Pegli in fiore, il camelieto di Villa Durazzo Pallavicini riapre la stagione: un viale “magico” lungo duecento metri tra storia, botanica e romanticismo

Nel Parco di Villa Durazzo Pallavicini torna l’appuntamento con la fioritura delle camelie: il camelieto storico, indicato come il più antico e più esteso d’Italia, diventa il cuore di un percorso tra piante monumentali, nuove varietà invernali e visite guidate affidate alla direttrice Silvana Ghigino, con tappe dal Lago Grande al Giardino di Flora

C’è un momento, tra la fine di febbraio e l’inizio della primavera, in cui Pegli cambia ritmo e colore: il parco di Villa Durazzo Pallavicini riapre le sue prospettive romantiche e la scena se la prende il camelieto storico, un lungo viale che diventa quasi una galleria naturale di corolle, tronchi antichi e innesti che il tempo ha trasformato in sculture viventi. È l’evento più atteso della stagione del parco, perché la fioritura delle camelie non è soltanto una bella notizia botanica: è un modo diverso di attraversare un luogo che, per concezione e storia, è già di per sé un racconto. Realizzato a metà Ottocento e considerato un’eccellenza del giardino storico romantico, il parco custodisce uno dei camelieti più importanti d’Europa e, per estensione e anzianità, quello che viene indicato come il più grande e più antico d’Italia.
Il camelieto nacque nel 1856 e oggi si presenta come un viale di circa duecento metri dove le camelie non sono arbusti “da aiuola”, ma veri e propri alberi che superano i sei metri. È una differenza che si capisce subito appena si entra nel corridoio verde: le piante hanno portamenti maturi, una presenza scenica quasi teatrale, e il colpo d’occhio si compone di grandi chiome, fiori pieni e petali che, quando iniziano a cadere, punteggiano il terreno con i primi rosa accesi della stagione. È proprio in questo passaggio, quando le corolle cominciano a “volare a terra”, che il parco dà la sensazione di entrare in una festa naturale che non segue calendari amministrativi ma il tempo della vegetazione.

La ricchezza del camelieto, però, non sta soltanto nella dimensione o nell’effetto scenico. Il patrimonio vegetale conta circa centocinquanta piante diverse e negli ultimi mesi si è arricchito con l’inserimento di un primo gruppo di camelie invernali, pensate per allungare la stagione delle fioriture e rendere il percorso interessante anche quando l’inverno non ha ancora mollato la presa. Intorno a queste piante, la cura quotidiana è parte del progetto: il parco sta lavorando per accudire le Camellia japonica legate alla storia della proprietà, valorizzando portamenti ormai arborei e quel boschetto fitto e quasi irreale in cui si notano, sui tronchi, le antiche cicatrici degli innesti, diventate col tempo forme plastiche, come se la botanica avesse scolpito nel legno una memoria visibile.
Dentro questa cornice si inseriscono le visite guidate dedicate proprio alla fioritura, concepite come un vero e proprio tour tematico della camelia: non una passeggiata generica, ma un itinerario che intreccia storia, fisiologia della pianta, esigenze colturali e prospettive di gestione del viale. A guidare i visitatori, nei fine settimana, è la direttrice del parco, l’architetta Silvana Ghigino, con un percorso che attraversa alcune tappe simboliche: la grande pianta sul Lago Grande, il camelieto storico, le camelie del Giardino di Flora e l’esemplare pendulo collocato vicino alla scena del Coccodrillo, dentro quell’impianto scenografico che rende Villa Pallavicini un’esperienza narrativa oltre che naturalistica.
L’idea, in sostanza, è quella di trasformare l’evento della fioritura in un’occasione di lettura del parco: perché la camelia, amatissima nell’Ottocento e ancora oggi fiore simbolo nell’immaginario collettivo, qui non è un dettaglio ornamentale ma una chiave di interpretazione. Guardare le camelie del viale significa capire un gusto, una moda, una stagione culturale e un modo di costruire il paesaggio che a Genova ha lasciato segni profondi, soprattutto quando l’architettura del verde dialoga con l’idea romantica di sorpresa, di percorso, di “scene” che cambiano una dopo l’altra.
Quanto alla fruizione, la stagione prevede l’apertura del parco con ingressi in autonomia e, in parallelo, le visite guidate della fioritura nei fine settimana. I biglietti e le modalità di prenotazione seguono le regole stabilite dall’organizzazione del parco, con acquisto online dell’ingresso individuale disponibile a ridosso della visita e prenotazione obbligatoria per la visita guidata al camelieto, pensata come esperienza di circa due ore.
● Sabato 19 e Domenica 20 Febbraio: apertura straordinaria del Parco
h.10-17 ultimo ingresso h.15
● Dal 26 Febbraio: apertura ordinaria del Parco
Tutti i giorni (lunedì escluso) h.10 -18 ultimo ingresso h.16
biglietto individuale:
13€ biglietto intero
10€ biglietto interno per residenti comune genova, over 65, disabili, soci ICOM
6€ ridotto ragazzi 7-18 anni
27€ ticket famiglia (2 adulti + 1 bambino 7-18 anni)E’ possibile acquistare i biglietti di ingresso individuale online dal sito solo nelle 24 ore precedenti alla visita.
(www.villadurazzopallavicini.it)
VISITE GUIDATE
● Tutti i week end dal 19 Febbraio al 3 Aprile
VISITA AL CAMELIETO STORICO NELLA SUA FIORITURA*
h.14.30-durata 2 ore
20€/10€ (adulti/giovani 7-18 anni accompagnati da un maggiorenne)
prenotazione obbligatoria : info@villadurazzopallavicini.it – 393 8830842 / 010 8531544
Per chi cerca un’uscita che metta insieme bellezza, storia e una dose di meraviglia silenziosa, la fioritura delle camelie a Villa Durazzo Pallavicini funziona proprio perché non ha bisogno di effetti speciali: basta camminare lungo il viale, alzare lo sguardo sulle chiome, fermarsi davanti a un tronco segnato dagli innesti e accorgersi che, a volte, la trasformazione più spettacolare è quella che avviene lentamente, stagione dopo stagione, finché un giardino diventa memoria viva e promessa di primavera.
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