Cultura - 

Cultura più accessibile, al Polo di Nervi aprono due Quiet Rooms per decompressione sensoriale e benessere

Alla GAM e al Museo Raccolte Frugone debutta un nuovo servizio pensato per favorire una fruizione più inclusiva e consapevole degli spazi museali. Le nuove stanze di quiete, presentate dall’assessore Montanari e dalla sindaca Silvia Salis, puntano ad accogliere meglio persone fragili e visitatori con diverse sensibilità

Da oggi il Polo di Nervi aggiunge un nuovo tassello al percorso verso una cultura più accessibile e accogliente. Alla Galleria d’Arte Moderna e al Museo Raccolte Frugone sono state inaugurate due Quiet Rooms, ambienti dedicati alla calma e alla decompressione sensoriale, pensati per offrire ai visitatori una pausa rigenerante durante il percorso museale e per rispondere in modo più attento alle esigenze delle persone più fragili.

L’idea è quella di trasformare il museo non soltanto in un luogo di conservazione ed esposizione, ma anche in uno spazio capace di favorire benessere, inclusione e partecipazione. Le nuove stanze sono state progettate come ambienti di quiete veri e propri, con luce soffusa, colori rilassanti e una selezione limitata di opere, in modo da permettere una fruizione più lenta, personale e consapevole, lontana dalla pressione e dalla stimolazione continua che spesso caratterizzano gli spazi pubblici.

Alla presentazione sono intervenuti la sindaca Silvia Salis, l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari e le assessore Cristina Lodi e Rita Bruzzone. Nel corso dell’inaugurazione, Silvia Salis ha sottolineato che i musei devono essere luoghi capaci di accogliere tutti, rispettando tempi e sensibilità differenti, spiegando che la creazione di spazi dedicati alla decompressione sensoriale rappresenta un passo concreto verso una cultura realmente accessibile e condivisa.

Sulla stessa linea anche Giacomo Montanari, che ha collegato l’apertura delle Quiet Rooms a una visione più ampia del ruolo della cultura nella vita delle persone. L’assessore ha richiamato il recente accordo tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute, osservando come oggi il legame tra esperienza culturale e benessere venga riconosciuto in modo sempre più esplicito anche a livello istituzionale. Inserire nel percorso di visita uno spazio di quiete, anche con una propria qualità estetica, significa dunque riconoscere che l’accessibilità non è solo una questione architettonica, ma anche sensoriale ed emotiva.

Il progetto si colloca all’interno delle linee guida nazionali e internazionali sull’accessibilità culturale e prende ispirazione dal modello anglosassone «Room to Breathe», adattandolo al contesto dei musei civici genovesi. In questa prospettiva, le Quiet Rooms non sono un’aggiunta marginale, ma una scelta che incide sul modo stesso di pensare la visita: più attenzione alla persona, più qualità del tempo trascorso nel museo, più possibilità di vivere l’arte in modo sereno.

A rendere possibile la realizzazione delle due stanze ha contribuito anche la Fondazione Compagnia di San Paolo, nell’ambito della convenzione con il Comune. Un supporto che ha consentito di concretizzare un intervento dal forte valore simbolico e pratico: rendere gli spazi culturali più aperti alla diversità, con un’attenzione reale al benessere mentale e alla qualità dell’esperienza di chi li frequenta.

Con questa iniziativa, il Polo di Nervi si propone quindi non solo come luogo d’arte, ma come presidio di inclusione sociale, dove la bellezza si intreccia con la cura e dove il diritto di accesso alla cultura passa anche dalla possibilità, semplice ma preziosa, di fermarsi, respirare e ritrovare calma.


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