reperibile anche la modulistica: www.arte.ge.it
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