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Ciclabili, Genova frena sul Pnrr: tagliati tratti in Valpolcevera, Levante e Ponente

La giunta approva varianti ai progetti della mobilità sostenibile e stralcia alcuni lotti per interferenze con altri cantieri e tempi stretti del Pnrr. L’assessore Emilio Robotti parla di scelta «dolorosa ma inevitabile» e promette una riprogettazione condivisa con Municipi e cittadini

La rete ciclabile prevista con i fondi del Pnrr cambia volto, almeno per ora. La giunta comunale ha approvato una serie di varianti progettuali che riducono il perimetro di alcuni interventi in Valpolcevera, nel Centro Levante e a Ponente, con lo stralcio di diversi lotti originariamente inseriti nel piano di rafforzamento dei percorsi ciclabili urbani e dei servizi connessi alla ciclabilità. La motivazione indicata dal Comune è legata soprattutto all’impatto dei numerosi cantieri già presenti o in arrivo sul territorio, oltre alla rigidità delle scadenze imposte dal Pnrr, che non lascerebbero margini sufficienti per una revisione completa dei progetti nei tempi richiesti.

Il provvedimento riguarda interventi finanziati nell’ambito della misura Pnrr dedicata alla mobilità sostenibile urbana. In sostanza, l’amministrazione sostiene che, pur mantenendo il raggiungimento dell’obiettivo minimo previsto dal finanziamento, alcune porzioni dei tracciati non possano essere realizzate adesso senza rischiare sovrapposizioni con altre opere, modifiche future o addirittura rifacimenti a breve distanza di tempo. Una situazione che il Comune definisce incompatibile con una gestione efficiente delle risorse pubbliche e con una programmazione credibile dei lavori.

Nel commentare la decisione, l’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti ha spiegato che si tratta di una scelta sofferta ma, a suo dire, inevitabile. Ha sottolineato che i progetti delle ciclabili si trovano a fare i conti con un quadro ereditato, segnato da molteplici cantieri che insistono su varie aree della città, dai cosiddetti 4 Assi di Forza fino alle opere strategiche di rilievo nazionale. Secondo Robotti, in queste condizioni non sarebbe stato realistico né tecnicamente sostenibile rimodulare l’intero impianto progettuale nei tempi strettissimi previsti dalle procedure Pnrr, anche considerando che eventuali modifiche sostanziali avrebbero richiesto passaggi autorizzativi difficilmente compatibili con le scadenze ministeriali.

L’assessore ha inoltre evidenziato che realizzare ora alcune parti destinate a essere nuovamente interessate da cantieri successivi avrebbe significato, di fatto, costruire per poi smontare o rifare, con un impatto negativo sia in termini economici sia nei confronti dei residenti. Da qui la scelta di procedere con lo stralcio dei tratti ritenuti più problematici e di rinviare a una fase successiva una progettazione più organica, da sviluppare — è l’impegno annunciato — con il coinvolgimento dei Municipi e della cittadinanza, per arrivare a una rete ciclabile più coerente, continua e realmente utilizzabile.

Il capitolo più rilevante è quello della Valpolcevera, dove il Comune collega le modifiche anche al futuro assetto della viabilità della valle e alla volontà dell’amministrazione di ripristinare la viabilità spondale precedente al crollo del ponte Morandi. In questo quadro, e alla luce delle interferenze con i cantieri presenti nell’area, vengono eliminati dal progetto di ciclovia urbana alcuni tratti specifici: quello di via Nostra Signora della Guardia e via Levati, il segmento di via Semini compreso tra via ponte Barbieri e via Gastaldi, e infine via Gastaldi. Al posto delle opere stralciate, il Comune prevede comunque interventi di completamento e adeguamento lungo il percorso, con lavori su impianti semaforici, segnaletica orizzontale, integrazione di barriere parapedonali e verde urbano.

Sempre sul fronte dei percorsi ciclabili urbani, vengono cancellati anche due lotti relativi al collegamento tra Fiumara, Cornigliano e corso Perrone, un asse considerato importante per la connessione tra aree residenziali, commerciali e produttive del ponente cittadino. Anche in questo caso, la motivazione è legata alle interferenze con i cantieri già in atto e con quelli previsti nei prossimi mesi.

Le modifiche toccano poi il Centro Levante, dove vengono stralciati i lotti 1 e 2 del previsto anello di collegamento tra la stazione ferroviaria di Brignole e il polo sanitario e universitario di San Martino. Si tratta del tracciato che avrebbe dovuto interessare via Invrea, piazza Alimonda, corso Gastaldi, via Torti e piazza Giusti, cioè un nodo molto sensibile per traffico, mobilità studentesca e accessibilità ai servizi sanitari. La scelta di rinviare questi lotti pesa, perché riguarda uno dei collegamenti urbani potenzialmente più utilizzati, ma il Comune ritiene che l’attuale intreccio con altri interventi renda impraticabile una realizzazione lineare nel perimetro temporale del Pnrr.

Anche a Ponente la revisione è significativa. Vengono infatti stralciati i lotti 5 e 6, che includevano un’articolata sequenza di strade e tratti urbani tra Sestri Ponente e aree limitrofe: via Hermada, via Puccini, via Soliman, via Cerruti, via Capponi, via Menotti, parte della viabilità del centro storico di Sestri Ponente, oltre a via Travi, via Biancheri, via Goldoni, via Ferro, via Catalani, via Paglia, via Donizetti e via Caterina Rossi. In pratica, una porzione ampia del disegno previsto per il Ponente viene rinviata, con la prospettiva di una successiva riprogettazione.

Dal punto di vista politico e amministrativo, il messaggio che arriva da Palazzo Tursi è duplice. Da un lato, il Comune rivendica una scelta di realismo, sostenendo di aver evitato interventi destinati a entrare in conflitto con altri lavori o a essere superati nel giro di poco tempo. Dall’altro, prova a rassicurare sul fatto che gli stralci non equivalgono a un abbandono del progetto ciclabile, ma a una rimodulazione forzata in questa fase, con l’intenzione di riprendere il tema in modo più strutturato e condiviso.

Resta però il dato politico e urbanistico: la costruzione di una rete ciclabile capillare e interconnessa, più volte indicata come obiettivo strategico per una mobilità urbana moderna, subisce un rallentamento concreto in alcune zone chiave della città. E il passaggio successivo, quello annunciato dall’assessore Robotti — riprogettare insieme ai territori — sarà decisivo per capire se si tratterà solo di uno stop tecnico temporaneo o dell’ennesimo ridimensionamento di una trasformazione attesa da anni.


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