Discariche abusive, il Consiglio comunale accelera su telecamere e intelligenza artificiale: mozione di Pd e Avs approvata all’unanimità

Via libera unanime in Consiglio comunale alla mozione per rafforzare il contrasto all’abbandono dei rifiuti ingombranti e agli errati conferimenti con videosorveglianza e strumenti di intelligenza artificiale. La giunta, con parere favorevole dell’assessora Silvia Pericu, ha sostenuto il testo dopo l’accoglimento di due emendamenti della Lega; respinti invece tre ordini del giorno della minoranza


Più controlli, più tecnologia e una sperimentazione sull’intelligenza artificiale per colpire in modo più rapido ed efficace l’abbandono dei rifiuti e i conferimenti sbagliati. È questa la linea approvata dal Consiglio comunale di Genova con la mozione presentata dal gruppo Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra, centrata sull’uso della videosorveglianza e di sistemi di videoanalisi per contrastare le discariche abusive di rifiuti ingombranti e gli errati conferimenti. L’atto, dopo il passaggio in aula e alcune modifiche, è stato votato all’unanimità.

La proposta, presentata a prima firma dai consigliere Fabio Gregorio (Pd) e Massimo Romeo (Avs) e sottoscritta dai rispettivi gruppi, parte da un dato ben noto in molti quartieri: l’abbandono di rifiuti, soprattutto ingombranti, continua a essere un fenomeno diffuso e costoso, con criticità che si concentrano in particolare nelle aree di sosta degli Eco Van fuori orario, in prossimità di cassonetti e isole ecologiche e nelle zone più periferiche o isolate, dove nel tempo si formano vere e proprie discariche abusive. Un problema che pesa sul decoro, sull’igiene pubblica, sulla sicurezza ambientale e anche sull’efficienza dei servizi, scaricando sulla collettività costi economici e sociali.
Nel ragionamento dei proponenti, il punto di partenza è che una base tecnologica esiste già, perché il territorio comunale dispone di una rete ampia di videosorveglianza, con circa 3.000 telecamere, alcune delle quali inquadrano aree direttamente interessate dal fenomeno. Da qui l’idea di fare un passo ulteriore: non limitarsi alla sola presenza delle telecamere, ma rafforzare l’utilizzo delle immagini e integrare progressivamente strumenti di analisi automatica in grado di riconoscere comportamenti anomali o illeciti, generando segnalazioni tempestive e aumentando la capacità di intervento e deterrenza.
La mozione impegna sindaca e giunta, nell’ambito delle competenze comunali e nel rispetto della normativa sulla privacy, a consentire controlli regolari delle immagini da parte del personale abilitato, in primo luogo la polizia locale e, ove possibile, anche personale di Azienda Multiservizi e d’Igiene Urbana opportunamente formato, con l’obiettivo di sanzionare errati conferimenti e abbandono di ingombranti. Parallelamente, il testo spinge per progetti pilota basati su sistemi di intelligenza artificiale capaci di riconoscere automaticamente comportamenti illeciti e produrre segnalazioni o sanzioni in tempi rapidi, in collaborazione con gli enti competenti.
Un altro passaggio rilevante riguarda la possibilità di valutare misure automatiche di deterrenza nei siti più critici, come segnalazioni visive o acustiche, messaggi informativi e strumenti di notifica immediata alle autorità preposte, insieme a un monitoraggio costante dell’efficacia delle misure adottate. L’obiettivo, nelle intenzioni dei proponenti, è raccogliere dati sull’andamento del fenomeno e sull’impatto reale delle nuove tecnologie per estendere progressivamente il sistema alle aree comunali più problematiche.
Sul piano politico, il percorso in aula ha registrato un confronto che si è chiuso però con un voto condiviso. Sulla mozione sono stati presentati tre ordini del giorno della minoranza, tutti con parere contrario della giunta e quindi respinti, mentre due emendamenti della Lega sono stati accolti dai proponenti. A nome della giunta l’assessora all’Ambiente Silvia Pericu ha espresso parere positivo al testo così emendato, contribuendo a un esito finale unanime che segnala una convergenza trasversale almeno sull’impianto generale dell’intervento.
Resta centrale, anche nel testo politico e nella presentazione pubblica della proposta, il tema della tutela dei dati personali. I promotori insistono sul fatto che ogni utilizzo delle tecnologie dovrà avvenire nel pieno rispetto della normativa europea e nazionale, a partire dal Regolamento generale sulla protezione dei dati, per evitare che la spinta all’innovazione si traduca in scorciatoie incompatibili con le garanzie previste. Nella loro impostazione, l’innovazione tecnologica deve procedere insieme al rispetto delle regole, con l’idea di una città più pulita costruita non solo attraverso le sanzioni ma anche con maggiore responsabilità collettiva.
L’approvazione unanime consegna ora alla giunta un indirizzo politico chiaro: usare meglio la rete di videosorveglianza già esistente, sperimentare strumenti nuovi e verificare con dati alla mano se la tecnologia possa davvero aiutare Genova a ridurre un fenomeno che da anni incide sulla qualità della vita nei quartieri. Il passaggio successivo sarà capire tempi, modalità operative e risorse della sperimentazione, cioè se e come l’indicazione del Consiglio si tradurrà in un sistema realmente capace di prevenire e colpire gli abbandoni abusivi.
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