Sanremo, blitz di Extinction Rebellion sul blue carpet: protesta contro sponsor e “greenwashing”, attivisti fermati dalla sicurezza – VIDEO

Azione di Extinction Rebellion nella serata inaugurale del Festival di Sanremo: una decina di attivisti ha superato le transenne del blue carpet davanti all’Ariston con cartelli contro i principali sponsor della manifestazione, accusati di «greenwashing» e «politiche «ecocide». La sicurezza è intervenuta rimuovendo gli striscioni e allontanando i manifestanti, poi fermati


Il Festival di Sanremo si apre con una protesta a forte impatto simbolico sul blue carpet davanti al teatro Ariston, dove nella serata inaugurale una decina di attivisti di Extinction Rebellion ha fatto irruzione sulla passerella per contestare la presenza dei principali sponsor, in particolare Eni e Costa Crociere, accusati dal movimento ambientalista di greenwashing e di portare avanti politiche incompatibili con la crisi climatica.

Secondo la ricostruzione diffusa dagli attivisti, il gruppo ha superato le transenne che separavano il pubblico dalla passerella delle star, esponendo cartelli con slogan costruiti a partire dai titoli delle canzoni in gara. L’obiettivo dichiarato era trasformare uno degli spazi più visibili del Festival in una denuncia pubblica contro l’uso degli eventi culturali come vetrina reputazionale da parte di grandi aziende considerate responsabili di un impatto ambientale rilevante. Tra i messaggi mostrati compaiono frasi come «Stella stellina, l’ecocidio si avvicina», «Eni sei tu che distruggi il pianeta» e «Bellissimo Sanremo ma che fastidio questi sponsor».
L’intervento della sicurezza del Festival è stato immediato. Nella versione fornita da Extinction Rebellion, gli addetti avrebbero strappato gli striscioni e trascinato via i manifestanti, che sarebbero poi stati messi in stato di fermo. Gli attivisti sostengono inoltre che siano state fermate anche alcune persone che stavano riprendendo la scena. Su questo passaggio, come sull’esatta dinamica dell’intervento, il testo diffuso dal movimento propone una propria ricostruzione della serata, inserita dentro una contestazione politica più ampia.
La protesta, infatti, non viene presentata come un’azione isolata legata al solo Festival, ma come parte di una campagna contro quella che il movimento definisce la strategia di greenwashing di Eni. Nella nota, Extinction Rebellion sostiene che il gruppo starebbe investendo con decisione nella sponsorizzazione di eventi sportivi e culturali per migliorare la propria immagine pubblica, pur restando un grande operatore dei combustibili fossili. A sostegno di questa accusa, gli attivisti richiamano un report di Oil Change International del 2023 e uno studio dell’organizzazione A Sud, citati per contestare la coerenza tra comunicazione aziendale e impatto reale delle attività industriali.
Nel mirino del movimento finisce anche Costa Crociere, altro sponsor principale della manifestazione. Gli ambientalisti contestano in particolare il riferimento al gas naturale liquefatto nelle strategie aziendali di transizione, sostenendo che venga promosso come soluzione sostenibile nonostante, a loro giudizio, non rappresenti una risposta adeguata alla crisi ecoclimatica. Anche in questo caso, la critica si concentra sul divario tra narrazione pubblica e scelte industriali effettive.
Il cuore politico dell’azione sta proprio qui: per Extinction Rebellion, consentire a grandi aziende del settore energetico e dei trasporti marittimi di legare il proprio marchio a uno degli eventi culturali più seguiti del Paese significa normalizzare una forma di comunicazione che ripulisce l’immagine pubblica di soggetti ritenuti corresponsabili dell’emergenza climatica. Nella loro presa di posizione, gli attivisti usano un paragone volutamente provocatorio, sostenendo che sarebbe inaccettabile quanto lo sarebbe una sponsorizzazione del Festival da parte dell’industria del tabacco.
Nella nota diffusa dopo l’azione, Extinction Rebellion lega la contestazione anche al valore simbolico di Sanremo nella storia italiana, definendolo una colonna sonora collettiva del Paese. Proprio per questo, secondo il movimento, sarebbe ancora più grave che un evento che celebra musica e creatività venga associato a soggetti accusati di alimentare la crisi climatica. Il messaggio finale della protesta è una rivendicazione di «voce alla scienza», con l’accusa ai governi di ignorare da anni gli allarmi sulle emissioni climalteranti e di avere trasformato la crisi ecoclimatica in emergenza sociale.
La protesta sul blue carpet, insomma, porta al centro del Festival una questione che va oltre la cronaca della serata e riapre il dibattito sul rapporto tra grandi eventi culturali, sponsorizzazioni e responsabilità ambientali. In un contesto mediatico come quello di Sanremo, la scelta di Extinction Rebellion è chiaramente quella di usare la massima visibilità possibile per spostare l’attenzione, anche solo per pochi minuti, dalla passerella delle celebrità al conflitto tra immagine pubblica e impatto climatico.
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