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Valbisagno, studio del Politecnico di Milano in ritardo ma in arrivo entro marzo: Emilio Robotti difende la scelta sullo Skymetro

In Consiglio comunale l’assessore Emilio Robotti ha chiarito che lo studio, inizialmente atteso per il 30 gennaio, richiederà più tempo per completare raccolta e aggiornamento dei dati. Il risultato, ha spiegato, dovrebbe arrivare entro marzo e servirà a costruire una proposta complessiva da discutere in modo partecipato, dopo l’abbandono del progetto Skymetro giudicato non cantierabile

La partita sulla mobilità in Valbisagno torna al centro del dibattito politico con una precisazione importante dell’assessore alla Mobilità sostenibile e al Trasporto pubblico Emilio Robotti, intervenuto per rispondere all’interrogazione del consigliere Alessio Bevilacqua della Lega. Il tema, molto sensibile sia sul piano tecnico sia su quello politico, riguarda lo stato di avanzamento dello studio affidato al Politecnico di Milano e, soprattutto, la direzione che il Comune intende prendere dopo la rinuncia al progetto Skymetro.

Nel suo intervento, Emilio Robotti ha voluto innanzitutto chiarire la cornice della decisione che ha portato l’amministrazione ad accantonare lo Skymetro, respingendo l’idea che si sia trattato di una scelta arbitraria o ideologica. L’assessore ha sostenuto che il progetto, sul quale si era lavorato per anni, non è stato abbandonato «per capriccio», ma perché ritenuto non cantierabile, a prescindere dalle valutazioni tecnico-scientifiche e dalle considerazioni di opportunità legate alle reali esigenze trasportistiche della Valbisagno. Una formulazione che punta a ribadire come, nella lettura della giunta, il nodo non fosse soltanto politico, ma anche concretamente operativo.

La risposta di Robotti è entrata poi nel merito dell’incarico al Politecnico di Milano, richiamando la determina citata nell’interrogazione. L’assessore ha confermato che il provvedimento fissava effettivamente al 30 gennaio la data di scadenza per la presentazione dello studio, ma ha spiegato che quella scadenza può essere superata proprio per consentire un lavoro più solido e arrivare a una soluzione complessiva per la mobilità della valle. In sostanza, il ritardo non viene presentato come uno stallo, ma come una conseguenza della necessità di costruire una base dati più aggiornata e affidabile.

Secondo quanto riferito in aula, ci sono già stati numerosi sopralluoghi e accessi da parte del professor Coppola e della sua équipe, impegnati in rilievi finalizzati ad aggiornare i dati che in passato erano stati utilizzati come base del progetto Skymetro. Robotti ha sottolineato che quei dati risalivano a molto tempo prima e che proprio per questo non potevano più essere considerati affidabili per impostare oggi una scelta infrastrutturale di lungo periodo. A questo lavoro di aggiornamento, ha aggiunto, si sommano anche i nuovi dati provenienti dal progetto Movyon di intelligent urban mobility, che dovrebbero contribuire a rendere più robusto il quadro conoscitivo.

L’assessore ha precisato di avere partecipato personalmente ad alcuni di questi accessi, insieme agli uffici del suo assessorato e ai tecnici dell’Azienda Mobilità e Trasporti di Genova. È un dettaglio che non è secondario, perché serve a mostrare un coinvolgimento diretto della struttura comunale e dell’azienda del trasporto pubblico locale nella fase preparatoria dello studio. Da quanto gli è stato riportato, ha spiegato Robotti, il Politecnico ha avuto la necessità di procurarsi nuovi dati per costruire un modello davvero affidabile sul quale fondare il lavoro commissionato dall’amministrazione.

Proprio su questo punto si innesta il rinvio dei tempi. Emilio Robotti ha riferito che il professor Coppola e la sua équipe hanno chiesto ancora un po’ di tempo e ha indicato una nuova finestra temporale per la consegna: entro marzo, ha detto, il Comune dovrebbe avere il risultato di questo lavoro, definito importante perché destinato a orientare le scelte future sulla mobilità in Valbisagno. Una volta acquisito lo studio, l’intenzione annunciata dall’assessore è quella di aprire un confronto partecipato e condiviso, segnale politico che prova a tenere insieme competenza tecnica e discussione pubblica su un tema che negli anni ha diviso molto.

Nella parte conclusiva della sua precisazione, Robotti ha insistito sull’impostazione metodologica scelta per l’incarico al Politecnico di Milano. L’amministrazione, ha spiegato, ha volutamente affidato uno studio «a tutto campo», senza dettare indirizzi legati a progetti precedenti come lo Skymetro e senza indicare a monte altre soluzioni preferite. L’obiettivo dichiarato è quello di avvalersi di un approccio tecnico-scientifico competente e ad ampio raggio, in grado di valutare scenari diversi e di individuare una risposta «a 360 gradi» per la valle.

L’interrogazione del consigliere Alessio Bevilacqua, esponente della Lega, chiedeva proprio due chiarimenti: un aggiornamento sullo studio del Politecnico di Milano e un’indicazione su quale progetto la giunta intenda proporre al ministero dopo la rinuncia allo Skymetro. Alla prima domanda, l’assessore ha risposto fissando il nuovo orizzonte di marzo e spiegando le ragioni del ritardo; sulla seconda, la linea emersa è che la scelta definitiva non verrà anticipata prima della conclusione del lavoro tecnico e della successiva discussione pubblica.

Il punto politico, a questo stadio, è quindi duplice. Da una parte la giunta difende la decisione di fermare lo Skymetro rivendicandone la non cantierabilità; dall’altra chiede tempo per chiudere uno studio che dovrebbe fornire una base aggiornata, più affidabile e meno condizionata da dati vecchi. La prossima scadenza vera diventa così marzo, quando si capirà se il Politecnico di Milano consegnerà il modello atteso e se da quel documento emergerà una proposta capace di tenere insieme esigenze di mobilità, sostenibilità, costi e tempi per la Valbisagno.


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