Ambiente 

Sanremo, blitz pro-animali davanti all’Ariston: striscione per l’orso Papillon, attivisti identificati

Nuova protesta a margine del Festival: il movimento Centopercentoanimalisti ha esposto uno striscione in italiano e inglese per chiedere la liberazione dell’orso Papillon, detenuto da anni al Casteller. Sul posto sono intervenuti agenti della Digos e della polizia di Stato che hanno identificato i militanti

Un’altra protesta si affaccia sulla ribalta del Festival di Sanremo, trasformando l’area intorno al teatro Ariston in una vetrina anche per cause lontane dalla musica. Nel pomeriggio di mercoledì 25 febbraio alcuni militanti del movimento Centopercentoanimalisti si sono recati nei pressi dell’Ariston e hanno srotolato uno striscione in italiano e in inglese per richiamare l’attenzione sulla vicenda dell’orso Papillon, detenuto da anni nel centro del Casteller, vicino a Trento.

Nel testo diffuso dal movimento, l’azione viene presentata come parte di una prassi consolidata: quando viene avviata una battaglia per la tutela degli animali, sostengono gli attivisti, la mobilitazione viene portata avanti “fino alla fine”, richiamando anche precedenti iniziative condotte in passato, come quelle legate alla vicenda dei beagle di Verona. Questa volta, spiegano, l’attenzione è puntata sugli “animali liberi” che a loro avviso sarebbero perseguitati in Trentino, e in particolare su Papillon, descritto come un orso che non avrebbe mai fatto male a nessuno e che verrebbe comunque tenuto in condizioni considerate inaccettabili.

Il movimento insiste sul fatto che, a loro giudizio, esisterebbe la possibilità di trasferire l’animale in un contesto migliore, ma che la situazione sarebbe rimasta immutata e progressivamente uscita dal dibattito pubblico. Proprio per questo, secondo la ricostruzione degli attivisti, Sanremo sarebbe stato scelto come luogo simbolico e mediaticamente efficace per riportare la questione all’attenzione nazionale e internazionale, con un’iniziativa dichiaratamente legittima ma d’impatto.

Dopo l’esposizione dello striscione, sul posto sono intervenuti agenti della Digos e della polizia di Stato, che hanno proceduto all’identificazione dei militanti. L’episodio si aggiunge così alla sequenza di azioni dimostrative che, anche in questa edizione del Festival, hanno scelto la cornice dell’Ariston per far emergere vertenze e battaglie che cercano spazio e visibilità ben oltre il perimetro dell’evento musicale.


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