Cronaca 

Peschereccio Acquario, partite le ricerche del relitto a 300 metri al largo di Portofino: la famiglia spera di ritrovare il comandante

Avviate nel pomeriggio le operazioni di individuazione e recupero dell’Acquario, affondato il 2 febbraio. In mare la nave spagnola Artabro, lunga 90 metri, impegnata per 48 ore con ecoscandaglio tridimensionale, sonar e drone subacqueo. Il corpo del comandante, Dhib Zouahier ben Alì, 62 anni, conosciuto da tutti come Michele, non è mai stato ritrovato

Sono cominciate oggi pomeriggio le operazioni di ricerca e recupero del peschereccio Acquario, affondato il 2 febbraio nelle acque al largo di Portofino. L’intervento si concentra su un fondale di circa 300 metri, dove entreranno in azione mezzi e tecnologie specialistiche con l’obiettivo di localizzare il relitto e verificare la possibilità di recuperarlo.

A operare in mare è la nave Artabro, unità di 90 metri battente bandiera spagnola, chiamata a svolgere una missione particolarmente delicata sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello umano. Con il peschereccio era infatti scomparso il comandante, Dhib Zouahier ben Alì, 62 anni, noto a tutti come Michele, il cui corpo non è mai stato ritrovato. Proprio per questo, i familiari continuano a sperare che possa trovarsi ancora sul relitto e che queste ricerche consentano finalmente di riportarlo a casa.

Il tenente di vascello Donato Florio, comandante della Circomare di Santa Margherita Ligure, ha spiegato che si tratta della prima volta in Italia per un servizio operato dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima. Lo stesso comandante ha inoltre disposto un’ordinanza specifica per interdire la pesca nell’area interessata dalle operazioni, così da garantire la massima sicurezza e consentire ai tecnici di lavorare senza interferenze.

La finestra operativa prevista è di 48 ore. In questo arco di tempo verranno utilizzati un ecoscandaglio tridimensionale ad alta potenza, sistemi sonar e un drone subacqueo, strumenti indispensabili per esplorare in profondità un tratto di mare complesso e individuare con precisione eventuali tracce del peschereccio sul fondale.

L’avvio delle ricerche rappresenta un passaggio molto atteso dopo settimane di incertezza. Oltre all’aspetto investigativo e tecnico, resta fortissimo il peso emotivo di una vicenda che ha colpito la comunità del mare e chi conosceva Michele. L’operazione in corso, infatti, non punta soltanto a chiarire la posizione dell’Acquario, ma anche a dare una risposta a una famiglia che da inizio febbraio aspetta notizie definitive.


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