Palazzo Ducale, al via “Capolavori raccontati”: Marco Carminati apre il ciclo con “Lo zoo del papa” tra arte, natura e marmi dei Musei Vaticani

Mercoledì 25 febbraio alle 21, nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, Marco Carminati inaugura il ciclo “Capolavori raccontati” con la conferenza “Lo zoo del papa. Gli animali di marmo dei Musei Vaticani”. L’iniziativa, che anticipa il festival “La Storia in Piazza”, è dedicata quest’anno al binomio arte e natura e accompagnerà il pubblico in un percorso tra scultura, architettura, giardini e pittura, da Roma antica a Caravaggio

Sarà Marco Carminati ad aprire il nuovo ciclo di appuntamenti di “Capolavori raccontati”, una delle rassegne più riconoscibili del programma culturale di Palazzo Ducale, con una conferenza che promette un viaggio insolito e affascinante dentro uno dei patrimoni più sorprendenti dell’arte antica. L’appuntamento è fissato per mercoledì 25 febbraio alle ore 21 nella Sala del Maggior Consiglio, dove il giornalista e storico divulgatore racconterà “Lo zoo del papa. Gli animali di marmo dei Musei Vaticani”.

Il tema scelto per l’incontro inaugurale si inserisce in modo perfetto nel filo conduttore dell’edizione, dedicata al rapporto tra arte e natura. Al centro ci saranno infatti gli animali, da sempre tra le meraviglie del mondo naturale e da sempre oggetto di attenzione, studio e fascinazione da parte degli artisti. Il racconto partirà dal contributo del mondo romano alla rappresentazione animale, un universo figurativo capace di intrecciare forma e simbolo, come mostrano immagini entrate nell’immaginario collettivo dalla Lupa Capitolina al Cavallo di Marco Aurelio. Da lì lo sguardo si sposterà sui Musei Vaticani, dove si conserva quello che viene descritto come il più grande serraglio di animali antichi in marmi pregiati, un insieme di opere che Carminati guiderà a esplorare per metterne in luce il fascino e la ricchezza iconografica.
Il ciclo “Capolavori raccontati”, curato dallo stesso Marco Carminati, si presenta anche quest’anno come uno dei percorsi che anticipano “La Storia in Piazza” e ne prepara il terreno con una formula che unisce rigore e divulgazione. Il focus su arte e natura, in questa edizione, permetterà di attraversare linguaggi diversi e periodi molto lontani tra loro, dalla pittura alla scultura, dall’architettura alla geometria dei giardini, con l’obiettivo di mostrare come il rapporto con il mondo naturale abbia modellato visioni, stili e capolavori nel corso dei secoli.
Nel programma, dopo l’apertura affidata a Marco Carminati, il percorso proseguirà il 4 marzo con Alessandra Quarto, che affronterà il rapporto tra architettura e natura attraverso il caso di Antoni Gaudí. L’11 marzo sarà la volta di Alberta Campitelli, con un appuntamento dedicato ai giardini di Villa d’Este a Tivoli e alla loro capacità di “scolpire” la natura. Il 18 marzo Stefano Zuffi porterà il pubblico dentro il genere della natura morta con una conferenza intitolata “Dipinger zucche e prosciutti”, mentre il 25 marzo il ciclo si chiuderà con Maria Cristina Terzaghi e un focus su “La canestra di frutta” di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, uno dei dipinti più celebri e studiati nella storia dell’arte.
La rassegna conferma così una linea culturale che negli anni ha saputo costruire un pubblico fedele, interessato a incontri capaci di raccontare opere e artisti con taglio accessibile ma mai semplificato. Non è un caso che Marco Carminati sia da oltre un decennio il curatore di questo ciclo per Palazzo Ducale. Giornalista, già caporedattore responsabile dell’inserto culturale “Domenica” de “Il Sole 24 Ore”, Carminati collabora anche alle iniziative didattiche del Fondo per l’ambiente italiano, degli Amici di Brera e degli Amici del Museo Poldi Pezzoli. Nel 2018 è stato nominato Accademico onorario dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e dal 2023 è vicepresidente dell’Associazione degli Amici di Brera.
L’apertura con “Lo zoo del papa” mette subito in chiaro il tono dell’edizione: uno sguardo colto ma curioso, capace di far emergere collezioni insolite e dettagli spesso trascurati, trasformando una conferenza in un viaggio dentro le immagini e i significati nascosti delle opere. Un invito, in fondo, a guardare la natura non solo come soggetto artistico, ma come chiave per leggere la storia dell’arte da prospettive nuove.
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