Guerra in Iran, il turismo trema. Assoviaggi Confesercenti «In Liguria circa cento viaggiatori da riproteggere, rischio cancellazioni a catena»

Secondo l’associazione lo scoppio del conflitto ha innescato nel fine settimana un blocco senza precedenti dei collegamenti aerei nell’area mediorientale, con ricadute immediate su rientri, voli cancellati e nuove partenze; nel prossimo mese stimate migliaia di prenotazioni a rischio e possibili effetti anche sull’incoming verso l’Italia

Il turismo organizzato si ritrova improvvisamente dentro un’emergenza che non riguarda solo la geopolitica, ma la logistica concreta dei viaggi: voli sospesi, rotte tagliate, scali in difficoltà e rientri da riprogrammare nel giro di poche ore. A fotografare la situazione, dopo lo scoppio della guerra in Iran e l’ondata di chiusure degli spazi aerei nell’area, è Emilio Cordeglio, presidente regionale Assoviaggi, che parla di una prima stima di circa un centinaio di turisti liguri direttamente coinvolti e da “riproteggere” su itinerari alternativi, con un monitoraggio costante in raccordo con la struttura nazionale dell’associazione.
Il punto, spiegano le imprese del settore, è che l’impatto non si limita ai collegamenti con l’Iran: quando si restringono corridoi fondamentali e si fermano grandi hub dell’area, l’effetto domino finisce per propagarsi anche su tratte che apparentemente non c’entrano, perché molte rotte Europa-Asia e una parte consistente dei transiti globali passano proprio da lì. Nel fine settimana la situazione ha assunto dimensioni eccezionali, con migliaia di cancellazioni e deviazioni forzate, e con compagnie e aeroporti costretti a sospensioni e riprogrammazioni a tappeto.
Nell’immediato, osserva Emilio Cordeglio, la gestione dell’emergenza è resa meno esplosiva dal fatto che, dopo gli anni della pandemia, molti viaggiatori hanno imparato a tutelarsi con coperture assicurative in grado di affrontare eventi gravi. Questo, almeno nella fase più calda delle riprotezioni e dei rientri, riduce i contraccolpi economici diretti sui clienti e consente alle agenzie di lavorare sulle soluzioni operative con un margine di protezione maggiore. Ma la vera preoccupazione, per Assoviaggi, è l’orizzonte delle prossime settimane: quando l’incertezza diventa permanente, la domanda si blocca, le partenze vengono rimandate e l’effetto sulle prenotazioni si allarga rapidamente.
Da qui la stima che, nel giro di un mese, il turismo organizzato possa vedere sfumare migliaia di prenotazioni tra pacchetti e servizi, con un impatto economico complessivo di diversi milioni di euro. È una proiezione che nasce dalle reazioni immediate del mercato e che tiene conto di un’ipotesi di soluzione non prolungata del conflitto: se la crisi dovesse durare di più, avverte l’associazione, il danno rischierebbe di estendersi e diventare strutturale, proprio mentre il comparto sta ancora metabolizzando le ferite lasciate dalle limitazioni ai viaggi degli anni scorsi.
In Liguria, dove operano centinaia di agenzie e tour operator con oltre mille addetti, la ricaduta potenziale non è quindi soltanto una questione di singoli viaggiatori da rientrare, ma di tenuta complessiva del sistema: cancellazioni, rinunce, riprogrammazioni e, soprattutto, l’eventualità che parte dei costi straordinari finisca per scaricarsi sulle imprese, tra penali, riprotezioni e condizioni contrattuali non sempre allineate a scenari di instabilità o atti di guerra. È anche per questo che Assoviaggi chiede di valutare in tempi rapidi misure di sostegno, a partire da strumenti che garantiscano liquidità e regole più chiare per non lasciare tour operator e agenzie soli a gestire ondate improvvise di annullamenti.
C’è poi un secondo fronte, spesso meno immediato ma altrettanto sensibile: l’incoming. Se i flussi in arrivo da Paesi che, pur non essendo il teatro diretto delle azioni, subiscono i primi effetti del conflitto dovessero rallentare, il contraccolpo potrebbe farsi sentire anche sull’Italia come destinazione, tra arrivi e pernottamenti che rischiano di ridursi proprio nei periodi in cui il sistema turistico prova a consolidare la ripresa.
In un quadro dominato da notizie frammentarie e aggiornamenti continui, Assoviaggi invita infine alla prudenza: evitare la giungla di indiscrezioni che circolano online e affidarsi alle comunicazioni istituzionali, perché nelle crisi aeree la differenza tra un’informazione corretta e una falsa può tradursi in scelte sbagliate, costi inutili e ulteriore caos. Intanto, il settore resta appeso all’evoluzione del quadro internazionale: se prevarrà la mediazione o l’escalation lo dirà il tempo, ma una cosa appare già certa, ed è che le decisioni di viaggio verso l’area, almeno nell’immediato, sono destinate a frenare.
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